Ester, istruttrice subacquea in Portogallo a Madeira

Vivere in Portogallo: Ester si è trasferita a Madeira dove ha aperto il suo diving center e lavora come istruttrice subacquea. Ecco il suo percorso e i suoi obiettivi futuri nell’intervista di oggi!

Ciao Ester, presentati brevemente: di dove sei e cosa facevi in Italia?

Ciao! Sono comasca di nascita, vagabonda per scelta. Ho lasciato la mia cittadina natale a diciotto anni, per poter studiare biologia marina all’università di Pisa. Il mondo acquatico è sempre stato il mio elemento naturale, e lo studio delle creature marine la mia più grande passione! Questa, insieme alla sete di viaggi ed alla curiosità per nuove culture, sono state le leve che mi hanno spinto a cercare nuovi orizzonti.

Istruttrice subacquea vivere in Portogallo

Da diversi anni viaggi e vivi all’estero; qual è stato il tuo percorso fino a questo momento?

Dopo cinque anni di università, di cui due a Napoli per sviluppare la mia tesi di laurea specialistica, mi sono trasferita a Parigi, per un progetto di ricerca durato quattro – purtroppo brevissimi – mesi.

In seguito ho conseguito il brevetto di istruttrice subacquea: questo titolo ha spalancato una porta su un settore professionale che per tre anni mi ha permesso di lavorare in luoghi meravigliosi: Sardegna, Egitto, Malesia, Indonesia, Sudafrica e infine sull’isola di Madeira!

Perché hai scelto proprio Madeira e di cosa ti occupi ora?

Madeira è stata una scelta fatta di pancia, di sicuro non ben ponderata – come del resto tutte le mie decisioni! Dal momento in cui si è presentata l’opportunità di trasferirvisi ai primi passi concreti per realizzare il progetto sarà passato si e no un mese.

Ad ogni modo, Madeira si presentava fin da subito come il giusto compromesso tra uno stile di vita europeo, con tutti i comfort che esso implica, ed un ambiente esotico bagnato da acque ricche di vita. Questo è per me un dettaglio fondamentale, considerando la mia professione: a Madeira ho infatti aperto il mio centro subacqueo, dove insieme ai miei collaboratori insegno corsi subacquei per tutti i livelli ed accompagno subacquei certificati in immersioni guidate. Offriamo anche escursioni in kayak e di snorkeling.

Hai avuto difficoltà ad aprire la tua attività in Portogallo e lavorare come istruttrice subacquea?

Al contrario! Dal punto di vista burocratico e finanziario è stato molto semplice, grazie ad una iniziativa promossa dal governo portoghese per facilitare l’apertura di nuove società. Dal punto di vista pratico, inoltre, ho potuto godere dell’appoggio della gente del posto, che si è dimostrata fin da subito generosa e disponibile ad aiutarmi nei piccoli intoppi quotidiani.

Quali sono secondo te le differenze maggiori tra il Portogallo e l’Italia a livello lavorativo?

Difficile a dirsi dato che in Italia non ho mai lavorato, se non per pochi mesi e sempre con contratti a progetto. In generale non noto molte differenze: anche in Portogallo la crisi c’è e si è fatta sentire, e si riflette in un alto tasso di disoccupazione. Nonostante ciò, sono convinta che Madeira – oserei dire: a differenza dell’Italia – offre ancora un ampio margine di possibilità e di sviluppo a chi fosse interessato a mettersi in gioco in nuove attività o servizi.

È stato difficile integrarsi con la gente del posto?

Assolutamente no! Come dicevo prima, i Madeirensi (ma i Portoghesi in generale) sono persone molto aperte, ospitali e generose. Anche la lingua non è stata un grosso ostacolo da superare: grazie alle comuni origini latine sono stata in grado fin da subito di comprendere un buon 80% di quello che leggevo. Per la comprensione orale e per esprimermi decentemente ho avuto bisogno solo di qualche mese di corso di lingua portoghese.

Senti mai la nostalgia di casa?

Quale casa? Sono ormai dieci anni che la cerco, e ancora non l’ho trovata. Forse la mia casa è il mondo intero. Se però ti riferisci all’Italia, naturalmente mi manca, così come mi manca la mia famiglia. È soprattutto nei momenti difficili (come quando, pochi mesi fa, è venuta a mancare mia nonna) che sento il peso della mia decisione di lasciare il mio paese e che mi assale la voglia di ritornare per stare vicino ai miei cari. Al tempo stesso, so che l’unica possibilità che ho per essere felice è di fare ciò che sto facendo: inseguire i miei sogni e cercare continuamente nuovi stimoli e nuove sfide.

Quali consigli hai da dare a chi vuole seguire un percorso come il tuo?

Se c’è qualche subacqueo (o aspirante tale) che volesse trasformare la sua passione in professione, esistono moltissimi centri di immersione (incluso il mio!) che offrono la possibilità di seguire un percorso professionale. Suggerirei di lanciarsi in un periodo di formazione (uno o due mesi) per valutare tutti gli aspetti di questa emozionante ma impegnativa professione.

Questo potrebbe anche essere il primo passo nella direzione giusta: spesso “mollare tutto” senza avere un piano già delineato da seguire può intimorire. Un internship di questo tipo sarebbe utile per prendere contatti, confrontarsi con altri professionisti, e trovare un lavoro ovunque ci sia acqua per immergere le pinne!

Progetti futuri e sogni

Scrivere un libro sulla mia esperienza a Madeira, magari una guida per italiani che vogliano trasferirsi su quest’isola, ispirata a quella da te scritta per trasferirsi a Londra! Al momento tengo un blog – Italiani a Madeira – dove racconto le mie avventure e disavventure quotidiane. Quello che è nato come un diario di viaggio personale si sta trasformando post dopo post in una fonte di informazioni che spero siano utili, quindi perché non sviluppare un progetto più concreto?

E poi, naturalmente, guardo al futuro ed alla prossima meta… Chissà dove sarà!

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