Vivere e Lavorare in Inghilterra dopo la Brexit

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Tutto quello che devi sapere per vivere e lavorare in Inghilterra è stato pazientemente racchiuso in questa guida, aggiornata alle novità post Brexit.

Quali sono i pro e i contro di trasferirsi, vivere e lavorare in Inghilterra? Qual è il costo della vita e quali le strategie migliori per trovare lavoro? Quali sono le migliori città dell’Inghilterra dove vivere? E soprattutto: cosa è cambiato dopo la Brexit? Quali documenti servono adesso per lavorare?

Se avrai la pazienza di arrivare in fondo all’articolo, troverai la risposta a queste e a tante altre domande.

Trasferirsi Vivere e Lavorare in Inghilterra

Cominciamo con una precisione: questo articolo non si intitola “Vivere e lavorare in Gran Bretagna” ma “Vivere e lavorare in Inghilterra”. Per chi ancora facesse confusione tra i nomi (e sono più di quel che si crede), l’Inghilterra è solo una delle 3 nazioni che formano la Gran Bretagna (assieme a Scozia e Galles), l’isola che assieme all’Irlanda del Nord costituisce il Regno Unito. Perciò se cerchi informazioni su come trasferirti a Glasgow o a Edimburgo non è qui che le troverai.

Detto questo, possiamo cominciare!

Inghilterra: terra di sogni e di conquiste

Per tanti giovani di ieri e di oggi andare a vivere fuori Italia voleva dire andare a lavorare a Londra. Quale migliore destinazione infatti della capitale inglese per fare la prima esperienza all’estero, imparare l’inglese e allo stesso tempo trovare qualche piccolo lavoro per mantenersi?

Una città vibrante, cosmopolita e bellissima, perfetta non solo per passare qualche giorno a gironzolare tra monumenti e musei ma anche per andare a tentare la fortuna. Cosa che quasi sempre avveniva puntualmente.

Ma se Londra è da sempre in cima alla lista dei desideri degli aspiranti expat, non è però l’unica città inglese ad attirare come mosche al miele migliaia e migliaia di stranieri ogni anno. L’Inghilterra in generale è a tutt’oggi una delle destinazioni più gettonate dai nostri connazionali, con oltre mezzo milione di italiani residenti. Il motivo per cui così tante persone decidono di barattare il dolce clima mediterraneo per un luogo famoso per le sue 50 (mila) sfumature di grigio è molto semplice: il lavoro.

L’altra faccia della precarietà

Malgrado l’ingombrante ombra della Brexit, la Gran Bretagna vanta ancora oggi un’economia tra le più floride del mondo e una percentuale di disoccupazione bassissima.

Il mondo del lavoro è flessibile e in continuo movimento, qui “precarietà” non è una parolaccia ma un sinonimo di opportunità e crescita professionale.

Un sistema meritocratico atto a premiare i cervelli che funzionano, una burocrazia snella e un sistema pubblico straordinariamente efficiente completano l’offerta, rendendo l’Inghilterra uno dei Paesi più appetibili per chi voglia cambiare vita. Poi lo scorso anno un referendum ha improvvisamente rimescolato le carte in tavola.

Un articolo che intenda affrontare in modo serio il tema di trasferirsi in Inghilterra non può prescindere da quel nome che da giugno 2016 è salito sulla bocca di tutti: Brexit. Ed è proprio da qui che ho deciso di partire.

Brexit: cosa devi sapere

Il 23 giugno del 2016 il popolo inglese ha deciso attraverso un referendum di uscire dall’Unione Europea.

Anche se l’addio definitivo avverrà solo nel 2019, l’attivazione della procedura è già stata avviata, il che significa in soldoni che il divorzio tra Gran Bretagna ed Europa è irreversibile.

Cosa comporterà questo in termini pratici è ancora difficile da capire, le parti troveranno di sicuro il modo di accordarsi nel modo meno doloroso possibile ma è lecito comunque aspettarsi cambiamenti consistenti per tutti coloro che decideranno di andare a vivere e lavorare in Inghilterra dopo la Brexit.

Non è il caso però di allarmarsi, vediamo quello che sappiamo fino ad ora.

Lavorare in Inghilterra dopo la Brexit: cosa accadrà

Il tracollo economico che in tanti prevedevano per il momento non c’è stato. Anzi, a quanto sembra la svalutazione della sterlina ha dato un’accelerata alle esportazioni, rendendo questo settore fonte di nuove opportunità di lavoro.

Ad oggi, per lavorare e vivere in Inghilterra è sufficiente avere un documento di identità e svolgere alcuni semplici pratiche di cui ti parlerò tra poco, ma è possibile che in futuro un cittadino comunitario avrà bisogno di un permesso di soggiorno e un permesso di lavoro, come qualunque extracomunitario. Non si potrà più fare come si è fatto finora: arrivare qui senza un lavoro, trovare una sistemazione provvisoria e poi mettersi a distribuire curriculum.

Non si sa nemmeno cosa cambierà in materia di diritti alla disoccupazione, alloggi popolari e accesso al servizio sanitario nazionale.

Per questo ti dico: se stai pensando di andare a vivere e lavorare in Inghilterra il momento giusto è adesso, prima che l’uscita dall’Europa diventi definitiva. Una volta che sarai in Inghilterra con il tuo bel lavoro stretto tra le mani sarà molto più facile restare.

Per non sapere né leggere né scrivere, comunque, ti consiglio di fare subito due cose appena arrivi in Inghilterra:

  • Richiedi un visto di lavoro. Al momento non è necessario, ma potrebbe diventarlo e comunque non si sa mai.
  • Iscriviti all’AIRE, che è di fatto l’unico modo per attestare la tua presenza su suolo inglese (oltre al certificato di residenza, ma quello può essere richiesto solo dopo 5 anni di permanenza).

Aggiornerò questo articolo non appena ci saranno informazioni più precise, per il momento atteniamoci a quello che serve sapere oggi per vivere e lavorare in Inghilterra. A partire dai documenti.

Documenti necessari per lavorare e vivere in Inghilterra

NIN, il National Insurance Number

Al momento come cittadino comunitario non hai bisogno di alcun permesso di soggiorno né di lavoro. C’è un solo obbligo burocratico che sei tenuto a rispettare se vuoi lavorare e vivere in Inghilterra: richiedere e ottenere il NIN, conosciuto come National Insurance Number.

Il NIN è il numero di assicurazione nazionale, il codice fiscale inglese. Si tratta di un numero identificativo che ti servirà per fare tutto: trovare lavoro, pagare i contributi, avere una copertura sanitaria, ottenere un assegno di disoccupazione e soprattutto lavorare legalmente.

Viene rilasciato nei Job Centre previo appuntamento telefonico al Department for Work and Pensions (se chiami dall’Italia il numero è 00 44 345 600 0643, attivo dalle 8:00 alle 18:00, dal lunedì al venerdì). Per farne richiesta è sufficiente avere un recapito telefonico, un indirizzo e un documento identificativo.

Conto corrente

Non è un vero e proprio documento, ma per lavorare in Inghilterra ti servirà anche aprire un conto corrente. Ti verrà richiesta una prova di residenza (proof of address), che può essere un contratto di affitto o un’utenza. Se i primi tempi prevedi di stare in ostello non farti scrupoli a chiedere la prova a loro: è una pratica comune.

La Barclays e la Lloyds sono le banche con le procedure più semplici, mentre la Santander UK può rendere la vita piuttosto complicata. Per una panoramica più ampia puoi utilizzare il portale Money.co.uk, che mette a confronto, tra le altre cose, più di 200 tipi di conti corrente inglesi.

Cosa serve per trovare lavoro

Per trovare lavoro in Inghilterra ti servono quattro cose.

1. L’inglese. Se tutto quello a cui aspiri è un lavoro dietro il bancone di un bar o come lavapiatti una conoscenza base della lingua sarà probabilmente sufficiente, ma sappi che più il tuo livello di inglese sarà alto più potrai aspirare a lavori di prestigio.

Studia l’inglese perché quello che hai imparato a scuola non è sufficiente. Comincia subito: leggi libri, guarda i film in lingua originale, segui uno dei tanti corsi offerti in rete.

Un’altra soluzione è rimboccarsi le maniche non appena si arriva in Inghilterra e seguire uno dei corsi ESOL sovvenzionati dallo Stato e (per il momento) dalla Comunità Europea.

2. Curriculum. L’intramontabile amico di chi cerca lavoro, da distribuire porta a porta e da mandare via internet. Il giocatore abile sa che deve sempre giocare diverse carte prima di chiudere la partita, perciò candidati a più lavori possibile così da avere maggiori chance. Che il curriculum debba essere in inglese è scontato, forse lo è meno che deve essere aggiornato, curato nei minimi dettagli e stringato, corredato di tutti i recapiti che possono essere utili per essere rintracciato, numero inglese compreso (vedi sotto).

3. La cover letter. La lettera di presentazione qui vale oro. È con questa che ti giochi tutto, se non riesci ad attirare l’attenzione subito non ti fisseranno nemmeno il colloquio. La cover letter non è un riassunto del cv ma una piccola opera d’arte che deve racchiudere le tue skills e i tuoi talenti, oltre a dimostrare la tua abilità di scrivere in inglese. Qualche consiglio: comunica subito che lavoro cerchi e perché, quando puoi iniziare, quali sono le tue abilità e soprattutto qual è il valore aggiunto che la tua presenza apporterà all’azienda.

4. Sim card inglese. Un numero di telefono è necessario come riferimento da mettere nel curriculum e per essere contattato dal tuo futuro datore di lavoro, ma anche per trovare alloggio e prendere appuntamento per il NIN. Un must per tutti gli espatriati è la Giffgaff, che ha prezzi ottimi e può essere richiesta gratuitamente da tutta Europa.

Come cercare lavoro in Inghilterra

Il porta a porta non muore mai, soprattutto a Londra. Battere a tappeto le strade armato del tuo curriculum, di un bel sorriso e di una bella presentazione ha ancora la sua efficacia, soprattutto se cerchi nella ristorazione.

Per lavori più qualificati rivolgiti invece ai Job centres, i centri per l’impiego e l’occupazione britannici. Sono questi i luoghi dove richiedere il NIN ma anche per cercare lavoro attraverso i computer pubblici con touch screen messi a disposizione del pubblico.

Le ricerche, che possono essere filtrate per settore, tipo di contratto e parola chiave, possono essere svolte anche online attraverso la piattaforma Universal JobMatch.

Rimanendo nell’ambito delle risorse online, puoi affidarti ciecamente anche a questi portali:

Anche le agenzie per il lavoro sono ottimi punti di riferimento per trovare lavoro in Inghilterra, soprattutto per chi cerca qualcosa di saltuario durante il periodo natalizio. Sono gratuite, quindi approfittane e iscriviti a quante puoi. In questa pagina ne trovi una lista ricchissima.

Infine, un ultimo consiglio: fai amicizia con LinkedIn. In Inghilterra sono molte le aziende che lo usano per reclutare personale, quindi se ancora non l’hai fatto traduci il tuo curriculum in inglese e mettilo online, corredandolo di una bella presentazione che contenga, oltre alle tue skills, le parole chiave con cui vuoi essere trovato.

Settori dove trovare lavoro

Tra i settori più evoluti, e quindi che offrono le maggiori opportunità di lavoro in Inghilterra, ci sono la ristorazione, il turismo, la sanità, l’information technology (IT), l’economia e la finanza. Ottime possibilità sono offerte anche dalle società finanziarie, dalle imprese di ingegneria, dalle aziende di tecnologia web e dalle Università (accademici).

Chi ama lavorare da casa, o da altre parti del mondo, sarà felice di sapere che qui il lavoro remoto è pratica comune, quindi l’Inghilterra potrebbe essere un buon posto dove trovare la spinta iniziale per diventare nomade digitale.

Da queste parti sono trattate con i guanti anche le imprese, per cui se stai cercando un buon posto dove aprire un’azienda, l’Inghilterra potrebbe essere il posto giusto per te, grazie a una tassazione bassa (20% sui profitti, primi £10.000 esentasse), una burocrazia snella (non esiste il sistema notarile) e costi di apertura molto contenuti.

Per sapere tutto, ma proprio tutto, su tipologie di aziende, costi, tasse e rimborsi consulta questa pagina del solito ottimo sito del governo inglese.

Dove vivere e lavorare in Inghilterra

Contrariamente a quel che ci si aspetterebbe, Londra non è la città con la maggior crescita di posti di lavoro (è al secondo posto). Il podio spetta a Milton Keynes, seguono a ruota Cambridge e Brighton. Riporto questo dato semplicemente per ricordarti un’ovvietà di cui spesso ci si dimentica: l’Inghilterra non è solo Londra.

Londra, lo sappiamo tutti, è una città incredibile con ottime opportunità, ma è cara a livelli impensabili e a meno che tu non abbia le carte in regola per trovare un lavoro più che dignitoso difficilmente riuscirai a far fronte ai suoi costi elevatissimi.

Ci sono tante altre città altrettanto stimolanti e gonfie di opportunità per vivere e lavorare in Inghilterra, ma con ritmi più umani e costi più affrontabili.

Quali sono, dunque, le città dell’Inghilterra dove si vive meglio? Vediamone alcune.

Manchester: buone opportunità di lavoro in generale e soprattutto nel settore industriale e nei servizi.

Milton Keynes: settore bioenergetico solare, edilizia e trasporti.

York: la seconda città più grande di Inghilterra, ottime possibilità nel mondo del turismo e dell’ospitalità.

Bristol: la città inglese con il più alto tasso di occupazione e un’altissima qualità della vita. I settori di riferimento qui sono quello aerospaziale e dell’energia alternativa.

Leeds: la seconda città inglese con il più alto tasso di occupazione e uno dei costi di vita più bassi. I settori più interessanti qui sono quello finanziario e quello assicurativo.

Liverpool: città frizzante e interessante, offre buone opportunità nel settore marittimo e nelle aziende specializzate in videogiochi e sviluppo software.

Reading: possibilità di trovare lavoro nelle multinazionali e nei call centre internazionali.

Vivere in Inghilterra: pro e contro

Al di là di quale città si scelga come proprio rifugio, vivere e lavorare in Inghilterra ha vantaggi e svantaggi, esattamente come ogni Paese del mondo.

I contro principali additati dagli italiani che hanno deciso di trasferirsi in Inghilterra sono il clima pessimo (ti dice niente l’espressione “grigio fumo di Londra”?), l’alto costo della vita e i ritmi frenetici, anche se a onor del vero quest’ultimo punto riguarda soprattutto Londra, nelle altre città lo stile di vita è più rilassato.

Molti lamentano anche grosse difficoltà nelle relazioni umane, bloccate da un amore spropositato per la privacy e le regole, che vengono improvvisamente infrante durante i week end sotto fiumi di alcool (binge drinking).

D’altra parte l’Inghilterra regala anche una serie di vantaggi, tra cui spicca imperiosa la rara opportunità di ricominciare da capo a qualsiasi età, non come in Italia dove se perdi il lavoro a 50 anni sei finito. Qui si ha finalmente anche la possibilità di essere apprezzati e ripagati per quel che si vale, non per quel che si è (ah la meritocrazia, quella sconosciuta!).

A questo si aggiunge una società multietnica e una vita culturale ricca e variegata, dove ampio spazio è concesso all’arte e alla creatività e dove la scena musicale è in continuo fermento.

In Inghilterra non ci si annoia, di questo puoi essere certo!

Come si vive in Inghilterra?

Costo della vita in Inghilterra

Quando si tratta di compilare questa voce nelle mie guide mi trovo sempre un po’ in difficoltà, perché il costo della vita varia moltissimo a seconda di dove si vive, pensa solo alle differenze che ci sono tra una città del nord e una del sud Italia.

Proprio qualche giorno fa parlavo con un amico che vive a York e mi ha detto che in Inghilterra il costo della vita è all’incirca il doppio di quello che aveva in Italia. Naturalmente ci sono tutti i distinguo del caso – prima abitava in Romagna, non certo nel posto più caro dello Stivale – ma insomma, il succo è che vivere in Inghilterra è costoso.

A Londra gli affitti hanno raggiunto prezzi proibitivi, anche in virtù dell’assenza di un tetto massimo imposto per legge, al punto che un appartamento in centro è appannaggio ormai di pochi. Il resto delle persone comuni è costretto a spostarsi in periferia oppure a condividere casa con altre persone, finendo comunque per pagare tra i 100 e i 200 pound per una stanza a settimana. 200 pound a settimana! E lontano dal centro, il che significa mettere nel conto anche il tempo e i costi di trasporto extra.

Grazie a Dio almeno le utenze sono umane, grazie a una privatizzazione dei servizi che ha aumentato vertiginosamente la concorrenza a totale beneficio dell’utente.

Nelle altre città la situazione è per fortuna migliore e riserva anche qualche sorpresa. A Manchester, ad esempio, è possibile trovare affitti più economici che a Milano e Roma, quindi se rinunci alla capitale c’è ancora speranza, soprattutto considerando che gli stipendi sono in genere uguali in tutta l’Inghilterra.

Un altro costo carissimo da mettere in conto se decidi di trasferirti in Inghilterra sono i trasporti.

I trasporti sono in genere molto costosi, treni in primis; non esistono abbonamenti con sconti “veri”, nel senso che anche quando ci sono, sono inutili perché non valgono negli orari di punta, quando cioè la gente va e torna dal lavoro. Mi hanno detto che il costo dei trasporti può gravare fino ad 1/6 del reddito di una famiglia pendolare!

Anche il cibo rappresenta una spesa notevole, soprattutto nel post Brexit che ha portato a un incremento vertiginoso delle materie prime, in particolar modo di frutta e verdura.

Come sempre rimando a Numbeo il titanico compito di tenere traccia delle principali voci di spesa con cui avrai a che fare se deciderai di andare a vivere e lavorare in Inghilterra.

Come cercare un alloggio

Dati i costi da “businessman” degli appartamenti, probabilmente dovrai adattarti anche tu alla pratica diffusa di condividere casa.

La richiesta di stanze è molto alta ma c’è anche tanta mobilità, il che significa che qualche giorno in ostello ti sarà probabilmente più che sufficiente per guardarti attorno e trovare la soluzione che fa per te.

Visto che nessuno ti affitterà nulla finché ti trovi ancora in Italia, dovrai rimandare la ricerca al tuo arrivo. Hai diverse opzioni:

Le bacheche dell’Università. Come in tutte le grandi città, anche qui le bacheche sono una fonte inesauribile di opportunità: prenditi qualche momento per spulciare tra gli annunci di stanze in affitto e se proprio non trovi nulla scrivine uno tu!

Le risorse online. Segnati questo indirizzo, perché è la Bibbia di chi cerca una stanza: Gumtree. Tieni a mente che i prezzi che vedi negli annunci sono settimanali, non mensili, perciò fai bene i tuoi conti prima di accettare. Un’ultima raccomandazione: se qualcuno ti chiede un anticipo per fissare la stanza, scappa a gambe levate, la truffa è sempre dietro l’angolo!

Le agenzie immobiliari. Le consiglio solo come ultima spiaggia per il semplice motivo che vogliono una commissione e tu hai bisogno di tutto tranne che di aggiungere un costo ulteriore alle tue spese. Di agenzie ce ne sono tantissime, io te ne segnalo due, le stesse che consiglia l’Ambasciata italiana: Naea e Zoopla.

Trasferirsi in Inghilterra: i consigli indispensabili

1. Prendi appuntamento per il NIN prima di arrivare in Inghilterra. Possono volerci diversi giorni per averne uno e muoverti dall’Italia ti permetterà di non perdere tempo prezioso, visto che senza National Insurance Number trovare lavoro sarà quasi impossibile.

2. Iscriviti al centro di salute più vicino appena arrivi in Inghilterra per farti assegnare un medico di base, che qui si chiama GP (General Practitioner). Non puoi registrarti online perciò trova qui il GP più vicino a te e poi presentati direttamente. Ricorda che con il tesserino sanitario europeo hai diritto di accedere solo al pronto soccorso (almeno per il momento).

3. Fai attenzione ai compatrioti! È brutto dirlo, lo so, ma purtroppo sono davvero troppe le segnalazioni di agenzie gestite da italiani specializzate in truffe. Tienitene alla larga e vivrai giorni felici.

Se hai trovato utile questa guida per vivere e lavorare in Inghilterra, condividila sui tuoi profili social così che possa essere di aiuto anche ad altre persone.

Per dubbi, informazioni aggiuntive ed esperienze personali, lo spazio dei commenti qui sotto è a tua completa disposizione. In bocca al lupo!

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25 commenti su “Vivere e Lavorare in Inghilterra dopo la Brexit”

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  1. Io vorrei fare l’informatico in Scozia perché ci vive un mio cugino (Edimburgo) pensate che sia una buona idea ? Sto conseguendo il diploma di perito informatico e vorrei prendere una laurea triennale sul soggetto prima di partire.

    • Ciao Davide, dipende da diversi fattori, ad esempio considera innanzitutto il tuo livello d’inglese, valuta il costo della vita e un eventuale stipendio, nonché i tuoi obiettivi personali e professionali. Trasferirsi all’estero significa rinunciare a tante cose, per cui devi essere disposto a fare dei sacrifici almeno inizialmente.

    • Ciao Giuseppe, per il momento non ci sono ancora indicazioni chiare in merito, per cui attualmente valgono ancora le precedenti norme. Ti consiglio di seguire la pagina ufficiale del governo britannico a questo link per rimanere aggiornato su eventuali cambiamenti.

  2. Ciao Gianluca io e mio marito ( che e’ spagnolo e viviamo a znarcellona), da luglio 2019 vorremmo trasferirci con i nostri tre figli di 15-13-11 anni in Inghilterra per un anno scolastico
    Dubbi : dove ci consigli di andare esattamente ?

    Londra meglio di no , preferiremmo una cittadina piccolina, tranquilla, verde, familiare
    Dove ci siano delle buone scuole
    Io e mio marito siamo liberi professionisti per cui potremmo continuare a fare il nostro lavoro da casa Viaggiando ogni tanto a Barcellona .
    Vorrei avere dei tuoi consigli perché siamo pieni di dubbi
    Grazie mille

    • Ciao Elena, grazie per il tuo commento!

      Beh, non è facile darti un consiglio perché ovviamente ognuno ha preferenze diverse in base alle proprie esigenze, se Londra la scarti a priori potresti provare a guardare in periferia, oppure optare per una cittadina di mare come Brighton per non avere troppa nostalgia di Barcellona 🙂

  3. Salve Gianluca, sono Mino, attore e laureato in economia. Ho intenzione di trasferirmi in Inghilterra facendo una vacanza studio per imparare meglio la lingua inglese e poi cercare un lavoro. Tutto questo potrò farlo ad aprile/maggio 2019 (dopo Brexit). Secondo te è utile il mio percorso vacanza/studio/lavoro? Non ho proprio possibilità di partire prima. Stando nel college per 3 mesi studiando inglese potrò capire se ci sarà possibilità di lavorare o meno dopo la Brexit. Vorrei un consiglio. grazie mille!

    • Ciao Mino, mi sembra la soluzione più sensata, così hai tempo di imparare bene la lingua e guardarti in giro per eventuali opportunità di lavoro 🙂

      Un grosso in bocca al lupo!

  4. Ciao Gianluca… complimenti… l’articolo è fantastico!! Ho 42 anni e da qualche giorno sto pensando seriamente di trasferirmi in Inghilterra..Ho degli amici che vivono e lavorano a Kingston Upon hull da circa 2 anni e non avrebbero difficoltà ad inserirmi nell’azienda per la quale lavorano. Andrei subito ma ho un figlio di 10 anni che sta per iniziare la quinta elementare. Avevo pensato di trasferirmi fine anno scolastico.. Giugno 2019 ..ma troppo tardi per la brexit..cosa mi suggerisci di fare?? Non ho molte possibilità di lasciare mio figlio qui per un periodo…devo valutare di andare durante l’anno scolastico?? Attendo tue…

    • Ciao Cinzia e grazie per il tuo messaggio!

      Secondo le ultime notizie riguardanti la Brexit, ci sarà un periodo di transizione di circa 2 anni per mettersi in regola, per cui non dovresti avere grossi problemi per tuo figlio. Ti suggerisco di rimanere aggiornata tramite questo link ufficiale del governo britannico (in costante aggiornamento), così da decidere meglio quando trasferirti in UK.

      In bocca al lupo!

  5. Buongiorno, riuscirebbe a darmi qualche informazione riguardante le scuole dell’infanzia e la sanità per i bambini, pediatra ecc? Il mio compagno ed io stiamo valutando la possibilità di trasferirci in Inghilterra con una bimba di quasi 2 anni. Io sono casalinga e starei a casa con lei mentre il mio compagno è laureato in scienze motorie vorrebbe cercare lavoro nel suo ambito, se possibile.
    La ringrazio anticipatamente

  6. Ciao Gianluca, complimenti per il sito e per il grande lavoro che hai fatto. Grazie di cuore.
    Mi sono diplomato in chitarra rock a Febbraio, in una scuola molto prestigiosa e sognavo fino al referendum per la Brexit, di andare a vivere in UK.
    Ora ho un pò paura che andare in UK sia una follia, ( Sto monitorando anche la Scandinavia ) e volevo chiederti qualche consiglio. Ho dei soldi da parte, sto continuando a risparmiare e a migliorare il mio inglese. Ho guardato i siti che hai postato per le offerte di lavoro, e mi ha rincuorato che come insegnante, si trova lavoro anche lì.
    Cosa ne pensi? Come dovrei procedere?

    Grazie mille, e perdonami se ti ho scritto un post un pò confuso! 🙂

    • Ciao Francesco, grazie per il tuo messaggio!

      Beh, io sono di parte e avendo vissuto per diversi anni a Londra non posso che consigliarti di… provarci! Studia bene la lingua in modo da arrivare in UK con un buon livello di inglese, traduci il tuo CV in inglese secondo gli standard anglosassoni, comincia la tua ricerca di lavoro a distanza ma soprattutto una volta che arrivi nella città in cui pensi di trasferirti, il mercato del lavoro è molto dinamico per cui si tratta di essere nel posto giusto al momento giusto! 😉

  7. Ho quasi 26 anni e sono diplomato in elettrotecnica ed automazione. Sono senza lavoro e senza un soldo. La mia vita familiare è un casino e miei genitori non mi hanno mai dato sostegno. L’Italia ormai è al collasso e credo che al massimo altri 5 anni duri e forse anche meno. Sono perfettamente consapevole del fatto che in ogni movimento che si fa servono i soldi ( che io non ho purtroppo, ma per il biglietto aereo vedo di racimolare qualcosa ) dunque chiedo, qual è modo più semplice per andare per andare a vivere e lavorare ( più lavorare che vivere ) in inghilterra?

    • Ciao Alex, beh forse nella tua situazione potrebbe essere una buona idea quella di cercare lavoro in hotel o ostelli, almeno agli inizi, magari cercando quelli che offrono vitto e alloggio. Poi in base alle tue competenze e al tuo livello di inglese, punterei ad un lavoro più in linea con il tuo diploma o con le tue ambizioni personali e professionali.

  8. Ciao! Ho intenzione di trasferirmi in Inghilterra per trovare lavoro dopo la laurea che si terrà a luglio. Pensi che sia troppo tardi provare a cercare lavoro a fine estate, essendo vicini al 2019 per via della Brexit? Grazie in anticipo per la risposta

    • Ciao Giada! Assolutamente no, fino alla data in cui entrerà in vigore la Brexit, prevista per il 29 Marzo 2019, puoi tranquillamente trasferirti in Inghilterra per trovare lavoro senza dover richiedere nessun permesso o visto. In bocca al lupo!

  9. Salve, siamo genitori di una ragazza italiana residente (con cittadinanza inglese) in U.K e vorremmo entro 3 anni al massimo trasferirci definitivamente vicino a lei. Quello che ci blocca anzitutto è come potremmo usufruire dell’assistenza sanitaria prima di ottenere (dopo i 5 anni)la residenza inglese, considerato che siamo già anziani e come funziona eventualmente per chi ha ancora interessi in Italia? Paga in entrambi le nazioni tasse etc? Grazie

    • Salve Anna, se siete già pensionati in Italia esiste la possibilità di ottenere l’assistenza sanitaria nel Regno Unito, a seconda del vostro caso potete dare un’occhiata alla pagina ufficiale della NHS a questo link, dove vengono elencati tutti i casi e fornite informazioni dettagliate in merito.

      Per il discorso tasse, anche in questo caso dipende dai legami che avete con l’Italia e da quanto tempo passate in UK, se sono meno di 183 giorni in un anno e non avete alcuna proprietà oltremanica, non è necessario pagare le tasse nel Regno Unito.

  10. Cercando opportunità online per italian speaker, ce ne sono varie, ma la risposta che appare è semmpre la stessa “Unfortunately this job is not available to candidates relocating from the EU”. Cambierebbe qualcosa andando lì ma non essendo effettivamente residente, e soprattutto visto che è iniziato il processo della Brexit? Un non residente sarebbe preso in considerazione dalle aziende?

    • Ciao Luciano, secondo me si se fai il NIN (National Insurance number) e puoi dimostrare di essere residente in UK con un indirizzo e un contratto di affitto, sicuramente hai più opportunità di essere preso in considerazione.

      Il mercato del lavoro in UK offre ancora tante opportunità, ma se un datore di lavoro riceve un CV con un numero di telefono e un indirizzo italiano, è quasi sicuro che non ti contatterà. Al contrario, se sei disponibile per un colloquio di persona sei considerato al pari degli altri candidati.

  11. Salve sono carlo e ho 20anni da poco ho preso la decisione di andare a vivere definitivamente a Londra..dato che nessuno mi sá dare una risposta certa ho deciso di rivolgermi qui,la mia paura è che arrivato lì trá un annetto circa dovrò andarmene a causa della Brexit.La mia domanda è “che devo fare?”conviene che ormai resto qui in italia o posso andarmene tranquillo e con la certezza che un giorno dovrò andare.
    Ovviamente arrivato a Londra troverò un lavoro e cercherò un appartamento.
    Ho letto che chi vá in Gran Bretagna prima dell’uscita definitiva (ovvero nel 2019)non avrá problemi, è verò?dovrò ritornare?
    Volevo anche sapere,dato che nel 2019 servirá il permesso di lavoro che durata ha?
    Spero che qualcuno mi risponda,ho veramente bisogno,Grazie in anticipo.

    • Ciao Karlo, come scrivo anche nell’articolo è ancora presto per capire cosa succederà una volta che la Brexit entrerà in vigore, per il momento dunque ti consiglio di trasferirti senza problemi e iscriverti all’AIRE.

      Appena ci saranno novità aggiornerò anche questo articolo!

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