Trasferirsi, vivere e lavorare in Australia: la guida definitiva

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Paesaggi sconfinati, un tenore di vita tra i migliori al mondo e uno style life iper rilassato: alzi la mano chi non ha sognato almeno una volta di andare a vivere e lavorare in Australia! Riuscirci non è facile, è vero, ma questo non significa che sia impossibile. Tutto quello che occorre è avere le skill giuste, seguire le regole… e leggere questo articolo! 🙂

L’isola più estesa del mondo, l’unica isola a essere anche un continente, l’unico continente a essere anche una nazione. E l’unica nazione a essere nata come una prigione! Ce n’è abbastanza per stuzzicare l’immaginazione non solo di Bill Bryson, lo scrittore che la celebra in Un paese bruciato dal sole, ma anche tutti noi, sognatori per cuore e vocazione.

Trasferirsi Vivere Lavorare in Australia

Chi non ha mai desiderato mollare tutto e trasferirsi in Australia? Se c’è si faccia avanti adesso oppure taccia per sempre!

Tutto pazzi per il Down Under

L’Australia racchiude in sé tutto quello che tocca le corde di chi sogna di voltare pagina e cambiare vita: lontananza, orizzonti a perdita d’occhio, opportunità, libertà. E quella cosa strana che di questi tempi odora quasi di misticismo: un lavoro pagato dignitosamente.

Fin dalla fine dell’800, quando l’Australia cominciò a richiamare immigrati da tutto il mondo, il sogno australiano non ha perso un pezzettino del suo fascino e ancora oggi sono 25.000 gli italiani che si spingono fin qui ogni anno per motivi di vacanza, studio e lavoro.

Sono soprattutto giovani con il Working Holiday Visa in tasca, ma anche over 30 e neo pensionati, attirati da un luogo che offre sul piatto non solo una natura primordiale ma anche uno standard altissimo di vita. Uno dei più alti al mondo, grazie alla ricchezza di risorse naturali e a una popolazione esigua, considerate le dimensioni sconfinate del Paese.

Ed è proprio per conservare questo tenore di vita privilegiato che l’Australia ha deciso, ahimè, di chiudersi a riccio.

L’Australia e l’immigrazione

Dopo gli Stati Uniti, l’Australia è la nazione con le norme di immigrazione più restrittive al mondo. Trasferirsi in Australia è tutt’altro che semplice e a quanto sembra le cose non sono destinate a cambiare rotta, anzi.

È infatti di pochi mesi fa la frase pronunciata dal primo ministro australiano Malcolm Turnbull: “Prima il lavoro agli australiani”. Poteva essere scambiata per semplice propaganda, se non fosse stata accompagnata dall’annuncio di imminenti cambiamenti in materia di visti. A cominciare dalla scomparsa del celebre 457 (Skilled Visa), uno dei visti più usati per andare a vivere e lavorare in Australia (ne parliamo tra poco).

Una cosa però bisogna ammetterla: se questo Paese accoglie pochi stranieri è anche vero che quelli che accoglie li accoglie bene. Pochi ma buoni, insomma.

L’Australia non accoglie chi ha bisogno, accoglie chi le può essere utile. Potrebbe sembrare opportunismo questo, e in effetti lo è, ma guarda il lato positivo: se possiedi le skill lasciate scoperte dagli australiani, un’ottima conoscenza dell’inglese e la fedina penale pulita, l’Australia ti spalanca le braccia e ti accoglie amorosa nel suo marsupio come un piccolo cucciolo di canguro.

Cosa serve per andare in Australia a lavorare

Arrivare in Australia è semplice, è rimanere che è complicato. Per emigrare in Australia e lavorare in regola ti occorre:

  • un’ottima conoscenza dell’inglese (se decidi di rimanere ti verrà richiesto l’esame IELTS);
  • la volontà di rispettare le regole.

Ma soprattutto ti serve un visto. Quale? Bella domanda! La difficoltà a entrare regolarmente in Australia è pari solo alla quantità di visti disponibili. Impossibile elencarli tutti.

Ecco perché non ti fornirò un elenco completo (lo trovi facilmente nel sito del Governo) ma “solo” una scrematura per macro categorie, che ti sarà più che sufficiente per una prima, fondamentale selezione.

Come trasferirsi in Australia: i visti

Il primo fattore che dovrai considerare per capire quale visto devi richiedere è l’età. Fino ai 30 anni vivere e lavorare in Australia è semplice, almeno per un periodo limitato di tempo, dopo le cose si complicano un po’.

Ma voglio rassicurarti subito: emigrare in Australia È POSSIBILE anche dopo i 30 anni. A patto, come sempre, di sapere come fare.

Per capirlo partiamo dalla base, ovvero dal visto più celebre per entrare in Australia. Il visto turistico.

Visto turistico (eVisitor Visa)

I cittadini europei possono ottenere gratuitamente un visto turistico valido 3 mesi e rinnovabile alla scadenza di altri 90 giorni.

Chi entra con questo visto non può lavorare dietro compenso ma può comunque fare colloqui, frequentare corsi e svolgere lavori volontari (Wwoof). Può essere quindi una buona opzione per venire in Australia e sondare il terreno.

Non pensarci nemmeno a fare il furbo, ricordati che l’Australia non è l’Italia. Qui non si scherza, chi viene sorpreso a lavorare senza un visto regolare viene cacciato dal Paese senza tante cerimonie.

Se quello che invece cerchi non è uno scambio lavoro ma un lavoro remunerato, allora dovrai battere altre vie.

Lavorare in Australia sotto i 30 anni

Lavorare in Australia (in regola) per un giovane sotto i 30 anni è molto semplice grazie a quella manna dal cielo che si chiama Working Holiday Visa.

Working holiday visa (subclass 147)

Se ancora non hai compiuto 31 anni hai diritto a richiedere il WHV, il visto che consente ogni anno a migliaia di persone di vivere e lavorare in Australia per un anno intero.

Non è una soluzione definitiva ma è di certo un ottimo inizio, che permette di capire la propria affinità con l’Australia e di guardarsi attorno con calma per cercare gli agganci giusti.

Con il Working Holiday Visa si può lavorare part time o full time per un periodo non superiore ai 6 mesi consecutivi con lo stesso datore di lavoro, condizione che rende perfetti i lavori nella ristorazione e nell’agricoltura.

Dura un anno e può essere rinnovato di altri 12 mesi qualora si siano maturati 88 giorni di lavoro “specifico” nelle aree rurali del Paese (trovi la lista dei lavori specifici in questa pagina).

Attenzione: Da qualche mese il lavoro volontario (Wwoof) non può essere più conteggiato per il rinnovo!

Possono richiedere il WHV tutti i cittadini italiani di età compresa tra i 18 e i 31 anni che al momento dell’applicazione si trovino fuori dall’Australia (il rinnovo può essere invece fatto in loco). Il costo è del tutto affrontabile e la procedura, come sempre, completamente online. Puoi scaricare qui l’application form.

Andare a vivere in Australia dopo i 30

Per noi “vecchietti” il Working è invece purtroppo un tabù. Questo significa che l’Australia diventa inaccessibile? Niente affatto.

Se hai passato i 30 anni hai ancora diverse possibilità per potere lavorare in Australia. L’elenco completo delle opzioni è visionabile nel portale del governo australiano nella sezione Visa Finder, qui analizziamo solo le principali.

La sponsorizzazione

La prima possibilità per trasferirti in Australia è ottenere una sponsorizzazione.

Esistono 3 tipi di visti sponsor: il 186 e il 187, che sono permanenti, e il 457 (Skilled Visa), che è temporaneo. Dal momento che le condizioni per rientrare nei primi due sono molto strette, molti decidono di provare con il 457 per richiedere poi dopo due anni la residenza permanente.

Tutto questo sarà possibile però solo fino a marzo 2018, quando lo Skilled Visa così come lo conosciamo andrà in pensione.

A sostituirlo sarà un nuovo visto, il Temporary Skill Shortages (TSS), che a sua volta sarà diviso in due categorie:

  • TSS Short-Term: valido 2 anni e rinnovabile di altri 2.
  • TSS Medium-Term: valido 4 anni e rinnovabile di altri 4.

Sarà possibile richiedere il visto permanente solo con il secondo tipo.

Per ottenere il TSS occorrerà rispettare diversi requisiti, tra cui un’esperienza lavorativa di almeno 2 anni, un ottimo livello di inglese certificato, il solito test a punti e una certificazione penale. Naturalmente la professione in cui si è specializzati dovrà rientrare nelle nuove liste di lavori papabili, se così non fosse la sponsorizzazione resterà una chimera.

Il visto studente

Un altro modo per entrare legalmente nel Paese e affacciarsi al mondo del lavoro è quello di tornare a scuola.

Iscrivendosi a un qualunque corso in Australia si ha diritto infatti allo Student Visa, che consente di rimanere nel Paese per tutta la durata del corso e di lavorare fino a 20 ore settimanali (full time durante la sospensione del corso).

Gli stipendi australiani sono in genere alti e consentono di mantenersi dignitosamente anche lavorando part time, in questo modo resta allo studente il tempo sufficiente di guardarsi attorno in cerca di opportunità più durature.

Lo Student Visa è rinnovabile e può essere esteso a tutta la famiglia, cosa che lo rende perfetto per le coppie, con o senza figli, che vogliono andare a vivere e lavorare in Australia.

Un consiglio: Dal momento che qui lo studio costa caro, privilegia i corsi formativi che ti diano le skill per restare permanentemente in Australia. Se vuoi imparare l’inglese, dovresti prendere in considerazione l’idea di farlo PRIMA di arrivare in Australia scegliendo Paesi come Malta o l’Inghilterra dove i corsi di lingua sono di gran lunga meno cari.

Fidanzarsi!

Lungi da me l’idea di uccidere il romanticismo, ma è mio dovere rendere conto del fatto che esiste la possibilità di emigrare in Australia come partner (sposato e non) di un cittadino australiano o di altra nazionalità in possesso di residenza australiana permanente.

Il Partner Visa può essere richiesto prima in forma temporanea (820) e poi trasformato in visto permanente (801). Inutile che ti ricordi che l’Australia non ama i truffatori, vero? 😉

Residenza permanente in Australia

Dopo due anni di lavoro sponsorizzato, Skilled Visa, Visa Business, visto di ricongiungimento familiare o Partner Visa, è possibile fare richiesta per la residenza permanente.

Per la cittadinanza la cosa è naturalmente più complicata. L’Australia vuole essere certa di chi si mette in casa e vorrà testare la tua conoscenza non solo della lingua ma anche della cultura e dell’economia australiana.

Trasferirsi in Australia a 50 anni

Vivere e lavorare in Australia dopo i 50 anni non è semplice ma nemmeno impossibile.

Attenzione a giocare la carta del visto studentesco perché il Dipartimento d’Immigrazione potrebbe avere qualche sospetto su un over 50 che ne fa richiesta e pretendere una documentazione extra prima di approvare il visto.

Per chi si trova in questa situazione e anche per chi intende trasferirsi in Australia da pensionato la cosa migliore è affidarsi a un agente di immigrazione (qui la lista di quelli registrati), che saprà consigliare il modo migliore per entrare legalmente in Australia. E rimanerci.

Dove fare il visto per l’Australia

Tutti i visti per l’Australia possono essere richiesti online. È possibile inoltrare la richiesta direttamente sul sito del Governo australiano. Qui si trovano non solo i moduli per la domanda ma anche tutte le informazioni per capire quale è il visto più adatto e se si possiedono i requisiti necessari per ottenerlo.

Cos’altro occorre per vivere in Australia

Una volta ottenuto il visto, comprato il biglietto aereo, attraversato il globo e messo piede sul sacro suolo australiano, dovrai procedere con gli step successivi. Non avrai mica creduto che fosse finita! 😉

Per vivere e lavorare in Australia ti serviranno alcune cose, eccole:

Una SIM australiana

È la prima cosa che devi procurarti perché un numero di telefono australiano ti sarà indispensabile per fare tutto: trovare casa, trovare lavoro, avere un’assistenza sanitaria.

Le compagnie più diffuse sono Virgin e Vodafone, ma se hai in progetto di allontanarti dalle città Tesla ti assicura la copertura anche nelle zone più remote.

Il Tax File Number

È il codice fiscale australiano, necessario per lavorare e pagare le tasse in modo equo (e riceverle indietro, se è il tuo caso). Lo stato australiano consente di lavorare anche senza, ma in questo caso pagherai più tasse. Il TFN è gratuito e può essere richiesto online qui.

Un conto bancario

Per aprire un conto corrente australiano entro 6 settimane dall’arrivo è sufficiente presentare il passaporto e un indirizzo, anche quello dell’ostello andrà bene. Passate le 6 settimane occorreranno invece altri documenti per raggiungere il punteggio necessario (sugli australiani e il loro amore sconfinato per i punti bisognerebbe scriverci un libro!).

Le banche più diffuse sono la Commonwealth Bank, la Westpac e l’ANZ. È possibile accelerare le pratiche richiedendo online una sorta di pre apertura direttamente dall’Italia.

La Medicare

Ovvero l’assistenza sanitaria australiana. La Medicare è gratuita fino a un certo reddito, altrimenti si paga una piccola percentuale sullo stipendio percepito. Attenzione perché non copre tutto e non vale per gli ospedali privati.

Grazie al Reciprocal Health Care Agreement stipulato con l’Italia, anche chi visita l’Australia per brevi periodi (e quindi con visto turistico) ha diritto alla copertura sanitaria di base durante i primi 6 mesi di soggiorno.

Dopo i 6 mesi la copertura riguarda solo i residenti permanenti, lasciando scoperti tutti i possessori di visti temporanei, WHV e Visa Business compresi. Se non rientri tra queste categorie, dovrai provvedere da solo stipulando un’assicurazione sanitaria privata.

Per registrarsi presso un qualunque centro Medicare è sufficiente il passaporto e un visto.

Lavorare in Australia nel 2017

Quali lavori

Per chi arriva con il Working Holiday Visa i primi lavori che si spalancano sono quelli non specializzati. I settori che offrono le maggiori opportunità in questo senso sono quelli della ristorazione, del turismo e dell’agricoltura. Anche nell’edilizia è possibile avere qualche chance in assenza di grandi curriculum.

Per chi ricerca invece un lavoro specializzato ecco i settori che stanno mostrando la crescita maggiore in termini di occupazione:

  • Sport e fitness.
  • Grafica ed editoria.
  • Servizi sanitari.
  • Urbanistica.
  • IT e Ingegneria.
  • Servizi sociali.

Come trovare lavoro in Australia: 5 consigli

1. Cerca lavoro prima di partire. Sistema in modo certosino il tuo profilo LinkedIn e poi contatta online le aziende che ti interessano: riceverai quasi sempre risposta e spesso e volentieri anche una proposta di colloquio. E se anche se non dovessi trovare lavoro, di certo arriverai in Australia con almeno un paio di buoni contatti da approfondire in loco.

2. Sfrutta il passaparola. Un altro stratagemma per portarti avanti con i lavori prima di lasciare l’Italia è sfruttare quel meraviglioso strumento che risponde al nome di passaparola.
Fai l’inventario di ogni amico, amico degli amici e parente che conosci nel Down Under. Gli italiani che vivono in Australia sono generalmente molto accoglienti e se hanno qualcosa tra le mani puoi stare sicuro che salterà fuori.

3. Presentati di persona. Nelle località turistiche australiane funziona ancora bene il porta a porta. Se cerchi un lavoro temporaneo metti in moto i piedi e comincia a battere le strade in cerca di annunci di lavoro. Non scoraggiarti se non vedi cartelli appesi fuori, stampati un bel sorriso in faccia ed entra comunque a chiedere.

4. Spulcia nelle bacheche. Puoi dare un’occhiata anche alle agenzie di collocamento locali e alle bacheche di annunci che trovi nei bar e negli ostelli. Moltissimi ragazzi trovano lavoro in questo modo, soprattutto chi si “accontenta” di lavori temporanei e non specializzati.

5. Ricerca online. L’Australia è un Paese piuttosto tecnologizzato quindi anche Internet offre diverse possibilità. I siti di annunci di lavoro sono tantissimi, ecco una buona selezione da cui partire:

  • Gumtree: Specializzato in lavori temporanei, ma non solo. È strausato e a getto annunci continuo.
  • Seek: Dall’estetica scarna non si direbbe, ma è probabilmente il sito di annunci di lavoro più usato di tutta l’Australia. Contiene anche una sezione dedicata ai lavori volontari.
  • Job.com.au: Oltre a una nutrita rosa di lavori divisi per zone e categorie, offre alcuni interessanti statistiche sul mondo del lavoro in Australia.
  • Jobsearch: È il sito ufficiale del governo e quindi una garanzia, soprattutto in materia di lavori stagionali.
  • CareerOne: Ottimo portale che mette in evidenza i lavori più cercati del momento.
  • Employmentplus: Contiene una sezione dedicata ai corsi professionali.

Dove vivere in Australia?

L’Australia non è un Paese ma un continente immenso, eppure le città degne di questo nome si contano sulle dite di una mano. Tutto il resto è outback, ovvero territorio selvaggio e spesso inospitale.

Decidere di vivere fuori dalle grandi città è una scelta estrema e non adatta a tutti, ma non va nemmeno scartata a priori perché è proprio qui che potrebbero nascondersi le opportunità lavorative più ghiotte.

Secondo alcune classifiche, 3 delle 10 città più vivibili del mondo sono australiane. A fare la differenza sono indubbiamente i servizi e le infrastrutture, ma anche gli stipendi, di una spanna sopra gli altri.

La maggior parte degli italiani decidono di fermarsi a Sydney e a Melbourne, e la scelta non desta stupore, visto che si tratta di città bellissime e ricche di opportunità.

Melbourne

Per qualcuno è la città con la miglior qualità di vita di tutto il Pianeta. E scusa se è poco.

Dal chiaro sapore europeo, la capitale del Victoria è una città moderna e vibrante, ricca di gallerie d’arte e di teatri, con un grande amore per lo shopping di qualità e per lo sport.

A colpire chi vi mette piede per la prima volta è soprattutto lo stile di vita rilassato e informale, con business man che camminano scalzi con la tavola da surf sotto braccio.

Sydney

Anche Sydney rientra nella strettissima rosa delle città più vivibili del mondo. La capitale del New South Wales è la città più popolata del continente ma è lontana dalla congestione tipica delle grandi città.

Il porto dominato dalla bellezza dell’Opera House, i giardini e le spiagge bellissime delineano una bellezza mozzafiato celebre in tutto il mondo.

Melbourne e Sydney sono anche però le città con la concorrenza più spietata. Ecco perché dovresti prendere in considerazione anche altre destinazioni. La capitale del Western Australia, per esempio.

Perth

Pur essendo la capitale più isolata al mondo, Perth è una città bellissima, che vanta il più alto numero annuale di giornate di sole.

Con la sua atmosfera frizzante e dinamica, le spiagge incantevoli e una rete di trasporto eccezionale, offre uno standard di vita che non ha nulla da invidiare a quello di Melbourne e Sydney.

Anche da un punto di vista lavorativo è un’ottima opzione, ti basti sapere che è in Western Australia che si trovano gli stipendi più alti del Paese.

Destinazioni alternative dove trasferirsi in Australia

Altre città che andrebbero prese in considerazione da chi intende trasferirsi in Australia sono la placida Adelaide, capitale del South Australia, Brisbane, la capitale del Queensland e terza città più popolosa d’Australia, e Darwin, l’affascinante capitale del Northern Australia, laddove le Vie dei Canti aborigeni impregnano ancora l’aria di suggestione e poesia.

Se i grandi spazi australiani non ti spaventano non dovresti scartare nemmeno l’idea di affrontare lo sconfinato outback australiano. Fuori dalle città il costo della vita si abbassa notevolmente e la carenza di vita sociale potrebbe essere compensata da una sponsorizzazione con i fiocchi. Provare per credere.

Come trovare casa in Australia

Se lavorare regolarmente in Australia è difficile, per contro affittare casa è molto semplice. Non solo per la grande offerta di alloggi, ma anche per la procedura: tutto quello che occorre è un documento, il visto e una caparra, che di solito corrisponde al primo mese di affitto.

Come vedrai tra poco nella sezione del Costo della vita in Australia, l’affitto è una delle spese maggiori che dovrai mettere in conto prima di emigrare in Australia.

Finché non hai un lavoro la cosa migliore è prenotare un posto letto in ostello e prenderti il tempo necessario per guardarti attorno. Gli ostelli in Australia non sono solo l’ombelico del mondo globetrotter, ma anche il luogo migliore per trovare casa.

Passaparola e gruppi FB sono altri mezzi da sfruttare a piene mani e se nemmeno queste vie dovessero funzionare potrai sempre “accontentarti” dell’immenso mondo di internet.

Ecco qui di seguito i principali portali per trovare un alloggio in Australia, dalla stanza in condivisione a una casa sull’oceano.

Per ostelli e sistemazioni a breve termine: Homestay, Booking e Airbnb

Per stanze in appartamenti condivisi: Gumtree, Easyroommate e Flatmates

Per case e appartamenti: Gumtree, Domain e Realestate

Costo della vita in Australia

Abbandonate ogni speranza o voi che entrate!

Va bene, forse ho esagerato un po’, ma è indubbio che l’Australia è uno dei Paesi più cari al mondo, secondo qualcuno il più caro in assoluto. E non da uno, ma da tutti i punti di vista: affitti, cibo e trasporti.

La notizia buona però è che gli stipendi australiani sono assolutamente adeguati al costo della vita (stipendio medio mensile after tax 4.000 AUD, circa 2.700€). La parola d’ordine quindi è: trovare in fretta un lavoro.

È soprattutto nelle grandi città che puoi renderti conto di cosa si intende quando si parla di “caro vita australiano”.

Il costo degli affitti australiani è in media più alto di quello italiano di circa il 90%. No, non mi è sfuggito uno zero di troppo sulla tastiera: con quello che altrove ti permetterebbe quasi di affittare un appartamento, a Sydney ci paghi giusto una stanza in un appartamento condiviso. Ma non per un mese, per una settimana!

Sydney, purtroppo, non è un’eccezione. A Perth aspettati di pagare come minimo 300€ a settimana per una stanza, 1000€ per un piccolo appartamento. Non sono solo gli affitti a costare una follia, ma anche i trasporti pubblici: ci vogliono 3 o 4€ per un biglietto di sola andata, 93€ per un abbonamento mensile.

Per fortuna la vita di tutti i giorni costa mediamente “solo” il 10% circa in più che in Italia. Insomma, un affarone!

Ecco qualche esempio dei costi di Sydney secondo Numbeo:

  • 1 cena per due in ristorante di prezzo medio: 53 €
  • 1 birra australiana (0.5 litri): 4.67 €
  • Mezzo kg di pane: 1,71 €
  • 1 bottiglia di vino al supermercato: 10 €
  • 1 litro di benzina: 0,86
  • Spese mensili appartamento 85 mq: 128 €

Se sei un fumatore potrebbe interessarti sapere che in Australia ci sono le sigarette più care al mondo: 1 pacchetto di Marlboro costa 16€! Potrebbe essere un motivo più che valido per gettare il tuo vizio nel bidone per sempre.

Se pensi che nelle altre città le cose vadano meglio aspetta a cantare vittoria.

Due amici che vivono a Perth mi dicono che chi è abituato ai sapori italiani deve mettere in conto che buona parte dello stipendio se ne andrà in cibo.

Un chilo di pane costa intorno ai 5 dollari, per una pizza margherita si pagano dai 18 ai 24 dollari a seconda del posto e della taglia e la stessa cifra occorre per un buon piatto di pasta.

Un litro di benzina varia invece da 1 a 1.30, a seconda del giorno della settimana.

Come mantenersi in Australia i primi tempi

Visto che non è facile partire per l’Australia con un contatto di lavoro in mano, è fondamentale avere un piccolo cuscinetto su cui potere contare i primi tempi.

Per approcciarsi in modo soft ai costi stratosferici di questo immenso ed emozionante Paese consiglio due strategie:

1. Iscriviti a un corso, meglio se finalizzato a darti le skill con cui potere un giorno ottenere un visto permanente. Studia e trova un lavoretto qualunque per mantenerti. Non essere troppo esigente: lava i piatti, lucida i bicchieri in qualche pub e nel frattempo drizza bene le antenne per trovare il lavoro “vero”. Quello che vuoi, quello che meriti. Quello che ti cambierà la vita.

2. Iscriviti a una piattaforma di scambio lavoro che ti consenta di lavorare qualche ora al giorno in cambio di vita e alloggio. In questo modo avrai tutto il tempo necessario per fare le tue ricerche. Puoi provare con Workaway, Helpx e soprattutto Wwoof, che in Australia è da decenni una vera e propria istituzione.

In Australia è facile trovare occasioni di scambio anche fuori dai circuiti ufficiali semplicemente chiedendo in giro, molti ostelli ad esempio offrono la possibilità di dormire gratis in cambio di piccoli lavori.

Vivere in Australia: pro e contro

Vantaggi

Parlando di pro non si può che cominciare con l’alto tenore di vita: è questa la vera eccellenza australiana. Ma di questo abbiamo già detto.

Un altro indubbio pregio è lo stile di vita easy e super rilassato del popolo australiano. Gli australiani sono in genere persone poco formali, cordiali, aperte al mondo e rispettose dei diritti di tutti, minoranze comprese.

Anche il sistema lavorativo anti-stakanovista attira proseliti: tassazione equa, condizioni generalmente ottime e un rispetto sacro del tempo libero. L’australiano lavora il giusto e per il resto si gode la vita, che significa in primis surf, concerti e barbecue con gli amici e la famiglia.

Lavorare in Australia vuol dire far parte di una delle economie più prospere al mondo e di un mercato del lavoro meritocratico che ha fatto della flessibilità il suo punto di forza.

Una società onesta e giusta. Malgrado lo stile di vita easy, l’Australia si fonda su una serie di regole che a noi italiani possono sembrare esagerate, ma che sono la condizione sine qua non di una società onesta ed efficace. Parlo non solo della gente comune ma soprattutto dei “piani alti”: a quanto pare la classe politica australiana sembra più interessata a fare l’interesse dei cittadini che ad arricchirsi (lo so, lo so, sembra fantascienza!). I “piani bassi” restituiscono il favore con un grande rispetto per la cosa pubblica.

Svantaggi

Tra i contro spicca indubbiamente la difficoltà stessa a trasferirsi nel Paese. Come abbiamo visto, la mossa restrittiva messa in atto dal Governo consente a pochi privilegiati di avere tutte le carte in regola per vivere e lavorare in Australia.

Un altro contro sono i rapporti sociali. È vero che l’australiano è aperto e molto cordiale ma scalfire la superficie e instaurare rapporti profondi è molto difficile. I muri culturali non sempre sono facili da abbattere, soprattutto man mano che si esce dalle grandi città e ci si addentra nello sconfinato (e spesso retrogrado) outback australiano.

Tra gli svantaggi di questo Paese c’è anche la lontananza: l’Australia è letteralmente dall’altra parte del mondo, esattamente sotto i nostri piedi (lo chiamano Down Under mica a caso!). Tornare in Italia di tanto in tanto per salutare amici e parenti richiede tempo e soldi e, soprattutto i primi tempi, potrebbe non essere logisticamente possibile.

I pericoli: coccodrilli, meduse, ragni, serpenti, squali… l’Australia è un Paese per uomini duri, dove anche solo mettere piede in acqua può rappresentare una prova di coraggio. Il lato positivo è che l’Australia fortifica, vedrai che dopo averci vissuto per un po’ non avrai più paura di nulla!

Lo strato di ozono dell’atmosfera è molto sottile da queste parti. L’Australia conta la maggior concentrazione al mondo di tumori alla pelle (si ammalano 2 australiani su 3), quindi ti scongiuro, fai in modo di trasformare la crema solare ad alta protezione nella tua migliore amica!

Non possiamo infine dimenticare l’onta dello sradicamento forzato dei nativi dalle proprie radici (lost generation) e le condizioni miserevoli in cui versano ancora oggi gli aborigeni.

L’uomo bianco ha prodotto disastri che pesano moltissimo sull’integrazione tra bianchi e nativi.

Se sei arrivato fino alla fine di questo articolo è molto probabile che tu rientri tra coloro che hanno deciso di andare a vivere e lavorare in Australia.

Spero che questa guida ti sia stata utile e ti abbia aiutato a risolvere almeno i dubbi principali. Se è così ti chiedo un favore: condividila! Se è stata utile a te potrebbe esserlo anche ad altri.

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