Guida per trasferirsi, lavorare e vivere in Thailandia: costo della vita, visti

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Guida completa per andare a vivere in Thailandia, suggerimenti utili per trovare lavoro e trasferirsi nella terra del sorriso. Una panoramica dettagliata sul costo della vita e i visti per la Thailandia.

Non solo spiagge e foreste tropicali, ma anche tassazione equa, economia solida e opportunità di business: da destinazione per vacanze da cartolina, la Thailandia si erge a meta privilegiata per chi desidera cambiare vita. Se sei tra coloro che sognano di ricominciare da capo e prendersi finalmente quel che meritano, questa guida è quello che fa per te.

Leggendola scoprirai quali passi occorre fare per trasferirsi e vivere in Thailandia, quali sono i pro e i contro di emigrare in un Paese così diverso dal nostro, come muoverti per lavorare in Thailandia nel pieno rispetto delle leggi e tante altre informazioni preziose per organizzare il tuo trasferimento. Pronto? Allora cominciamo.

Trasferirsi e vivere in Thailandia

Lasciare l’Italia, l’inverno e la nebbia, per andare a vivere in Thailandia baciati dal caldo è uno di quei sogni che resistono indenni al passare del tempo. Spiagge di sabbia finissima a circondare acque tiepide e trasparenti, una natura traboccante e in molte zone ancora selvaggia, un Paese ricco di contraddizioni e fascino da vendere. Certo. Ma la Thailandia è molto di più di una meta paradisiaca dove andare per qualche giorno a staccare la spina. È un luogo dove finalmente ricominciare da capo.

Trasferirsi lavorare vivere in Thailandia

Sono in tanti ormai ad averlo capito (persino troppi, direbbe qualcuno). Scappati da una Nazione, la propria, che faticava a offrire loro le condizioni di vita che meritavano, migliaia e migliaia di italiani hanno negli anni abbandonato ogni legame col Paese natio per regalarsi quell’opportunità che ogni essere umano merita. L’opportunità di essere felice.

Terra di imprenditori, sognatori e nomadi digitali, la Thailandia offre sul piatto un mix irresistibile: un basso costo della vita, una criminalità quasi inesistente e un sistema di tassazione equo. Questi privilegi hanno naturalmente la loro controparte, che trova i suoi picchi nella differenza culturale e in quella spina nel fianco che sono i visti per la Thailandia. Ma si sa: siamo tutti diversi e quel che per qualcuno è un limite invalicabile, per qualcun altro è il giusto prezzo per la felicità.

Se l’idea di trasferirti e vivere in Thailandia solletica le tue notti e i tuoi sogni ad occhi aperti, questo articolo è fatto per te. In questa guida spiegherò infatti l’essenza di quello che devi sapere per emigrare in Thailandia, viverci e lavorare nel pieno rispetto delle regole. Prima di farlo, però, qualche notizia su questo carismatico, contraddittorio e seducente Paese.

Mare, Natura, Tradizione e Spiritualità: tutte le virtù del Regno di Siam

Il Regno di Thailandia, ex Regno di Siam, è una monarchia parlamentare attualmente sotto regime militare. Questa notizia potrebbe sollevare comprensibili timori, ma voglio rassicurarti subito: malgrado si tratti ufficialmente di una dittatura (chiamiamo le cose con il loro nome) questo è uno dei Paesi più tranquilli al mondo e lo straniero, turista o expat che sia, è sempre trattato con i guanti. A patto naturalmente che si comporti seguendo le regole.

Incastonata nel cuore del sud est asiatico, tra Laos, Cambogia, Malaysia e Myanmar, la Thailandia è lambita dal Mare delle Andamane a ovest e dal Golfo di Thailandia a sud. Difficile parlare della Thailandia senza cantare la bellezza delle sue isole: in questo angolo di mondo si trovano alcune delle spiagge più belle del Pianeta, dove vivere davvero, anche solo per qualche giorno, un sogno ad occhi aperti.

Ma se il Sud vince a mani basse sull’immaginario collettivo, il Nord della Thailandia non è da meno. Con le sue foreste tropicali a tratti intonse, i villaggi tribali e i templi buddisti nascosti in mezzo alle fronde selvagge, la parte settentrionale del Paese è irrinunciabile per chiunque ami la natura e la cultura antropologica dei luoghi.

La Thailandia è infatti uno dei Paesi più affascinanti e suggestivi che avrai modo di visitare. Esplorare i villaggi tribali delle minoranze etniche, gonfie di tradizione, significa essere risucchiati indietro nel tempo, quando si viveva lenti e sonnacchiosi a stretto contatto con la natura.

Molti stranieri arrivano in Thailandia anche per motivi spirituali. Il Paese, a stragrande maggioranza buddista, è punteggiato di templi (wat) che organizzano tutto l’anno ritiri di meditazione vipassana, atti a ricongiungere il cuore (e la mente) con l’essenza della vita.

Andare a vivere in Thailandia

Se tutto questo la rende un luogo perfetto per viaggiare e rilassarsi, trasferirsi e vivere in Thailandia invece non è per tutti. Per farlo bisogna essere disposti a immergersi in un mondo completamente diverso, se non opposto, a quello che si conosce, e fronteggiare spesso e volentieri situazioni e condizioni climatiche estreme.

Anche trovare lavoro è tutt’altro che facile. Il Governo thailandese applica un’alta tassazione a chi vuole assumere stranieri e solo chi può apportare un reale valore aggiunto al Paese avrà qualche chance.

La Thailandia è invece il luogo migliore dove godersi la pensione o aprire un’attività, grazie ai costi contenuti e a un ampio ventaglio di opportunità. Anche in questo caso però non è tutto oro quello che luccica: la burocrazia è abbastanza complessa e il Regno controlla attentamente i farang (stranieri) che arrivano in Thailandia per restarci. Con tutte le ragioni.

Primo scoglio: la cultura

“Il giorno che smetterai di cercare di capire i thailandesi, avrai capito realmente cos’è la Thailandia”. Questa citazione, che ho trovato in un’intervista a un expat, a mio modo di vedere riassume perfettamente la Thailandia. A detta di tutti quelli che ci vivono, è un mondo a parte, a tratti incomprensibile, quasi sempre contraddittorio.

Per la nostra mente razionale molte regole, abitudini e comportamenti sono privi di senso, ma vedila così: è la stessa sensazione che avrebbe un thailandese venendo a vivere in Italia! Insomma, Paese che vai, tradizione che trovi. Non farti prendere dal panico, con il tempo e una generosa dose di pazienza imparerai a smussare le differenze e a penetrare la cortina fumosa della mentalità thai.

Secondo scoglio: i visti per la Thailandia

A meno che tu non salga sull’aereo con una bella lettera di assunzione in tasca o un certificato di matrimonio con un cittadino thailandese, se hai intenzione di emigrare in Thailandia dovrai avere a che fare con il fantastico mondo dei visti.

La questione visti in Thailandia è una vera spina nel fianco. Lo è sempre, dirai tu, ma sappi che in questo caso è molto peggio, perché le regole in materia cambiano spesso e non sempre seguendo una logica (la nostra, quanto meno).

Quanto riporto qui sotto è la situazione valida a gennaio 2018, ma prima di partire e organizzare il tuo trasferimento controlla sui siti ufficiali, come Thai Embassy o Thai Visa.

Visa on Arrival (VOA)

Se hai intenzione di entrare in Thailandia e restarci meno di un mese SENZA LAVORARE non ti occorre un visto. All’aeroporto ti verrà rilasciato un permesso turistico, il cosiddetto visa on arrival, completamente gratuito e valido 30 giorni. Una volta che il tuo VOA sarà scaduto, dovrai uscire dal Paese oppure recarti in un ufficio dell’immigrazione e richiedere un’estensione di altri 30 giorni. Il rinnovo costa 1900 bath (poco meno di 50€).

Fai attenzione, perché se parti senza visto al check in della tua compagnia aerea potrebbero chiederti un biglietto di uscita dal Paese entro 30 giorni, quindi tutelati di conseguenza.

Sappi inoltre che l’overstay non è gradito dal Governo. Se ti presenti in aeroporto per uscire con il visto scaduto, dovrai pagare 500 bath per ogni giorno di sgarro, fino a un limite di 20.000 bath, dopo di che verrai spedito dritto in prigione. La stessa sorte potrebbe capitarti se l’overstay venisse scoperto attraverso un semplice controllo prima del tuo arrivo in aeroporto. La prigione thai è uno di quei luoghi in cui nessuno vorrebbe finire, quindi occhio, ragazzi: meglio non scherzare e fare tutto secondo le regole.

Visto turistico

Ci sono tre tipi di visto turistico e nessuno di essi permette di lavorare, nemmeno come volontario. Hai letto bene: in Thailandia, anche le piattaforme di scambio lavoro come Workaway sono illegali (anche se nella pratica sono molto diffuse).

1. Visto turistico a entrata semplice (single entry): dura 2 mesi (60 giorni) e può essere prolungato di altri 30 giorni all’immigrazione pagando una fee di 1900 bath.

2. Visto turistico a doppia entrata (double entry): ha una validità di 6 mesi (180 giorni) e una pratica di rinnovo cervellotica. Dopo due mesi di permanenza su suolo thai è necessario recarsi all’immigrazione e rinnovare il visto di altri 30 giorni, dopo di che occorrerà uscire. Una volta rientrati in Thailandia, la procedura andrà ripetuta identica per i restanti 3 mesi.

Visto turistico multientrata (METV): come il precedente dura 6 mesi ma consente di entrare e uscire dal Paese tutte le volte che si vuole, entro il periodo di validità del visto.

Tutte e tre le tipologie di visto turistico vanno richieste fuori dal Paese, rivolgendosi all’Ambasciata thailandese di Roma o a uno dei consolati (controllare al momento quali sono le sedi che offrono il servizio).

Puoi recarti personalmente all’Ambasciata con un passaporto in corso di validità, due fotocopie dello stesso e un biglietto aereo di andata e ritorno. Se abiti lontano da Roma o dai consolati preposti, affidati a un’agenzia per sbrigare l’intera procedura, pagherai una commissione ma ti semplificherai molto la vita.

Un “trucco” legale e molto usato da chi vuole restare in Thailandia per più tempo di quello concesso dai visti è il cosiddetto visa run, ovvero l’uscita e il rientro nel Paese attraverso i confini limitrofi. In alcuni casi i visa run possono essere effettuati in giornata e sono numerose le agenzie che organizzano il viaggio verso i confini di Malaysia, Laos e Myanmar.

Dopo anni di totale anarchia però, negli ultimi tempi il Governo ha stretto la morsa ponendo una serie di restrizioni, come ad esempio la concessione di un numero limitato di visa run all’anno. Anche in questo caso, informati bene prima di tentare qualunque sconfinamento.

Come lavorare in Thailandia: i visti lavorativi

Visto Non Immigrant B

Per potere lavorare in Thailandia devi innanzitutto scoprire se il tuo lavoro rientra nell’amplissima lista dei lavori proibiti. Tutti i lavori che teoricamente possono essere svolti dai thailandesi sono preclusi ai cittadini stranieri, a meno che non siano provvisti della residenza permanente.

Anche in questo caso non si scherza: se hai intenzione di andare a vivere in Thailandia e vendere i tuoi servizi di parrucchiera (o autista, o architetto o rollatore professionista di sigarette…) sappi che rischi la prigione. Qui trovi la lista completa dei lavori vietati agli stranieri.

Se il tuo lavoro non rientra nella lista proibita, allora puoi richiedere un Visto Non Immigrant B, un permesso di lavoro che dura 3 mesi e che può essere esteso fino a un anno. Una volta ottenuto, potrai essere assunto da una ditta thailandese, quanto meno temporaneamente. Il passo successivo sarà convincere il tuo datore di lavoro ad assumerti in pianta stabile e a richiedere per te un permesso di lavoro definitivo che non ti costringa a fare avanti e indietro dal Paese.

Visto Business per aprire attività in Thailandia

Se hai intenzione di aprire un’attività in Thailandia, devi invece richiedere il visto business. Dopo avere controllato, ancora una volta, che la tua professione non rientri nella lista dei lavori proibiti, dovrai trovare un socio di maggioranza thai (51% delle quote) con cui aprire una società.

Le altre condizioni richieste dalla legge sono un investimento di almeno 50.000 THB e l’assunzione di un certo numero di dipendenti thai.

Smart Visa

È la new entry tra i visti per stranieri, in vigore da gennaio 2018. Presentato come il visto per nomadi digitali, di fatto è inutilizzabile dalla maggior parte di loro. La Smart Visa si rivolge infatti a pochissimi imprenditori, i quali non solo devono essere mooolto facoltosi (con un guadagno certificato di almeno 200.000 bath al mese), ma anche operare in alcuni settori specifici, come la sanità, l’hi-tech e la robotica.

Chi riuscisse ad accedere alla Smart Visa si garantirebbe un ottimo lasciapassare della durata di 4 anni e potrebbe lavorare senza dovere richiedere un permesso di lavoro, estendendo inoltre la possibilità di vivere e lavorare in Thailandia anche a coniugi e figli.

Visto studente

Un altro modo intelligente per trasferirsi e vivere in Thailandia senza sottoporsi all’inferno dei visa run è iscriversi a una scuola di lingua thailandese. Prenderai così due piccioni con una fava: otterrai un visto studente di un anno e imparerai a parlare un po’ di thailandese, cosa che ti renderà gradito agli occhi dei locali e ti renderà più semplice la convivenza.

Le scuole più economiche partono da circa 15.000 bath all’anno, mentre quelle di fascia media si aggirano sui 20-23.000. Alcune scuole offrono anche la “possibilità” di lavorare gratuitamente all’interno dell’istituto. Se vuoi perseguire la strada del visto studente per la Thailandia aggiungi quindi al tuo budget iniziale almeno 600 euro, perché, oltre a saldare la retta della scuola, ogni due mesi dovrai rinnovare il visto pagando la solita fee di 1900 bath.

È possibile ottenere un visto studente anche iscrivendosi a un corso di Muay Thai (sì, hai capito bene!) o ad alcune scuole internazionali, come ad esempio la SAE Institute di Bangkok.

Vivere in Thailandia da pensionato: il visto over 50

Molti nostri connazionali scelgono la Thailandia per godersi la pensione. I motivi per cui si decide di andare così lontano, anziché optare per posti più vicini a casa come Canarie e Portogallo, sono molteplici. Innanzitutto è una questione di cuore: le thailandesi, considerate tra le donne più belle del mondo, sono spesso in cerca di marito e i matrimoni misti tra locali e stranieri sono numerosissimi. Inoltre, in quale altro Paese puoi andare in pensione a 50 anni?!

È questa, infatti, l’età sufficiente per ottenere il visto pensionati (Non Immigrant O), anche se non è l’unica condizione. Per averne diritto occorre avere un’entrata mensile di almeno 65.000 bath, o un patrimonio di 800.000 bath depositati presso una banca thailandese.

Come ottenere la cittadinanza thailandese

L’unico modo per lavorare in Thailandia e sfuggire alla lista dei lavori proibiti agli stranieri è diventare un cittadino thailandese.

Per fare richiesta di cittadinanza thai occorre fare apposita domanda e rispettare una serie di condizioni: 1) avere risieduto in Thailandia almeno cinque anni di seguito; 2) avere ottenuto l’estensione annuale del visto Non Immigrant per almeno tre volte consecutive; 3) saper parlare il thailandese.

Una volta ottenuta la cittadinanza, ti verrà rilasciato un documento molto simile alla carta di identità italiana.

Lavorare in Thailandia: i settori su cui puntare

Hai mai saputo di un Paese che vanta un tasso di disoccupazione dell’1%? No? Beh, ora sì. La prima volta che ne ho sentito parlare ho pensato che qualcuno si fosse dimenticato da qualche parte un decimale. Ma non c’era alcun errore e non appena sono arrivato in Thailandia ho capito perché.

In Thailandia c’è una densità di lavoratori per metro quadrato impressionante. Anche nel più piccolo 7-eleven (i mitici negozietti thai aperti 24 ore su 24) troverai sempre almeno tre commessi. Nei centri commerciali ci sono persone pagate per indicare i bagni e salutare i clienti che entrano. Ma dove altro succede qualcosa di anche solo vagamente simile?

Questo strabiliante successo contro la disoccupazione esclude naturalmente gli stranieri. Che si rifanno però in alcuni settori. Eccoli.

Call centre e customer care. In Thailandia hanno sede molte multinazionali. Uno dei modi più diffusi per lavorare regolarmente in Thailandia è quello di entrare a far parte di uno dei mega call centre del paese, dove ricercano spesso personale bilingue. Un esempio è la CLBS di Chiang Mai, che recluta ogni anno operatori da tutto il mondo, Italia compresa. Non è il posto migliore dove lavorare, a quanto dicono, ma è un modo sicuramente veloce per ottenere un visto lavorativo ed entrare in Thailandia dalla porta principale.

Ristorazione e ricezione. Passano gli anni, i mesi e se li conti anche i minuti (cit.) ma questo continua a essere il settore d’eccellenza per un italiano in cerca di lavoro. Non parliamo di camerieri però, ma di personale specializzato: maître, sommelier e chef hanno in Thailandia le porte spalancate e un trattamento di grande riguardo, anche da un punto di vista economico.

Diving. La Thailandia è, tra le altre cose, anche un paradiso per gli amanti delle immersioni e gli istruttori di diving non faticheranno a trovare lavoro. Il punto di riferimento principale del settore è la piccola isola di Koh Tao, nel Golfo di Thailandia.

Insegnanti. Gli insegnanti di lingua, soprattutto quelli certificati, hanno buone chance di trovare lavoro in Thailandia. Le maggiori opportunità sono naturalmente per la lingua inglese, in particolare nelle scuole private.

Aprire un’attività in Thailandia

Ogni anno migliaia di persone arrivano in Thailandia per coltivare o crearsi il proprio business, fisico o online che sia. Le attività “fisiche” più interessanti sono quelle che ruotano nell’ambito della ristorazione e del turismo, ma anche del lusso e delle nuove tecnologie.

Ma com’è la vita in Thailandia per gli italiani emigrati che si reinventano imprenditori? Piuttosto buona. Gli incentivi per chi decide di perseguire questa via sono diversi: una tassazione sugli utili ferma al 20%, investimenti richiesti piuttosto ridotti, tempi burocratici snelli e un mercato malgrado tutto solido, in grado di reggere crisi governative e disastri naturali.

Anche gli imprenditori online se la passano piuttosto bene da queste parti. La bellezza dei paesaggi, il basso costo della vita, i numerosi coworking e il wifi gratuito quasi ovunque hanno trasformato la Thailandia in uno dei principali hub per nomadi digitali e remote workers. Lo spot principale è Chiang Mai, la capitale della Thailandia del Nord, ma attirano numerosi cultori del wifi anche Bangkok, Koh Phangan e Koh Lanta.

Trasferirsi in Thailandia: le prime cose da fare

Una volta atterrato in Thailandia e ricevuto il tuo primo sawadika, dovrai procurarti alcune cose.

Una sim card

Avere un numero thailandese è economico e ti aiuterà a fare molte cose: cercare alloggio, cercare lavoro, chiamare un uber (taxi).

Probabilmente te ne verrà regalata una appena sceso dall’aereo. Visto che i dati contenuti nelle sim turistiche di solito sono molto pochi, dovrai ricaricarla scegliendo il piano più adatto alle tue esigenze. I posti migliori per farlo sono i centri commerciali, dove il personale delle compagnie telefoniche solitamente parla inglese.

Le compagnie telefoniche thailandesi più diffuse sono Truemove, DTAC e AIS. Ognuna di queste ha i propri hotspot in giro per il paese, a cui potrai accedere gratuitamente.

Un conto corrente

Se il tuo scopo è trasferirti e vivere in Thailandia per un po’, dovrai anche aprire un conto corrente. Solo così potrai evitare di pagare ogni volta la fee che il Governo impone a ogni prelievo.

Anche se ogni banca fa mondo a sé, per aprire un conto corrente thai bisogna generalmente essere in possesso di un visto lavorativo, studente o pensionato. Se possiedi uno di questi visti, recati in banca armato di passaporto, numero di telefono e un indirizzo locale, oltre a un qualche documento ufficiale che attesti che stai studiando in quella particolare scuola o lavorando in quella particolare azienda.

Aprire un conto in Thailandia con un semplice visto turistico è invece oggi molto difficile. La cosa migliore in questo caso è farsi accompagnare in banca da un cittadino thailandese che possa offrirsi come garante.

Ecco le principali banche thailandesi:

  • Siam Commercial Bank Thailand (SCBT)
  • Bangkok Bank Thailand (BBT)
  • Kasikorn Bank (KBANK)
  • Bank of Ayudhya (Krungsri)

Se si hanno i requisiti necessari, aprire un conto è molto veloce. Dopo avere depositato una piccola somma e avere firmato le carte necessarie, riceverai un libretto (passbook) e un bancomat già attivo.

Un alloggio

Per i primi tempi andranno benone alloggi temporanei come guesthouse e airbnb, ma prima o poi dovrai cercare una sistemazione a lungo termine.

La scelta più frequente per gli stranieri è quella di affittare un monolocale in un condominio. Spesso si tratta di ambienti ampi ed essenziali, la cucina è spesso costituita da un microonde e un bollitore ma in certi casi sono presenti anche delle piastre cotture. I complessi abitativi migliori hanno anche la piscina e la palestra. I costi sono molto variabili e cambiano sia in base alla città (Bangkok, ad esempio, è molto più cara di Chiang Mai) sia alla zona.

Nel costo dell’affitto non sono quasi mai comprese le utenze. L’acqua e internet sono in genere economici mentre l’elettricità può essere un vero salasso, qualora tu sia un amante dell’aria condizionata.

Vivere in Thailandia senza fare la fame: i costi reali

Da anni gira su internet la favola che in Thailandia è possibile vivere con 400€ al mese. Non è proprio così. Per quanto parsimonioso tu sia, dovrai alzare un po’ l’asticella, soprattutto se non vuoi rinunciare del tutto ai benefici che l’era moderna ci ha portato in dote. Per vivere dal bene al decentemente in Thailandia, cosa che naturalmente varia in base alle esigenze personali, occorrono da 700 ai 1500€.

A Chiang Mai è possibile affittare un condo (monolocale) in una palazzina con 150-250€ al mese, mentre a Bangkok i prezzi si alzano. Per una villetta al mare occorrono circa 400-500€ al mese, ma molto dipende dalle zone e dall’isola prescelta.

I trasporti sono molti economici, dai taxi di Bangkok ai songthaew di Chiang Mai, fino ai servizi di trasporto privati come Uber e Grab, che consentono di spostarsi da una parte all’altro della città in modo economico e relativamente veloce (la velocità è sempre un concetto relativo in Asia!).

A Bangkok è possibile muoversi per la città anche con i caratteristici tuk tuk, con i mototaxi e con il suggestivo sistema di trasporto fluviale.

Dal momento che la maggior parte degli alloggi non consente di cucinarsi pasti degni di questo nome, ti ritroverai quasi sempre a mangiare fuori. Per fortuna il cibo thailandese è, oltre che delizioso, anche molto economico: si va dagli 1-2 euro per lo street food ai 15 euro dei ristoranti più sofisticati.

Se deciderai di acquistare un’auto in Thailandia o uno scooter per girare in autonomia, sappi che il carburante costa davvero poco, così come le assicurazioni Kasko e il bollo auto.

Per un’idea più precisa del costo della vita in Thailandia, chiedo come sempre aiuto al buon vecchio Numbeo. Ecco alcuni prezzi campione:

  • Trasporto pubblico, 1 biglietto di corsa semplice: 26 THB
  • Appartamento 1 stanza in centro, affitto mensile: 14.500 THB
  • Appartamento 1 stanza fuori dal centro, affitto mensile: 7.900 THB
  • Appartamento 3 stanze in centro, affitto mensile: 37.350 THB
  • Appartamento 3 stanze fuori dal centro, affitto mensile: 18.860 THB
  • Pasto ristorante economico: 60 THB
  • Pasto per 2 persone ristorante medio: 600 THB
  • Asilo privato, 1 mese: 9.350 THB
  • Scuola internazionale primaria, 1 anno: 371.875 THB

Nota: costi aggiornati a gennaio 2018. 1 bath = 0,025 €.

Pro e contro di emigrare in Thailandia

Su questa sezione ci sarebbe da scrivere un libro, ma giuro che non lo farò 😉 . Mi limiterò a fare un riassunto dei punti principali, lasciando a te il piacere di scoprire gli altri. Come accade in ogni Paese, anche trasferirsi e vivere in Thailandia ha vantaggi e svantaggi. Vediamoli insieme.

Vantaggi

Economia solida. Malgrado il Paese sia spesso soggetto a turbolenze di qualche tipo, l’economia del Paese continua a godere di ottima salute e a tamponare con classe e tempi ristretti anche i momenti più difficili. Ricordiamo tutti l’immane tragedia dello tsunami del 2004 e come la Thailandia riuscì a risollevare in fretta la testa, rimboccandosi le maniche e ricostruendo tutto da capo.

Sicurezza. Lo abbiamo già detto: malgrado sia sotto regime militare, la Thailandia resta uno dei Paesi più sicuri al mondo. Salvo rare eccezioni, la criminalità è pressoché inesistente, persino nell’affollatissima capitale.

La bellezza. Tra parchi marini e parchi forestali, la Thailandia racchiude una natura straordinaria e in diversi casi ancora immacolata. Per molti è qui che si trovano alcuni tra gli scorci più belli del Pianeta e le isole sono così tante che persino Wikipedia ha rinunciato a contarle.

La cultura. Per chi ha voglia di scoprirla e rinuncia a vederla come un limite, la cultura thailandese sa essere estremamente affascinante. Partendo dal buddismo, che impregna il Paese dettandone tempi e abitudini, alle tradizioni delle tribù del nord, la Thailandia affascina anche il visitatore più pigro. Svelandogli che può esistere un mondo completamente diverso da quello che ha sempre conosciuto.

Lo stile di vita. Chi si trasferisce in Thailandia lo fa spesso anche per abbandonarsi a uno stile di vita più rilassato, lento e fluido. A parte il traffico, che sa essere micidiale, la Thailandia insegna ad apprendere l’arte della lentezza, del sorridere e del lasciar perdere, perfettamente riassunto nella frase mai pen rai (“va tutto bene”, “non preoccuparti”), una sorta di motto nazionale.

Svantaggi

La lingua thailandese. In città come Bangkok e Chiang Mai e nei centri turistici troverai sempre qualcuno in grado di parlare inglese, quanto meno nella sua versione basica, ma se hai intenzione di allontanarti dalla civiltà e di interagire con la popolazione locale, allora conoscere un po’ di thailandese diventa una virtù indispensabile.

Il thailandese è una lingua ostica, difficile da apprendere e da ricordare. Non è come imparare l’inglese o il tedesco, qui si tratta di resettare la mente e avventurarsi in anfratti sconosciuti. Per avere una vaga idea della difficoltà della lingua, ti basti sapere che esistono 5 tonalità (le cui differenze sono praticamente impercepibili dall’orecchio straniero) e che la stessa parola può quindi assumere 5 significati diversi a seconda del tono utilizzato!

La cultura. Ma non era un vantaggio? Infatti. Come già detto, la differenza culturale può essere un vantaggio o uno svantaggio, a seconda della tua attitudine. Di certo molte cose non le capirai. Altre non le accetterai. Altre ancora ti faranno venire il nervoso e un’irrefrenabile impulso di fuggire. Ma il bello è che alla fine non lo farai 😀

Il clima. La Thailandia è un Paese tropicale caratterizzato da due stagioni: una secca, che in modo molto approssimativo va da novembre ad aprile, e una umida, che in modo ugualmente approssimativo va da maggio a ottobre. Durante la stagione delle piogge può piovere per interi giorni senza pause e gli allagamenti sono frequenti anche nelle città più evolute come Bangkok o Chiang Mai. Nel “pacchetto clima thailandese” vanno inclusi anche un’altissima percentuale di umidità in certe parti dell’anno e una quantità di zanzare che nemmeno in un film di Hitchcock.

La sanità. Se anche diventassi cittadino Thailandese e avessi accesso alla sanità pubblica ti troveresti ad avere a che fare con standard non all’altezza di quelli occidentali. Ecco perché dovrai comunque ricorrere a un’assicurazione sanitaria privata, oppure trovare un lavoro nel cui contratto questa sia contenuta.

L’instabilità politica. La Thailandia è famosa per i suoi colpi di Stato, 12 solo negli ultimi 80 anni. Se è vero che lo straniero non risente direttamente dei problemi governativi, può risentirne economicamente qualora abbia un’attività. L’ultimo colpo di stato, avvenuto nel 2014, ha portato un grande calo del turismo, con tutti i problemi di fatturato che questo ha comportato.

Ad ogni modo, il Capo di Stato Maggiore della Thailandia ha da poco dichiarato che i colpi di stato militari sono acqua passata, e se anche così non fosse, fidati: ci sono instabilità peggiori al mondo.

Dove vivere in Thailandia, quale città scegliere?

La maggior parte degli stranieri e degli espatriati italiani sceglie di vivere a Bangkok, a Chiang Mai e nei posti più turistici. Si tratta di una scelta di comodità, in quanto sono i luoghi con più expat e quindi dove l’inglese è più diffuso e i servizi all’altezza delle aspettative occidentali. Altrove le condizioni di vita possono essere molto basiche e difficili da affrontare per un occidentale abituato a vivere sprofondato nelle comodità.

Bangkok

La capitale della Thailandia resta una delle città più affascinanti al mondo. Qui la modernità non è riuscita a scalzare la tradizione e basta girare la testa o attraversare una strada per passare da centri commerciali iper moderni a banchetti di ambulanti e street food in pieno stile thailandese.

Solitamente gli stranieri scelgono di vivere nell’area di Sukhumvit Road, una strada gigantesca che arriva fino in Cambogia. Da qui si dipartono numerose soi (strade) che conducono a diverse aree, tutte abbastanza eleganti e piene di condomini, ristoranti e benefit occidentali.

Come trovare casa a Bangkok

La cosa migliore per trovare alloggio a Bangkok è affittare un motorino e infilarsi nelle varie soi in cerca di condomini, numerosissimi e diversi per prezzi e qualità offerta. Vedere un appartamento con i propri occhi è sempre meglio che farlo attraverso uno schermo e non si sa mai che dal vivo si possa strappare un prezzo migliore.

Ci sono comunque ottime risorse anche online, eccone alcune:

Tra i gruppi Facebook, uno dei più ricchi di informazioni e offerte è senza dubbio Bangkok Expats ma ne esistono tantissimi. Gioca con le parole chiave per ampliare la tua ricerca, digitando ad esempio “bangkok room” o “bangkok condo for rent”. Alcuni gruppi sono specializzati in prezzi contenuti, come questo, dove trovi solo offerte di condo a meno di 5000 baht al mese.

Chiang Mai

La capitale del Nord Thailandia è una città bellissima e interessante, oltre che molto economica rispetto alla capitale. La parte più suggestiva è senza dubbio quella antica, delimitata dalle mura e da quattro porte, punteggiata di templi, mercati e guesthouse.

I nomadi digitali preferiscono in genere la parte che si sviluppa intorno a Nimman Road, più moderna ma meno caratteristica. È in questa zona però che si trovano gli alloggi più interessanti per gli affitti di medio-lungo termine, oltre a diversi coworking e numerosi bar da cui lavorare sorseggiando un mango shake.

Ecco alcuni siti a cui fare riferimento per ricercare casa a Chiang Mai:

Facebook è pieno di pagine e gruppi dove trovare offerte e spunti interessanti, uno fra tutti Real Estate Chiang Mai, ma ti basterà usare la barra di ricerca per trovarne altri. Tieni sempre d’occhio anche i numerosi siti, blog e forum di italiani in Thailandia, perché non c’è consiglio migliore su un luogo di chi ci vive.

Il costo degli affitti in Thailandia varia in base alla permanenza: sono previste tariffe annuali, semestrali, trimestrali e mensili. Nell’affitto non sono quasi mai comprese le utenze (attenzione all’aria condizionata!) e nelle soluzioni più economiche nemmeno lenzuola, cuscini e stoviglie.

Non solo Bangkok e Chiang Mai

Molti espatriati scelgono di vivere nelle isole più turistiche della Thailandia, come Phuket, Koh Samui, Koh Phangan, Koh Lanta e Koh Chang, o cittadine di mare come Pattaya, Krabi e Hua Hin. Qualcuno sceglie anche di fuggire dal turismo di massa e rifugiarsi in isole più piccole, magari più basiche ma indubbiamente più economiche, o in qualche villaggio sperduto in mezzo ai monti.

La Thailandia è un gigantesco porto di mare che accoglie generosa l’umanità più variegata. Sono sicuro che c’è posto anche per te 😉

Se conosci qualcuno che sogna di trasferirsi e vivere in Thailandia, mandagli il link di questa guida: lo renderai felice! Per domande, commenti e suggerimenti di ogni tipo, lo spazio qui sotto è a tua completa disposizione.

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14 commenti su “Guida per trasferirsi, lavorare e vivere in Thailandia: costo della vita, visti”

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  1. Ciao complimenti per l’articolo.
    Io mia moglie vorremmo trasferirci in Thailandia per un periodo di tempo di minimo tre mesi, da estendere eventualmente fino ad un anno.
    Io sono un Graphic-Designer, attulmente lavoro in Germania, ma vorrei fare il Freelance. Lei invece e’ un’insegnate di Yoga (certificata).

    Credi che avremmo qualche possibilita di richiedere un visto lavorativo? Come freelance dovrei pagare le tasse in Thailandia oppure posso essere registrato altrove?

    Grazie in anticipo!

    • Ciao Gabriele, il tema visti lavorativi in Thailandia è complicato e le leggi cambiano molto velocemente, ma in linea di massima le opzioni sono 2:

      1) Aprire una compagnia propria in Thailandia, ma devi avere un capitale alto e almeno 4 dipendenti thailandesi;
      2) Affidarsi a compagnie esterne tipo Iglu e ExpatDen, che offrono il Thailand Work Permit per un anno in cambio di una fee. Ci sono però requisiti minimi, tipo che devi guadagnare minimo 2500 USD al mese etc. maggiori informazioni le trovi nei link.

      Attenzione però, non ho mai utilizzato e non conosco personalmente queste compagnie, per cui valuta bene prima di prendere una decisione ed eventualmente fammi sapere come va, così posso aggiornare la guida.

      In bocca al lupo!

  2. Ciao sono sola con una bimba di 3 anni e vorrei stabilirmi in un prox futuro in Thailandia non in una grande città ma a contatto con la natura e da come ho letto la cosa più semplice sembra essere iniziare da studente
    In caso sarebbe fattibile e sicuro ?
    In quali città potrei andare pensando di far frequentare asilo e scuole alla mia bimba e trovare lavoro ?
    Grazie Laura

    • Ciao Laura, una città che conosco personalmente e che risponde alle tue necessità potrebbe essere Chiang Mai, ma la cosa migliore da fare in questo caso è visitare di persona la Thailandia e le scuole per la tua bimba, per capire meglio il livello delle strutture e altri aspetti che ritieni importanti per poter valutare con i tuoi occhi un cambio vita così radicale. In bocca al lupo!

  3. Ciao Dario, vorrei fare un corso di massaggio thai in Chiang Mai. Vorrei prenotare un biglietto a/r su Bangkok con il rientro dopo 2 mesi. Posso usufruire del visto gratuito, facendo il passaggio in Laos?

    • Ciao Doris, non dovresti avere problemi ma ricorda che sia l’aerolinea con cui viaggi che gli ufficiali di immigrazione thailandesi all’aeroporto di arrivo, potrebbero chiederti una prova che lascerai il paese allo scadere dei 30 giorni concessi dal visto turistico gratuito, per cui ti consiglio di prenotare un biglietto di uscita dalla Thailandia per evitare qualsiasi problema.

  4. Ciao!ho letto la tua guida,devo dire molto interessante e utile!Sto pensando da qualche mese di trasferirmi insieme alla mia compagna in Thailandia.Io ho lasciato tre lavori andati male e lei tra due mesi finirà la stagione lavorativa.Bazzichiamo un pò d’inglese,io ho diplomi nel campo estetico e lei nella ristorazione.Non saprei da dove iniziare,che visto sarebbe più opportuno all’inizio,se è una scelta troppo rischiosa!Che mi consigli?Grazie,Giulia!

    • Ciao Giulia, forse all’inizio (dato che mi sembra di capire che avete molti dubbi) la cosa migliore da fare è quella di visitare la Thailandia con un visto turistico, più facile da ottenere rispetto ad altre opzioni, così potrete fare un giro di ricognizione e valutare con più calma tutte le possibilità esistenti direttamente sul posto.

  5. Ciao Gianluca, se volessi rimanere un paio di mesi facendo workaway mi tocca comunque prendere il visto Non Immigrant B?
    Io sarà nel sud-est asiatico per circa due anni in base ai miei calcoli, e non parto comunque con molti soldi (sono una fotografa), quindi sto facendo in modo di risparmiare per vivere con un budget di circa 500 al mese.
    Fammi sapere, ogni opinione è importante in questi mesi che precedono la mia partenza 🙂

    un abbraccio
    Anna Chiara

    • Ciao Anna Chiara, teoricamente Workaway è una piattaforma di scambio che non prevede un vero e proprio contratto di lavoro con retribuzione (anche se poi ovviamente dipende dai casi), in teoria potrebbe essere sufficiente un visto turistico ma le leggi thailandesi sono molto rigide per cui se riesci ad ottenere un visto specifico senza dubbio eviti problemi in caso di controlli da parte delle autorità locali.

      Detto questo però informati bene direttamente tramite un consolato che saprà sicuramente indicarti il modo migliore per svolgere qualsiasi attività in Thailandia.

  6. ciao,io ho già casa a Chiang Mai dal 2009,ho moglie thailandese da più di 10 anni,ho deciso di vivere per sempre in Thailandia,mi sono comprato un terreno,sai darmi qualche dritta per quanto riguarda i soldi da versare in banca per il permesso annuale e se è possibile fare una fidejussione,invece che tenerli fermi in banca,poi per il resto credo che mi troverò a mio agio,grazie Maurizio

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