Come affrontare al meglio un colloquio di lavoro in tedesco

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Chiara Alzati, laureata nel 2004 in Lingue (tedesco e inglese), è una Coach e Trainer che aiuta professionisti e imprenditori italiani e tedeschi a presentare meglio se stessi, le loro aziende, i loro prodotti e/o servizi in pubblico davanti a clienti e potenziali investitori. Nel suo importante percorso professionale, ha anche una significativa esperienza lavorativa nell’ambito della ricerca e selezione del personale per una multinazionale tedesca, dove ha svolto oltre 300 colloqui di lavoro in tedesco. Oggi Chiara offre percorsi di formazione, individuali e in piccoli gruppi, corsi e incontri per migliorare le proprie abilità comunicative e imparare le tecniche di public speaking – a tal proposito ti segnalo il suo prossimo workshop di giovedì 15 settembre a Corsico (MI) e il relativo sondaggio che puoi trovare in fondo all’articolo.

Germania: con tre trucchi e un po’ di fortuna supero il colloquio di lavoro in tedesco e… arrivo!

Per quattro anni ho lavorato come recruiter (addetta alla selezione del personale) in una multinazionale tedesca a Milano. Soprattutto nei primi tre anni e mezzo non ho fatto altro che condurre colloqui di lavoro in tedesco, perché l’azienda per cui lavoravo considerava la conoscenza di questa lingua uno dei requisiti fondamentali per diventare parte del suo team.

Per me, appassionata come sono del tedesco, di comunicazione e della varietà, nonché complessità, del genere umano sono stati anni di lavoro molto stimolanti. Poi, come spesso accade, il colpo di scena: la mia azienda ne acquisisce un’altra, il personale diventa sin troppo e il ruolo di recruiter diventa più inutile di un ombrello nel deserto, o per gli amanti del freddo, di un bikini al Polo Nord.

Prima di ritrovarmi costretta a fare qualcosa che non amavo, ho iniziato a candidarmi in aziende tedesche nelle mie città preferite: Stoccarda, Monaco, Berlino, Düsseldorf e Colonia. È stata una bella sfida, dal mio punto di vista molto costruttiva, essere seduta dall’altra parte del tavolo: non più nelle vesti di recruiter, ma di candidata, in un paese così vicino al nostro e al contempo così lontano dal punto di vista culturale.

colloquio di lavoro in tedesco

Dopo qualche colloquio non andato a buon fine, del resto fa parte del gioco e non bisogna mai scoraggiarsi, è arrivato lui… il tanto ambito contratto di lavoro, per di più a tempo indeterminato, in una società di Headhunting nella mia città preferita: Stoccarda!

All’inizio una grande gioia, poi una grande sensazione di smarrimento… sensazione che ho voluto analizzare per bene, perché qualcosa mi diceva che non si trattava di paura di uscire dalla zona di comfort, ma paura di qualcosa di più grande: rimandare ulteriormente il mio sogno di lavorare come freelance nel campo del coaching e della formazione. Dopo ore di sedute psicanalitiche con la mia migliore amica, ho deciso di rifiutare quel contratto, certa del fatto che l’avevo cercato solo per sfuggire ad una situazione lavorativa che non mi soddisfaceva più, non perché fosse davvero quello a cui ambivo.

E così, preso il coraggio a quattro mani, ho deciso di mettere insieme le mie passioni: il public speaking, il coaching e la lingua tedesca e di farne un bel cocktail. Il risultato? Oggi aiuto manager, professionisti, italiani e tedeschi, a esprimersi al meglio in pubblico davanti a piccole e grandi platee, in modo che possano dare alle loro aziende, ai loro servizi e ai loro prodotti la luce che essi si meritano.

E non è tutto, forte della mia esperienza come recruiter e come candidata, aiuto anche persone come te che cercano lavoro e devono confrontarsi con i tanto misteriosi e temuti selezionatori del personale in un colloquio di lavoro in tedesco.

Forse non te ne sei reso mai conto finora, ma anche il colloquio lavorativo è un’occasione in cui parli in pubblico. Non sarà mai una grande audience, ok. Magari parlerai solo davanti a un recruiter, ma sempre di pubblico si tratta, ovvero di una persona che, non conoscendoti, apprezzerà te e le tue qualità proporzionalmente a quanto tu sarai abile nel presentarle.

Lo so, questa mia affermazione non è di facile digeribilità per tutti. Molti mi hanno mosso questa obiezione “non sono d’accordo con questa affermazione. Sono le esperienze che contano e le competenze sul campo. Spesso chi sa vendersi benissimo poi in realtà non è bravo nel suo lavoro”. Questo il modo in cui rispondo a questa obiezione: “Sono d’accordo con te che possa capitare che una persona sia particolarmente abile a vendersi in un colloquio e poi di fatto non sia competente nel proprio mestiere. A tal proposito è bene sempre distinguere i due ruoli: quello del candidato e quello del recruiter. Il candidato ha il compito di prepararsi al meglio per il colloquio, anche dal punto di vista delle tecniche oratorie, il recruiter ha il compito di capire se il candidato lo sta solo incantando oppure no. Tu sei orgoglioso delle tue competenze tecniche giusto? E allora, perché precluderti il fatto di imparare a presentarti al meglio in un colloquio di lavoro in tedesco? Se non sarai tu a dare il giusto valore a quello che sai fare, difficilmente sarà il recruiter a coglierlo. Se non sarai in grado di affrontare le sfide comunicative di un colloquio, difficilmente lo supererai, perché il recruiter non valuta solo le competenze tecniche, ma anche quelle comunicative”.

Detto tra noi, se penso ai colloqui che ho affrontato in passato nel ruolo di candidata, devo ammettere non sono mai stata particolarmente entusiasmata dalle aziende che mi hanno fatto solo parlare in fase di colloquio, trascurando di farmi fare una prova pratica di lavoro.

A te lettore di questo blog voglio dare tre preziosi consigli:

1. It is not about you, it is about them: quando parli in pubblico, anche quando sostieni un colloquio di lavoro, non devi parlare di te in modo autoreferenziale, non devi parlare in stile Wikipedia (quindi con frasi astratte e gergo tecnico), bensì mantenere il focus sui bisogni, le necessità e le priorità dei recruiter. Quando, ad esempio, ti chiederanno di raccontare chi sei e cosa hai fatto in passato, evita di spazientire i recruiter con la storia della tua vita. Focalizzati sui punti salienti della tua storia, rendili vivi e concreti ricorrendo a storie, aneddoti e numeri. Sottolinea come grazie a queste esperienze sei cresciuto personalmente e professionalmente, proprio nella direzione richiesta per la posizione per cui stai concorrendo.

2. Gioca d’anticipo!: sì, lo ammetto, non è un caso che a circa a metà di questo articolo abbia scritto l’obiezione che spesso mi muovono i candidati. Se non l’avessi espressa, probabilmente non saresti mai arrivato a leggere il mio articolo fino a qui, vero? E tu nei colloqui di lavoro devi imparare a fare la stessa cosa. Chiediti “Quali sono le possibili obiezioni che un recruiter può avere in testa? Come posso demolirle prima che inizi a pensare che non sono quello giusto?”.

Probabilmente il recruiter penserà che tu hai troppa o troppo poca esperienza per quel ruolo e quasi certamente penserà che dopo anni che vivi in Italia, sarà per te difficile abituarti a vivere in Germania al freddo e al gelo, per di più lontano dalla tua famiglia… sta a te presentarti con storie, esempi e riferimenti che demoliscano queste sue convinzioni prima che sia troppo tardi.

3. Preparati all’imprevisto!: in molte aziende tedesche va di moda testare anche come il candidato reagisce sotto stress in situazioni inaspettate, come quelle che dovrà vivere nel caso verrà assunto. Una delle domande che mi è stata posta in un’azienda tedesca è stata “Frau Alzati, secondo lei perché l’uomo non deve indossare la gonna?”. In quell’occasione me la sono cavata grazie alle tecniche di public speaking, giocando di paragone tra passato e presente.

Certo rimane il fatto che ci saranno sempre dei fattori esterni che esulano dal tuo controllo: un’azienda, ad esempio, anche se ha apprezzato molto il tuo colloquio, potrebbe decidere di far ricoprire quel posto vacante da un suo dipendente.Ma non è sui fattori esterni al tuo controllo che ti devi focalizzare: se davvero ci tieni ad andare a lavorare in Germania, tieni ben presente l’importanza di saperti presentare al meglio! Perché è la prima impressione che conta e presentandoti bene nei colloqui di lavoro in tedesco avrai molto probabilmente il lusso di essere conteso tra più aziende e quindi di poter scegliere dove preferisci lavorare.

Viel Erfolg!

E come direbbe Ratatuille… con un po’ di fortuna avanti!

Grazie Chiara della tua preziosa testimonianza! Se anche tu sei interessato al workshop di Chiara che si terrà giovedì 15 settembre a Corsico (Milano), iscriviti tramite questo link per prenotare il tuo posto, al costo di 99€ (con ebook in regalo)!

Inoltre Chiara comunica che stanno organizzando altri workshop simili e vorrebbe un tuo parere; seleziona una delle seguenti opzioni e scrivi la tua risposta nei commenti!

  • 1. Potrei partecipare a questo workshop solo se fosse nel weekend
  • 2. Potrei partecipare anche in settimana, ma proprio il 15.09 non posso
  • 3. Vorrei partecipare ma Milano non mi è comodo, preferirei altre città (specifica cortesemente quale)
  • 4. Altro
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