Vivere alle Canarie: come trasferirsi e lavorare alle Canarie nel 2026

Se stai pensando di cambiare vita e andare a vivere alle Canarie, sei nel posto giusto. In questa guida ti racconto tutto quello che devi sapere prima di fare il grande passo: dai documenti necessari al costo della vita aggiornato, dal sistema fiscale alle opportunità di lavoro, dalla scuola per i figli ai trasporti interni, fino ai consigli pratici per aprire un conto corrente.

Ho cercato di raccogliere in un unico posto le informazioni più utili e aggiornate per trasferirsi alle isole Canarie, quelle che avrei voluto trovare io stesso prima di trasferirmi.

Perché trasferirsi a vivere alle Canarie?

Le Isole Canarie sono da anni una delle mete preferite dagli italiani che decidono di espatriare in Europa. Non è difficile capirne il motivo: clima mite tutto l’anno, costo della vita più contenuto rispetto alle grandi città italiane, un sistema fiscale tra i più vantaggiosi del continente e una qualità della vita che, una volta vissuta, è difficile abbandonare.

L’arcipelago si trova nell’Oceano Atlantico, a circa 100 km dalle coste del Marocco, ma amministrativamente e politicamente appartiene alla Spagna e, di conseguenza, all’Unione Europea. Questo significa che come cittadino italiano puoi trasferirti a vivere in Spagna senza visto, mantenendo tutti i diritti garantiti dalla libera circolazione europea.

Le isole godono di quello che i locali chiamano eterna primavera: le temperature medie invernali si aggirano sui 19°C, mentre d’estate non superano quasi mai i 28°C. Non esiste riscaldamento domestico, le giornate sono quasi sempre soleggiate e il mare è balneabile per gran parte dell’anno.

Se a tutto questo aggiungi una tassazione significativamente più bassa rispetto all’Italia e affitti ancora accessibili rispetto alle principali città italiane, capisci perché le Canarie continuano ad attrarre migliaia di nuovi residenti ogni anno.

Vivere alle Canarie

Detto questo, è giusto essere onesti fin dall’inizio: le Canarie non sono più il paradiso a basso costo di dieci anni fa. Gli affitti sono aumentati sensibilmente anche qui, come in tutta Europa, e trovare lavoro con stipendi adeguati non è banale. Arrivare preparati, con aspettative realistiche e una buona pianificazione, è la chiave per fare di questo trasferimento un successo.

Quali sono le Isole Canarie? Mappa e geografia dell’arcipelago

L’arcipelago delle Canarie è composto da 7 isole maggiori, tutte di origine vulcanica, suddivise in due province:

  • Provincia di Santa Cruz de Tenerife: Tenerife, El Hierro, La Palma e La Gomera
  • Provincia di Las Palmas: Gran Canaria, Lanzarote e Fuerteventura

Province isole Canarie

Esistono anche alcune isole minori, quasi tutte disabitate, come La Graciosa (l’unica parzialmente abitata), Los Lobos, Alegranza, Montaña Clara, Roque del Este e Roque del Oeste.

Mappa Isole Canarie quale scegliere

Il capoluogo della regione è condiviso tra Santa Cruz de Tenerife e Las Palmas de Gran Canaria. La popolazione totale dell’arcipelago supera i 2,1 milioni di abitanti, distribuiti su 88 comuni. La lingua ufficiale è lo spagnolo, ma nelle zone più turistiche l’inglese, l’italiano e il tedesco sono molto diffusi.

Il clima alle Canarie: l’eterna primavera è davvero così?

Sì, il clima alle Canarie merita davvero questa definizione. Grazie alla posizione geografica, alla vicinanza con il deserto del Sahara e all’influenza dei venti alisei, l’arcipelago gode di temperature stabili e miti durante tutto l’anno. La temperatura media annuale supera i 20°C e le acque che bagnano le coste oscillano tra i 18°C di gennaio-febbraio e i 28°C di luglio-settembre.

Esistono però differenze importanti tra le isole e tra il versante nord (più umido e verde) e il versante sud (più arido e soleggiato) di ogni isola. Tenerife, ad esempio, è quasi un continente a sé: il nord è lussureggiante e spesso nebbioso, mentre il sud è desertico e pressoché sempre soleggiato. La scelta della zona in cui vivere alle Canarie può fare una grande differenza nella tua esperienza quotidiana, e vale la pena esplorarla durante un primo sopralluogo prima di prendere decisioni definitive.

Quale isola delle Canarie scegliere per vivere?

La scelta dell’isola per vivere alle Canarie è forse la decisione più importante che dovrai prendere, e dipende molto dal tuo stile di vita, dalle tue esigenze lavorative e da cosa cerchi in un posto dove vivere.

Tenerife

Tenerife è l’isola più grande e la più popolata, con il maggior numero di servizi, opportunità lavorative e comunità di expat. È la scelta più ovvia per chi si trasferisce per la prima volta e vuole sentirsi meno isolato.

Tenerife Isole Canarie

Il sud dell’isola, con le sue zone come Playa de Las Américas e Los Cristianos, è il cuore del turismo di massa; il nord, con Santa Cruz e La Laguna, offre invece un’atmosfera più autentica e una vita culturale più ricca. In cima all’isola svetta il Teide, a 3.718 metri il vulcano più alto della Spagna e il terzo al mondo, Patrimonio UNESCO dal 2007.

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Gran Canaria

Gran Canaria è la seconda isola per dimensioni e servizi. La sua capitale, Las Palmas de Gran Canaria, è una città cosmopolita, vivace e ben collegata, ed è diventata negli ultimi anni una delle destinazioni preferite dai nomadi digitali grazie all’ottima infrastruttura tecnologica e alla rete di spazi di coworking. Per chi cerca lavoro nel turismo, le zone di Maspalomas, Playa del Inglés e Puerto de Mogán sono i centri più attivi.

Fuerteventura

Fuerteventura è la seconda isola per estensione e la prima per qualità delle spiagge: le sue distese di sabbia dorata sono tra le più belle d’Europa. È il paradiso per surfisti, kitesurfer e amanti degli sport acquatici. La comunità italiana a Corralejo è molto numerosa, il che può essere un vantaggio per chi cerca lavoro nella ristorazione, ma anche una concorrenza maggiore per chi vuole aprire un’attività.

Fuerteventura clima Canarie

Foto Canarie presa da Depositphotos.

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Lanzarote

Lanzarote è unica nel suo genere: il paesaggio vulcanico, con i suoi crateri e le distese di lava solidificata, sembra uscito da un altro pianeta. L’intera isola è stata dichiarata Riserva della Biosfera dall’UNESCO e l’architettura locale porta ancora la firma dell’eclettico artista canario César Manrique. È una buona scelta per chi cerca qualità della vita, bellezza paesaggistica e una comunità turistica attiva ma non caotica. Arrecife, la capitale, dispone anche di un coworking per i lavoratori da remoto.

Lanzarote isole delle Canarie

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La Palma, La Gomera ed El Hierro

Queste tre isole sono le più piccole, le più verdi e le meno turistiche dell’arcipelago. Sono la scelta ideale per chi cerca tranquillità assoluta, natura incontaminata e ritmi di vita lenti. El Hierro, ad esempio, è tra le poche isole al mondo che punta alla totale autonomia energetica da fonti rinnovabili.

La Palma ospita uno dei telescopi più grandi al mondo, mentre La Gomera è famosa per la sua foresta primordiale di laurisilva, Patrimonio UNESCO.

La Palma spiagge isole Canarie

Di contro, le opportunità lavorative qui sono molto limitate: se non lavori già da remoto o non hai un’entrata autonoma, è meglio orientarsi verso le isole maggiori.

Costo della vita alle Canarie nel 2026

Il costo della vita è uno degli argomenti più cercati da chi sta valutando il trasferimento, e merita un aggiornamento rispetto alle cifre circolate in passato. Secondo i dati più recenti, vivere alle Canarie costa tra il 20% e il 30% in meno rispetto a Milano o Roma, ma il divario si è ridotto rispetto a qualche anno fa perché i prezzi degli affitti sono aumentati significativamente, come in tutta Europa.

Vale la pena sfatare un mito: l’idea di vivere comodamente con 1.000€ al mese non è più attuale, almeno nelle isole e nelle zone più richieste. Per uno stile di vita dignitoso e autonomo devi mettere in conto un budget mensile di almeno 1.500-1.800€, che include affitto, utenze, cibo e trasporti.

Detto questo, restano alcuni vantaggi strutturali che fanno davvero la differenza rispetto all’Italia: il riscaldamento non esiste, la benzina costa circa 1,20€ al litro, l’IVA locale (chiamata IGIC) è solo del 7% contro il 22% italiano, e in molte isole i trasporti pubblici sono attualmente gratuiti per i residenti. Strade, autostrade e parcheggi pubblici sono tendenzialmente gratuiti.

Ecco una panoramica aggiornata dei costi medi per isola, basata sui dati 2025-2026:

Costo della vita a Tenerife e Gran Canaria

Queste sono le due isole con i prezzi più alti dell’arcipelago, soprattutto nelle zone centrali e turistiche. Per un monolocale o bilocale fuori dalle zone centrali puoi aspettarti di spendere tra 750€ e 950€ al mese.

Nelle zone centrali di Santa Cruz o Las Palmas e nelle aree turistiche (Los Cristianos, Playa del Inglés, Maspalomas) i prezzi salgono facilmente a 900-1.200€ o anche oltre. Lo stipendio medio netto si attesta intorno a 1.100-1.200€ mensili.

Le utenze per un appartamento di circa 85m² (luce, acqua, internet) oscillano tra 50 e 100€ al mese, grazie all’assenza del riscaldamento.

Costo della vita a Fuerteventura e Lanzarote

Su queste due isole i prezzi degli affitti sono leggermente più contenuti rispetto a Tenerife e Gran Canaria, soprattutto nelle zone non strettamente turistiche. Un monolocale fuori dal centro si trova ancora tra 500 e 700€ al mese, mentre in zona turistica si sale a 800-1.000€. Lo stipendio medio è simile a quello delle isole maggiori, intorno a 1.150-1.200€ netti.

Costo della vita a La Palma, La Gomera ed El Hierro

Queste isole offrono ancora i prezzi più accessibili dell’arcipelago canario. Un monolocale in centro su La Palma si trova intorno a 300-400€ al mese, fuori centro anche meno. Il rovescio della medaglia è che le opportunità di lavoro dipendente sono molto più limitate, quindi questo vantaggio sul costo degli affitti è controbilanciato dalla minore disponibilità di reddito.

Il mercato immobiliare: comprare casa alle Canarie

Anche sul fronte dell’acquisto la situazione è cambiata rispetto a qualche anno fa. Dimenticati i bilocali a 90.000€: quei prezzi appartengono al passato. Nelle zone turistiche di Tenerife e Gran Canaria, il costo al metro quadro oscilla tra 5.000 e 7.000€.

Un appartamento da 59m² a Playa de Las Américas può costare anche 300.000€ escluse le spese accessorie. Fuori dalle zone più richieste è ancora possibile trovare bilocali tra 150.000 e 200.000€, mentre per una villetta con 4 stanze si parte da circa 300.000€. A questi prezzi vanno aggiunti i costi di compravendita (tasse, notaio, intermediari), che incidono per circa il 10% sul valore dell’immobile.

Il mercato immobiliare canario è in costante crescita: secondo i dati del settore, il valore degli immobili cresce mediamente del 7% all’anno, e il rendimento da affitto a lungo termine si attesta tra il 5,5 e il 7%.

Documenti necessari per trasferirsi alle Canarie

Essendo le Canarie parte integrante della Spagna e dell’Unione Europea, le procedure di trasferimento per i cittadini italiani sono relativamente semplici. Ecco i passi da seguire nell’ordine corretto.

Fase 1 — Arrivo e primi tre mesi

Per entrare nelle Canarie ti bastano la carta d’identità italiana valida per l’espatrio o il passaporto. Nei primi 90 giorni sei automaticamente coperto dalla Tessera Sanitaria Europea (TEAM) per le cure urgenti e necessarie. Non hai bisogno di richiedere alcun documento aggiuntivo per stare sull’isola fino a tre mesi.

Fase 2 — Il NIE: il codice fiscale spagnolo

Se intendi fermarti più a lungo, devi richiedere il NIE (Número de Identificación de Extranjeros), che è l’equivalente spagnolo del codice fiscale. Inizialmente otterrai un NIE bianco provvisorio, valido 3 mesi, richiedendo un appuntamento (cita previa) presso la Oficina de Extranjería o un commissariato di polizia. Il costo è di circa 12€. Senza NIE non puoi aprire un conto bancario, acquistare un immobile, stipulare contratti o avviare un’attività.

Se desideri restare in modo continuativo, dopo i primi tre mesi dovrai richiedere il Certificado de Registro de Ciudadano de la UE, comunemente detto NIE Verde, che attesta la tua residenza legale e non ha scadenza. Lo otterrai presentando uno di questi requisiti alternativi: un contratto di lavoro, la prova di aver avviato un’attività, la disponibilità di risorse economiche sufficienti (solitamente almeno 6.000€ sul conto) abbinata ad una assicurazione sanitaria privata, oppure l’iscrizione a una scuola o istituto di istruzione.

Fase 3 — Residenza e integrazione burocratica

Per essere a tutti gli effetti residente alle Canarie dovrai completare questi ulteriori passaggi:

  • Acquistare una SIM spagnola, che ti servirà quasi per tutte le pratiche burocratiche. Un’ottima opzione è Lowi (parte del gruppo Vodafone), con 12 GB e chiamate illimitate a circa 7,95€/mese, oppure Digi
  • Iscriverti al Padrón Municipal (empadronamiento), equivalente dell’anagrafe italiana. Ti servirà il contratto d’affitto o l’atto di proprietà e il NIE. Questo documento è fondamentale per accedere a servizi sociali, agevolazioni sui trasporti e molti altri benefici riservati ai residenti
  • Richiedere la Tarjeta de Seguridad Social, necessaria per versare contributi, accedere alla sanità pubblica e ottenere eventuale indennità di disoccupazione
  • Iscriverti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) entro 90 giorni dal trasferimento effettivo, tramite il portale FAST IT. Usa esattamente i dati del tuo documento di identità italiano per evitare il rifiuto della pratica
  • Dopo 5 anni di residenza legale continuativa, puoi richiedere la residenza permanente, che conferisce ulteriori diritti e stabilità burocratica

Come aprire un conto corrente alle Canarie

Il conto bancario spagnolo è uno degli strumenti che ti servirà prima di ogni altra cosa: lo richiedono i proprietari di casa per i contratti d’affitto, le agenzie di lavoro, i fornitori di utenze e qualsiasi pratica burocratica di una certa rilevanza.

Aprire un conto prima di arrivare (da non residente)

È tecnicamente possibile aprire un conto da non residente anche prima di trasferirsi, ma non tutte le banche lo consentono e le condizioni sono meno favorevoli. In questo caso ti verrà richiesto il passaporto o la carta d’identità, un certificato di non residenza (ottenibile presso la polizia spagnola o un consolato) e, in certi casi, una prova di reddito o un estratto conto della tua banca italiana. Alcune banche possono richiedere anche il NIE anche per i non residenti. I conti non residenti offrono funzionalità ridotte rispetto a quelli standard, e alcune banche non rilasciano carte di credito né consentono scoperti.

Aprire un conto una volta trasferito (da residente)

La soluzione migliore e più semplice è aprire un conto corrente dopo aver ottenuto il NIE e l’empadronamiento. Con questi documenti hai accesso ai conti residenti standard, con tutte le funzionalità e spesso senza commissioni mensili. Le principali banche presenti in Spagna sono CaixaBank, BBVA e Banco Santander. Prima di scegliere, confronta le commissioni e verifica le condizioni e promozioni.

Le banche digitali come alternativa pratica

Se vuoi operare fin da subito senza aspettare il NIE o senza passare per le procedure delle banche tradizionali, le banche online come Wise, Revolut o N26 sono un’ottima soluzione provvisoria.

Permettono di aprire un conto online in pochi minuti con solo un documento d’identità, offrono IBAN europeo e carte di pagamento internazionali, e le commissioni sono molto contenute. Molti expat usano Wise o N26 nelle prime settimane, per poi affiancare o sostituire con un conto bancario spagnolo tradizionale una volta completate le pratiche di residenza.

Come trovare casa alle Canarie

Il mio consiglio pratico è di non cercare casa definitiva dall’Italia. Prima di firmare un contratto a lungo termine, prenota una sistemazione provvisoria — un appartamento in affitto breve o un B&B — per le prime 2-4 settimane, e usa quel tempo per esplorare i quartieri, capire quale zona ti si addice di più e trovare con calma un affitto a lungo termine direttamente sul posto. Dall’Italia le agenzie rispondono raramente, e il rischio di firmare un contratto “al buio” per una casa o una zona che non ti piace è molto concreto.

I siti web più utili per cercare casa alle Canarie sono Idealista, Fotocasa, Pisos e Milanuncios.

Per l’acquisto di un immobile, affidarsi a un’agenzia immobiliare locale è quasi indispensabile: ti accompagnerà dalla proposta d’acquisto fino all’atto notarile, e ti aiuterà a navigare la burocrazia locale. Su questa pagina trovi un elenco molto ampio di agenzie immobiliari per trovare casa alle isole Canarie.

Leggi anche i miei consigli per cercare casa all’estero.

Trasporti interni alle Isole Canarie

Capire come funzionano i trasporti è fondamentale per scegliere dove abitare e organizzare i tuoi spostamenti.

Gli autobus (guaguas): economici e capillari sulle isole principali

Alle Canarie i bus si chiamano guaguas e rappresentano il mezzo di trasporto pubblico più utilizzato. A Tenerife il servizio è gestito da TITSA con oltre 140 linee, mentre a Gran Canaria la compagnia si chiama Global con oltre 100 linee. Entrambe le reti sono abbastanza capillari da coprire le principali località di ogni isola, con autobus moderni e climatizzati.

Una notizia particolarmente importante per chi si trasferisce: il governo spagnolo ha prorogato la gratuità del trasporto pubblico nelle Isole Canarie per tutto il periodo 2025-2026. Grazie a questa misura, i residenti con l’empadronamiento possono utilizzare bus e tram gratuitamente, a fronte di un minimo di 30 viaggi a trimestre. La tessera del bonus residente ha un costo iniziale di circa 5€ più una ricarica iniziale di 14€. Questo è un vantaggio economico enorme che molti sottovalutano: significa risparmiare anche 100-200€ al mese per i pendolari abituali.

Sulle isole minori (soprattutto a La Palma, La Gomera ed El Hierro ma anche a Lanzarote e Fuerteventura) i servizi di autobus esistono ma sono meno frequenti e meno capillari. In queste isole, specialmente se vuoi esplorare il territorio liberamente, l’auto propria diventa quasi indispensabile.

Tram, taxi e bici

Tenerife dispone anche di una rete tranviaria Metro de Tenerife che collega Santa Cruz con La Laguna, molto utile per i pendolari. I taxi sono presenti in tutte le isole, con tariffe a tassametro nelle tratte brevi e possibilità di contrattare per percorsi più lunghi. Las Palmas de Gran Canaria ha un sistema di bike sharing pubblico chiamato Moxsi, con bici gialle e blu nelle stazioni distribuite per la città, molto utile per gli spostamenti quotidiani in centro.

Auto propria: quando serve davvero

Se abiti in zone non servite bene dai mezzi pubblici, se lavori in luoghi periferici o se vuoi esplorare le bellezze naturali delle isole con libertà, l’auto di proprietà resta la soluzione più comoda. Il costo della benzina si aggira attorno a 1,20€ al litro, e le strade e autostrade sono generalmente gratuite. Puoi portare la tua auto dall’Italia via traghetto fino ai porti di Santa Cruz de Tenerife o Las Palmas de Gran Canaria, oppure acquistarne una direttamente sull’isola.

Lavorare alle Canarie: opportunità e settori principali

Prima di affrontare questo capitolo, è giusto essere onesti: le Canarie hanno un tasso di disoccupazione superiore al 20%, tra i più alti d’Europa. Questo non deve scoraggiarti, ma deve farti arrivare preparato e con aspettative realistiche.

Il turismo: il settore trainante

Le Canarie accolgono ogni anno oltre 12 milioni di turisti — il secondo flusso della Spagna dopo la Catalogna — e questo crea una domanda costante di lavoratori nel settore dell’ospitalità. Bar, ristoranti, hotel, strutture ricettive sono sempre alla ricerca di personale, soprattutto in alta stagione (novembre-aprile). Se parli spagnolo e inglese, hai già un vantaggio significativo. Il tedesco è un plus, visto il numero elevatissimo di turisti dalla Germania.

Lavorare alle Canarie

Altri settori con buone opportunità

  • Mercato immobiliare: agenti, consulenti e gestori di affitti brevi turistici sono molto richiesti
  • Energie rinnovabili: un settore in forte crescita, soprattutto su isole come El Hierro
  • TIC (tecnologia dell’informazione e telecomunicazioni): Las Palmas è un hub emergente
  • Settore sanitario: medici, infermieri e operatori socio-sanitari (OSS) sono richiesti
  • Istruttori di sport acquatici: surf, kitesurf, windsurf, immersioni
  • Guide turistiche: con buone competenze linguistiche e passione per il territorio
  • Settore audiovisivo: le isole sono sempre più usate come location per film, pubblicità e cortometraggi
  • Astronomia e astrofisica: La Palma è sede dell’osservatorio del Roque de los Muchachos

Come cercare lavoro alle Canarie

Se vuoi lavorare alle Canarie nel turismo, il consiglio più efficace è presentarti di persona, curriculum in mano, nei periodi di bassa stagione (maggio-ottobre), quando i locali e gli hotel stanno pianificando il personale per la stagione successiva.

Il CV deve essere in formato curriculum vitae europeo e redatto in spagnolo; una versione del tuo CV in inglese è un plus importante. I siti più utili per la ricerca online sono Infojobs, Infoempleo, Indeed.es, Jobrapido, Opción Empleo e il portale ufficiale del Gobierno de Canarias. Non sottovalutare i gruppi Facebook dedicati agli italiani alle Canarie: sono una miniera di annunci di lavoro, contatti e informazioni pratiche.

Lavorare da remoto e nomadi digitali alle Canarie

Le Canarie stanno diventando una delle destinazioni preferite dai nomadi digitali e dai lavoratori da remoto. Las Palmas de Gran Canaria, in particolare, è classificata tra le migliori città al mondo per chi lavora online: fibra ottica in espansione, numerosi spazi di coworking, clima perfetto e una comunità internazionale molto attiva. Anche Lanzarote e Tenerife offrono numerosi hub ad Arrecife, Santa Cruz e Puerto de la Cruz.

Se già lavori da remoto, le Canarie ti offrono il meglio dei due mondi: una tassazione agevolata, una qualità della vita elevata e connessioni regolari con il resto d’Europa. Per i liberi professionisti e i lavoratori da remoto con redditi in valuta estera o fatturati verso clienti italiani o europei, il risparmio fiscale grazie all’IGIC al 7% e alle deduzioni canarie può essere davvero sostanziale.

Aprire un’attività o lavorare come libero professionista alle Canarie

Questo è uno degli aspetti più interessanti per chi valuta il trasferimento. Le Canarie godono di un regime economico e fiscale speciale (REF), costituzionalmente riconosciuto e unico in tutta la Spagna, che garantisce vantaggi fiscali molto significativi.

I principali vantaggi fiscali

  • IGIC al 7%: l’Impuesto General Indirecto Canario (l’equivalente dell’IVA italiana) è del 7% (contro il 22% italiano) per la maggior parte dei beni e servizi. Sale al 13,5% solo per beni di lusso o non primari, e scende allo 0% per alcune categorie.
  • ZEC (Zona Especial Canaria): se apri un’azienda investendo almeno 100.000€ (50.000€ nelle isole minori) e assumendo almeno 5 dipendenti (3 nelle isole minori), puoi accedere alla ZEC con un’imposta sulle società di solo il 4%, tra le più basse d’Europa.
  • RIC (Reserva para Inversiones en Canarias): ti permette di dedurre dall’imponibile fiscale una parte degli utili reinvestiti nell’isola, incentivando lo sviluppo locale.
  • DIC (Deducción por Inversiones en Canarias): una deduzione fiscale aggiuntiva per chi investe con domicilio fiscale canario.
  • Aliquota ridotta per le nuove imprese: le nuove attività pagano solo il 15% di tassazione per i primi 24 mesi, anziché il 25% ordinario.
  • Esenzione IVA su fatturazione verso aziende UE: grazie all’extraterritorialità doganale delle Canarie, puoi fatturare verso aziende dell’UE senza applicare l’IVA, con un indubbio vantaggio competitivo.

Per aprire una partita IVA spagnola (autónomo) o una società, ti consiglio di affidarti a una gestoría (l’equivalente del commercialista italiano) che conosca bene la normativa canaria; sul web puoi trovare decine di agenzie, ma ti consiglio di dare un’occhiata a Xolo che ti permette di gestire tutta la fiscalità completamente online.

La scuola alle Canarie: cosa sapere se ti trasferisci con i figli

Se hai figli in età scolare, il sistema scolastico è probabilmente uno dei fattori che influenzerà di più la tua decisione. La buona notizia è che le scuole canarie sono pubbliche e gratuite, con standard europei, e l’inserimento dei bambini italiani avviene in modo relativamente semplice.

Come funziona il sistema scolastico spagnolo

Il sistema scolastico canario si articola in: Educación Infantil (0-6 anni, asilo e scuola dell’infanzia), Educación Primaria (6-12 anni, corrispondente alle nostre elementari), ESO – Educación Secundaria Obligatoria (12-16 anni, corrispondente a medie e primi anni di superiori), Bachillerato o Formación Profesional (16-18 anni, equivalente del liceo o dell’istituto tecnico/professionale), e infine l’università. Da segnalare che le scuole medie spagnole durano un anno in più rispetto a quelle italiane.

Un aspetto che colpisce i genitori italiani è la forte attenzione alle lingue straniere: già dalla scuola elementare i bambini studiano inglese e tedesco, spesso con insegnanti madrelingua. Molte scuole utilizzano schermi e computer al posto della lavagna tradizionale, e il progetto Medusa fornisce computer portatili a tutti gli studenti a partire dalle elementari. Rispetto al sistema italiano, c’è meno storia e geografia, ma più informatica, lingue e attività pratiche.

Come iscrivere i figli a scuola

Il periodo di iscrizione per asilo ed elementari si svolge di solito tra febbraio e marzo per l’anno successivo; per medie e superiori tra aprile e fine maggio. Se arrivi fuori da questi periodi non è un problema: i bambini in età di scuola dell’obbligo vengono sempre ammessi, ma potrebbero essere assegnati alla prima scuola con posti disponibili nella tua zona, senza possibilità di scelta.

I documenti necessari per l’iscrizione sono: il certificato di nascita di tuo figlio (meglio se già tradotto in spagnolo), la tessera sanitaria, il certificato di famiglia, il documento di residenza (empadronamiento), il NIE, il libretto pediatrico e il certificato delle vaccinazioni.

Per chi viene da una scuola italiana di livello secondario, potrebbe essere necessaria l’homologación (equiparazione del titolo di studio), un processo che può richiedere fino a tre mesi e che è consigliabile avviare prima di partire.

La barriera linguistica: quanto ci vuole ad ambientarsi?

La barriera della lingua è la principale preoccupazione dei genitori, ma le esperienze concrete di famiglie italiane che si sono trasferite alle Canarie sono incoraggianti. Un bambino di età elementare tipicamente impiega tra i 3 e i 4 mesi per iniziare a comunicare in spagnolo con facilità, e le scuole offrono supporto aggiuntivo per gli alunni stranieri durante questo periodo di adattamento. I bambini più piccoli si adattano più rapidamente di quelli più grandi. L’italiano, ovviamente, va coltivato a casa: le scuole canarie non prevedono programmi in italiano.

Esistono anche numerose scuole private internazionali che insegnano in inglese, tedesco o spagnolo con programmi internazionali, particolarmente presenti a Tenerife e Gran Canaria.

Vivere alle Canarie da pensionato

Per molti pensionati italiani le Canarie rappresentano una vera opportunità: il clima, il costo della vita più contenuto e le agevolazioni fiscali possono fare una differenza concreta nella qualità della vita.

Bisogna però fare una distinzione importante tra due tipologie di pensione. Le pensioni pubbliche (come quelle ex INPDAP o del settore statale) rimangono tassabili in Italia indipendentemente dal paese di residenza, per accordo internazionale. Non puoi defiscalizzarle trasferendoti alle Canarie.

Le pensioni private (come quella INPS ordinaria) ti consentono invece di accedere alla defiscalizzazione trasferendo la residenza fiscale alle Canarie. L’istituto pensionistico italiano invierà l’importo lordo allo Stato di residenza, dove verrà tassato con aliquote locali: alle Canarie la trattenuta è del 13,5%, molto più bassa rispetto alle aliquote italiane medie, con un incremento netto mensile spesso sostanziale.

Tieni però presente che con la defiscalizzazione perdi alcuni diritti, tra cui l’invalidità, gli assegni sociali e gli assegni familiari, quindi valuta attentamente con un consulente fiscale prima di procedere.

La domanda di trasferimento della pensione all’estero va presentata all’INPS: i tempi di attesa previsti dalla legge italiana sono di 183 giorni, quindi pianifica per tempo.

Un ultimo consiglio: la sanità pubblica canaria è gratuita per i residenti che versano i contributi, ma se sei pensionato all’estero senza contribuzione locale ti converrà valutare una polizza sanitaria privata, il cui costo alle Canarie è molto contenuto — alcune soluzioni di base costano anche solo 30-50€ al mese.

La sanità alle Canarie

La sanità pubblica spagnola è gratuita e di qualità europea. Come cittadino comunitario, nei primi tre mesi sei coperto dalla Tessera Sanitaria Europea (TEAM) per le cure urgenti e necessarie. Trascorso questo periodo, se lavori e versi i contributi alla Seguridad Social, hai automaticamente accesso al sistema sanitario pubblico canario a titolo gratuito.

Se invece non lavori come dipendente, dovrai sottoscrivere un’assicurazione sanitaria privata. Una polizza base che copra visite mediche e specialistiche può partire da circa 30-50€ al mese, mentre un’assicurazione dentistica e oculistica può essere aggiunta per pochi euro in più. Le cliniche private come Hospiten (presenti su Tenerife e Gran Canaria) offrono servizi spesso anche in italiano, con tempi di attesa minimi e visite specialistiche a costi contenuti (50-100€ a visita senza assicurazione).

Le farmacie sono ben distribuite, anche nelle zone residenziali meno centrali, e i farmaci generici hanno costi molto bassi.

Lingua, cultura e integrazione sociale

Lo spagnolo è la lingua ufficiale, ma la varietà canaria ha alcune particolarità rispetto allo spagnolo peninsulare: è più vicina allo spagnolo sudamericano, con cadenza e vocabolario leggermente diversi. Per un italiano, imparare lo spagnolo non è difficile: le due lingue condividono radici latine e in pochi mesi di immersione quotidiana puoi raggiungere un livello sufficiente per lavorare e integrarti. Molte isole dispongono di Escuelas Oficiales de Idiomas dove i corsi di spagnolo per stranieri sono economici e molto efficaci.

Nelle zone più turistiche l’inglese è praticamente obbligatorio e il tedesco è richiesto. Lavorare in una delle principali isole senza conoscere né spagnolo né inglese è praticamente impossibile.

La cultura canaria è calda, accogliente e rilassata. La comunità italiana alle Canarie è numerosa e ben organizzata: i gruppi Facebook come Italiani nelle Canarie e l’Associazione Isole Canarie sono ottimi punti di partenza per fare rete, trovare informazioni pratiche e stringere le prime amicizie. Troverai connazionali su tutte le isole principali, in particolare a Corralejo (Fuerteventura), Los Cristianos (Tenerife) e Las Palmas (Gran Canaria).

Pro e contro di trasferirsi alle Isole Canarie

Prima di concludere, voglio essere onesto con te su entrambi i lati della medaglia, perché una decisione così importante merita una valutazione equilibrata.

I vantaggi principali

  • Clima primaverile tutto l’anno, senza riscaldamento e con mare balneabile per gran parte dell’anno — un risparmio reale sulle bollette e un beneficio sulla qualità della vita
  • Costo della vita più basso del 20-30% rispetto alle principali città italiane, soprattutto per utenze, benzina e alimentari
  • Fiscalità agevolata: IGIC al 7%, ZEC al 4% per imprenditori, vantaggi per pensionati — le tasse sono strutturalmente più basse rispetto all’Italia
  • Trasporto pubblico gratuito per i residenti su tutte le isole (misura confermata fino al 2026)
  • Sanità pubblica gratuita e di standard europeo per i lavoratori dipendenti
  • Burocrazia più snella rispetto all’Italia, soprattutto per apertura di attività e pratiche amministrative
  • Sicurezza elevata: le isole hanno un tasso di criminalità molto basso e le forze dell’ordine sono efficienti
  • Cultura simile alla nostra e lingua (spagnolo) relativamente facile da imparare per un italiano
  • Ottima connettività con l’Italia dalle isole maggiori: circa 4 ore di volo e molte tratte low cost
  • Attività outdoor incredibili: surf, trekking, immersioni, parapendio, escursioni vulcaniche — tutto l’anno

Gli svantaggi da non sottovalutare

  • Prezzo degli affitti in aumento: i prezzi sono cresciuti significativamente negli ultimi anni nelle zone più richieste, e trovare casa a prezzi accessibili nelle aree turistiche richiede tempo e pazienza
  • Stipendi medi bassi, spesso intorno a 1.100-1.300€ netti al mese, e un mercato del lavoro con alta concorrenza
  • Tasso di disoccupazione elevato (oltre il 20%), con stagionalità accentuata nel settore turistico
  • Necessità di imparare lo spagnolo e preferibilmente l’inglese per integrarsi e lavorare
  • Speculazione edilizia nelle zone più turistiche delle isole maggiori, con alcune aree del sud di Tenerife e Gran Canaria fortemente cementificate
  • Collegamento limitato per le isole minori, con voli solo via Tenerife o Gran Canaria
  • Lontananza dalla famiglia in Italia: un fattore emotivo che non va sottovalutato, soprattutto nel lungo periodo
  • Acqua del rubinetto potabile nella maggior parte delle isole ma non sempre gradevole al gusto: è consigliato acquistare acqua o dotarti di un sistema di filtrazione

Consigli pratici prima di partire

Chiudo questa guida per trasferirsi e vivere alle Canarie con i consigli più concreti per chi ha deciso — o sta quasi decidendo — di fare il grande passo.

Prima di tutto, visita le Canarie fuori stagione, preferibilmente in primavera o in autunno, per vedere come vive davvero la gente del posto. Entra nei gruppi social degli italiani alle Canarie e fai domande specifiche sull’isola e sulla zona che ti interessa: le esperienze dirette di chi ci vive già sono la fonte più preziosa.

Dal punto di vista economico, metti da parte almeno 3-4 mesi di spese prima di partire: i tempi burocratici richiedono pazienza, e nel periodo di avvio le spese impreviste sono frequenti. Se hai intenzione di lavorare in autonomia o aprire un’attività, consulta un gestor canario prima di arrivare: l’investimento in una consulenza fiscale è sempre ampiamente ripagato.

Per i documenti, inizia a imparare lo spagnolo già da prima di partire — anche solo un livello base ti cambierà l’esperienza in modo radicale. Prepara il tuo curriculum in formato europeo e in lingua spagnola. Ricorda di registrarti all’AIRE entro 90 giorni dal trasferimento, e di non cercare casa in affitto a lungo termine prima di essere stato almeno una settimana sul posto a visitarla di persona.

Isole Canarie dove si trovano

Trasferirsi alle Canarie può essere una delle scelte più soddisfacenti della tua vita, a patto di arrivarci con le idee chiare, le aspettative giuste e un piano concreto. Il clima, la qualità della vita e la fiscalità sono realmente vantaggiosi — ma richiedono impegno, adattabilità e voglia di costruire qualcosa di nuovo. Se hai tutto questo, le isole dell’eterna primavera potrebbero essere esattamente il posto che stavi cercando.

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