Vivere e lavorare in Danimarca | Guida pratica per trasferirsi in Danimarca

Shares

Per qualcuno è il posto migliore al mondo dove vivere. Burocrazia snella, mondo del lavoro dinamico e un amore sacrosanto per tutto ciò che odora di libertà fanno della Danimarca un paese interessantissimo per trasferirsi e costruire una nuova vita. In questa guida ti spiego quali sono i passi fondamentali per andare a vivere e lavorare in Danimarca, quali documenti occorrono, qual è il costo della vita, quali sono i lavori che offrono le maggiori opportunità e come trovarli.

Tutto quello che devi sapere per trasferirti in Danimarca è racchiuso qui sotto, e forse anche qualcosina di più…

Trasferirsi vivere e lavorare in Danimarca

Secondo il Social Progress Index del 2017 la Danimarca è il posto migliore al mondo dove vivere. I criteri presi in considerazione per questa classifica mondiale, che ha messo a confronto 128 nazioni e che vede la nostra bella Italia “svettare” al 24° posto, sono diverse decine suddivisi in tre macroaree: bisogni fondamentali, benessere e opportunità. Per “opportunità” si intende molto più del semplice trovare lavoro (non che sia poco, di questo tempi), si intende la possibilità di potere diventare ciò che si merita.

La Danimarca è un Paese che onora i diritti, la libertà di scelta e quella all’istruzione, che valorizza la famiglia e che mette le sue esigenze in cima alla lista delle priorità. Un Paese dove la libertà e l’indipendenza sono valori sacri che vengono insegnati fin da piccoli: qui i bambini di 7 anni prendono i mezzi pubblici da soli, imparano già all’asilo a vestirsi, ad apparecchiare e sparecchiare la tavola, persino a cucinare, maschi compresi (!). La mamma chioccia qui non esiste e il risultato sono bambini autonomi e consapevoli, pronti a prendersi ciò che vogliono.

Paese nazionalista e orgoglioso della propria cultura, del proprio cibo e naturalmente della propria birra (l’ottima Carlsberg), la Danimarca non è ai livelli delle cugine nordiche ma conta comunque su un’economia solida che si fonda su alcuni pilastri storici e iper consolidati, come l’agricoltura e il settore terziario.

Una nazione dove le cose funzionano e dove un mondo del lavoro mobile unito a una burocrazia particolarmente snella e informatizzata stanno attirando sempre più investitori stranieri. E semplici cittadini, italiani e non, in cerca di un futuro migliore, per sé e i propri figli.

Vivere in Danimarca: sfatiamo qualche mito!

Per chi ama mettere i puntini sulle “i” diciamolo subito: la Danimarca non è l’Eldorado che talvolta si crede. Sì, ci sono ottime opportunità di lavoro, ma c’è anche tanto lavoro nero. La disoccupazione è bassa, è vero, e lo Stato ti aiuta se perdi il lavoro, ma per avere diritto alle agevolazioni (temporanee) occorre avere lavorato almeno due anni e versato i contributi (che sono volontari) alla cassa disoccupazione.

Un altro luogo comune sostiene che i danesi vanno tutti in bici: vero anche questo, eppure non si sa come mai le strade, soprattutto quelle della capitale Copenaghen, sono spesso e volentieri intasate di traffico. E chi rinuncia alla macchina non sempre lo fa per motivi ecologisti e salutistici, ma per più prosaiche ragioni economiche: le automobili sono tutte prodotte fuori dal Paese e sono tassate del 120%. Insomma, avere un’auto in Danimarca costa una follia!

Non è l’Eldorado, quindi, su questo siamo d’accordo. Eppure la Danimarca resta uno dei Paesi dove si vive meglio al mondo e dove quel clima pessimo che fa morire di nostalgia per il sole del Belpaese è largamente compensato dall’alta qualità della vita, dei servizi e del lavoro.

Quali documenti occorrono per trasferirsi in Danimarca?

Per entrare in Danimarca un cittadino italiano non ha bisogno di nulla tranne che della carta di identità o del passaporto. In quanto cittadino comunitario non deve nemmeno richiedere un permesso di lavoro speciale per potere lavorare.

Ma come avviene altrove, anche qui chi ha intenzione di restare più di tre mesi hai bisogno di un numerino magico. Il numerino magico danese si chiama CPR number, è riportato su una sorta di tesserino sanitario (la yellow card) ed è fondamentale per fare praticamente tutto. Ti servirà il CPR, ad esempio, per pagare le tasse, ottenere sussidi, usufruire dei servizi statali e aprire un conto corrente.

Per potere chiedere e ottenere il CPR devi soddisfare tre parametri:

  • 1. dimostrare di voler vivere in Danimarca minimo 3 mesi (con un contratto d’affitto ad esempio);
  • 2. essere registrato all’immigrazione;
  • 3. avere un posto dove vivere.

Per soddisfare il punto 2 devi recarti all’International Citizen Service, previo appuntamento, con tutti i documenti richiesti. Nel giro di 15-30 giorni riceverai all’indirizzo indicato il tuo tesserino giallo. Puoi trovare maggiori informazioni sul CPR number qui e qui.

Cos’altro occorre per trasferirsi in Danimarca

Per lavorare e ricevere lo stipendio ti servirà anche un conto corrente. Farlo è semplicissimo, ti basterà andare in banca munito del tuo CPR e firmare le scartoffie necessarie. Le principali banche danesi sono Danske Bank, Nykredit e Nordea. Per altre informazioni sui conti correnti danesi consulta questa pagina.

Infine, dovrai comprare una sim card danese. Ti servirà un numero di telefono personale per trovare lavoro e affittare una stanza, quindi procuratelo appena arrivato. I principali operatori di telefonia mobile in Danimarca sono Telia, TDC, 3 e Telenor.

Lavorare in Danimarca

Dai tempi magri della crisi, la disoccupazione in Danimarca è scesa regolarmente fino a raggiungere la scorsa estate un dignitosissimo 5,8%. Non siamo ai livelli della Norvegia insomma, ma della Svezia sicuramente sì.

Il portale ufficiale danese per stranieri (quella bibbia che risponde al nome di New to Denmark) dice che “la domanda di lavoro straniero è limitata”, ma sottolinea anche come “alcuni settori ricerchino professionisti stranieri altamente specializzati”.

Al quesito “è difficile trovare lavoro in Danimarca?” potremmo rispondere quindi che non lo è, a patto però di avere tre cose:

  • un buon titolo di studio;
  • un’ottima padronanza delle lingue (quanto meno di quella inglese);
  • un alto grado di specializzazione ed esperienze comprovate.

Prima di cominciare a cercare lavoro, però, è bene che tu conosca qualcosa in più su come funzionano le cose da queste parti.

Furbetti… vade retro!

Per prima cosa devi sapere che se cerchi il lavoro fisso questo non è il Paese che fa per te. Il mercato danese è estremamente mobile e molto meno tutelato dai sindacati di quanto siamo abituati in Italia. In Danimarca chiunque può essere licenziato (nel lavoro privato, quanto meno) in qualsiasi momento, qualora si provi che il lavoratore stia mancando ai suoi doveri.

Questo non significa però trovarsi in balia di un sistema ingiusto, tutt’altro: se sei un lavoratore competente e onesto non hai nulla da temere, ma se hai intenzione di venire qui a fare il furbetto all’italiana… beh, è meglio che ci ripensi 😉

Chi perde il lavoro, tra l’altro, è tutelato dallo Stato, che interviene con un sussidio e programmi di aggiornamento professionali volti al reintegro del lavoratore.

Un’altra cosa da tenere a mente è che vivere e lavorare in Danimarca significa avere a che fare con una delle tassazioni più alte d’Europa. In compenso potrai contare non solo su un’ottima paga – lo stipendio medio in Danimarca è circa il doppio di quello italiano – ma anche su molti benefici, tra cui l’accesso completamente gratuito a tutti i livelli di istruzione.

L’ultima cosa da sapere sul lavoro in Danimarca è che c’è un’idea molto chiara di dove finisce il dovere e dove comincia il piacere. Si lavora e ci si impegna, ma senza esagerare. I datori di lavoro cercano sempre di venire incontro ai genitori che hanno necessità di uscire presto dal lavoro e difficilmente troverai qualcuno in ufficio dopo le 17.30. Se poi resta qualcosa da fare, si può sempre farlo in remoto.

In quali settori cercare lavoro

Se è vero che in Danimarca si dà molta importanza alle competenze acquisite è anche vero che chi si accontenta non faticherà a trovare lavori temporanei e stagionali, che è sempre un’ottima strategia per trascorrere un periodo nel Paese e testare la reciproca simpatia. Occhio a lavorare però nel settore agricolo, perché purtroppo è la patria del lavoro nero.

Chi invece ricerca lavori pagati meglio e di più ampio respiro dovrebbe dare un’occhiata ai settori qui sotto, al momento quelli che offrono maggiori opportunità di lavoro in Danimarca.

  • Telecomunicazioni
  • Ricerca e sviluppo hi-tech
  • Educazione
  • Import-export
  • Trasporti
  • Finanza
  • Turismo
  • Ristorazione

Una menzione a parte merita il settore sanitario: in Danimarca è presente la Medicon Valley, il polo più grande d’Europa nel settore bio-tecnologico, con sede a Copenaghen, Malmö e nella regione dell’Øresund.

Le figure più ricercate in Danimarca sono quindi medici e infermieri, ingegneri, programmatori informatici, addetti alle vendite bilingue (import export con l’Italia), insegnanti, professionisti della ristorazione (soprattutto chef e sommelier) ma anche esperti di attività manuali come camerieri, operai, autisti e elettricisti.

Grazie alla mentalità aperta danese e allo stile di vita informale e dinamico che si respira da queste parti potrebbe avere buone chance anche chi lavora nei settori creativi e culturali.

Come cercare lavoro in Danimarca: risorse online

Come tutte le nazioni nordiche, la Danimarca conta su ottimi jobcentre (98 per la precisione) dislocati in tutta la Danimarca. Questi luoghi, oltre a raccogliere diverse offerte di lavoro, dispensano informazioni e assistenza, grazie anche alla presenza di PC gratuiti da utilizzare secondo la modalità “help yourself service”. Per trovare il centro più vicino a te puoi consultare questa pagina, purtroppo solo in danese.

Di questi tempi però le offerte di lavoro viaggiano soprattutto online, soprattutto in un Paese così informatizzato come la Danimarca.

Workindenmark è il sito ufficiale danese per le offerte di lavoro rivolte ai professionisti internazionali. Qui puoi inserire il tuo curriculum, rispondere alle offerte e trovare utili informazioni sul mondo del lavoro.

Eures, l’immancabile Portale Europeo della Mobilità Professionale, arriva in aiuto anche questa volta. Oltre a mettere sul piatto interessanti proposte di lavoro è un vero pozzo di informazioni e alle questioni pratiche che deve affrontare chi decide di trasferirsi in Danimarca dedica la pagina Vita e lavoro in Danimarca.

Per una raccolta davvero esaustiva di siti e risorse per trovare lavoro ti rimando direttamente a quella piattaforma spettacolare creata dalla confindustria della Danimarca che è ExpatinDenmark.

Un’altra carta da giocare è sicuramente LinkedIn, molto utilizzato dalle aziende danesi per reclutare personale specializzato. Sistema il tuo curriculum ad arte, crea una presentazione professionale spruzzata di qualche parola chiave attinente al tuo settore, allega video, link e tutto quanto possa aiutarti a creare un portfolio online appetibile.

Poi fai tradurre il CV in inglese e se puoi anche in danese. Infine, non essere timido: collegati con professionisti del tuo settore che vivono in Danimarca e con le aziende che ti interessano per aumentare le tue chance di trovare lavoro.

Ulteriori risorse

Per offerte di lavoro in Danimarca specifici per italiani puoi consultare il sito The gastro job, mentre se vuoi aprire un’impresa in Danimarca, questa pagina gestita dal Ministero degli Affari Esteri risponderà a tutte le tue domande.

Per convertire i tuoi certificati di studio in Danimarca potrebbe invece esserti utile questo link.

Studiare in Danimarca

Come trasferirsi in Danimarca senza avere un lavoro? Facile: andandoci a studiare! La Danimarca è famosa per essere uno dei luoghi migliori in Europa dove frequentare l’università.

Innanzitutto perché le università sono tutti di alto livello e caratterizzate da un ambiente internazionale stimolante. Ma il motivo principale per cui dovresti pensare seriamente di andare a studiare in Danimarca è che l’università è gratuita per tutti i cittadini comunitari.

Non solo il Paese offre l’istruzione gratuita ma aiuta gli studenti volenterosi che lavorano almeno 44 ore al mese attraverso un sussidio di 800 euro. Questo fa sì che uno studente in Danimarca possa agevolmente mantenersi da solo senza ricorrere all’aiuto di mamma e papà. Capisci ora da dove arriva la famigerata indipendenza danese? 😉

Oltre agli aiuti materiali, molti studenti italiani apprezzano molto anche il metodo di insegnamento. Il rapporto con gli insegnanti è piuttosto informale e impostato su criteri quasi paritari. Il senso dei corsi non è tanto quello di fare apprendere nozioni fine a se stesse ma di insegnare a risolvere casi pratici, per questo durante gli esami non è vietato consultare appunti e libri.

Andare a studiare in Danimarca permette inoltre di portare a termine tutti gli step burocratici richiesti a chi intende lavorare e vivere in Danimarca, come prendere la residenza e ottenere il CPR number.

Ci sono in tutto 8 università tra cui scegliere, alcune specializzate in settori molto appetibili per un futuro lavorativo in Danimarca, come la IT University di Copenaghen per il settore informatico e L’Università Tecnica della Danimarca per ingegneria e le materie tecniche.

Per altre informazioni su cosa occorre fare per studiare in Danimarca accedi all’apposita sezione di ExpatinDenmark.

L’importanza della lingua danese

A chi si sta domandando se per lavorare in Danimarca sia obbligatoria la conoscenza della lingua danese rispondo no, o quanto meno non sempre. L’inglese è considerato la lingua ufficiale sia per trovare lavoro che per trovare casa ed è parlato davvero da tutti – giovani e senior, manager e operai. Per molti lavori l’inglese può essere sufficiente, a patto naturalmente di parlarlo ad alti livelli.

Ma visto che in Danimarca non ci vuoi solo lavorare ma anche viverci, allora la risposta cambia e diventa: sì, la lingua danese è indispensabile.

Purtroppo trasferirsi in Danimarca con una buona conoscenza del danese è quasi impossibile, dal momento che in Italia i corsi si contano sulle dita di una mano. Con ogni probabilità dovrai impararlo una volta arrivato. È una lingua difficile e all’inizio dovrai impegnarti molto anche solo per apprendere le basi, ma con il tempo le cose miglioreranno.

Per prima cosa iscriviti a uno dei corsi gratuiti offerti agli stranieri in possesso di CPR. I livelli sono 6 e si passa da uno all’altro attraverso un esame.

Una volta apprese le basi dovrai fare pratica. Un ottimo modo per praticare quanto imparato è avere a che fare con i locali il più possibile, facendosi ospitare da una famiglia, frequentando i colleghi di lavoro o partecipando a programmi di scambio lavoro. Un altro modo per esercitarsi con la lingua danese è prendere parte a un tandem, uno scambio gratuito tra persone che parlano lingue diverse. Consulta il sito TandemPartners per trovare qualcuno interessato a imparare l’italiano!

Ti rimando infine all’ottima pagina che ExpatInDenmark dedica all’argomento per ulteriori informazioni.

Quanto costa la vita in Danimarca?

Vivere in Danimarca è costoso. Affitti, bollette, trasporti, cibo: è tutto molto caro, ma perfettamente affrontabile nel momento in cui lavori e percepisci uno stipendio in corone danesi. Questo vale in generale per la Danimarca e in particolare per Copenaghen, che è considerata una delle città più care al mondo. In altre città più piccole, ad esempio Aalborg e Aarhus, le cose vanno decisamente meglio, soprattutto in termini di affitti.

Secondo qualcuno è persino più costoso vivere a Milano che a Copenaghen, dal momento che il potere di acquisto qui è di gran lunga maggiore.

Le spese a cui prestare particolarmente attenzione sono gli affitti, così come le utenze mensili, cui va aggiunta la tassa sulla comunicazione (350€ all’anno per nucleo abitativo) che viene applicata a chiunque abbia un mezzo per connettersi, che sia tv, telefonino o pc.

Anche un semplice “ti offro una cena” può costare caro: per mangiare in due in un ristorante di medio livello si spendono 80 euro, e senza vino, attenzione, perché se ci metti anche il vino sarai costretto a fermarti a lavare i piatti!

Sorprendentemente alcune cose costano meno che in Italia: la birra, ma anche alcuni elementi d’arredo, ma si tratta di eccezioni che si contano davvero sulle dita di una mano.

Se arrivi senza un lavoro cerca di avere un bel cuscinetto in banca per i primi tempi e informati da chi ci vive sulle strategie per risparmiare (ce ne sono sempre!), ad esempio imparando a fare la spesa nei supermercati low cost Netto.

Qui sotto alcuni esempi di prezzi “rubati” da numbeo e aggiornati a novembre 2017.

  • Trasporto pubblico, 1 biglietto di corsa semplice: 23 kr
  • Trasporto pubblico, abbonamento mensile: 378 kr
  • Appartamento 1 stanza in centro, affitto mensile: 6.445 kr
  • Appartamento 1 stanza fuori dal centro, affitto mensile: 4.777 kr
  • Pasto ristorante economico: 120 kr
  • Pasto per 2 persone ristorante medio: 560 kr
  • Asilo privato, 1 mese: 3.396 kr
  • Scuola internazionale primaria, 1 anno: 38.550kr

[Nota: costi aggiornati al cambio attuale: 1 corona (kr) = 0,134 €.]

Dove vivere in Danimarca

Copenaghen

Posizionata sull’isola di Sjælland (Selandia), nella parte più meridionale del Paese, e divisa dalla città svedese di Malmo dallo stretto di Øresund, la capitale danese è straordinaria.

Pur essendo la città più grande della Danimarca, è ancora molto a misura d’uomo e tutto è a portata di mano e bicicletta (anche se il traffico sa essere ugualmente terribile). È una città a forte impatto multiculturale: il 25% della popolazione è straniera e gli italiani costituiscono la presenza straniera più forte.

Con le sue casette colorate, le vie antiche, i parchi e i giardini, Copenaghen è un piacere per gli occhi. La vita culturale e gli spunti per il tempo libero sono assicurati da un’ampia scelta di musei, dai cinema e dall’opera, dai tanti mercatini dell’usato e dagli innumerevoli ristorantini e bar, ognuno con la sua personalità spiccata e inconfondibile.

Chi ha intenzione di vivere a Copenaghen deve tenere a mente che questa è una delle città più care al mondo e che gli affitti sono alle stelle. Occorre però sottolineare anche come sia una delle città con il potere d’acquisto più alto, quindi chi lavora in loco non avrà problemi. Per orientarti appena arrivato in città dai un’occhiata al sito ufficiale Visit Copenaghen.

Anche Aarhus merita di essere presa in considerazione per vivere e lavorare in Danimarca. La seconda città più grande del Paese è giovane, ricca di musei e stimoli ed è nota per essere un centro gastronomico di prim’ordine.

Horsens, nella regione dello Jutland centrale, è una città interessante, piccola ma dotata di tutto. Affacciata sul mare, offre una vita molto tranquilla e affitti più bassi rispetto a Copenaghen.

Un’ultima menzione infine per Aalborg, nell’estremo nord danese, considerata “la città più felice d’Europa”. Se il 99% dei suoi abitanti si dichiara soddisfatto del proprio tenore di vita, un motivo ci sarà!

Come trovare casa in Danimarca

In Danimarca è usuale condividere casa. Non sono solo gli studenti a farlo ma anche i lavoratori e non si divide casa solo con i propri coetanei… ma anche con i padroni di casa! Se a questo aggiungi i costi degli appartamenti, non certo economici, viene da sé che la scelta migliore è più conveniente è quella di cercare una stanza in un appartamento condiviso.

La ricerca può essere difficile, soprattutto se si aspira agli standard italiani. Giungono voci abbastanza inquietanti di palazzi, anche signorili, dove ci sono sui pianerottoli dei bagni comuni a più appartamenti. Ma insomma, come si dice: Paese che vai, usanza che trovi!

Consulta regolarmente gli annunci immobiliari nelle pagine dedicate dei giornali nazionali come Berlingske Tidende, Jyllands-Posten e Politiken.

Per trovare una stanza in affitto iscriviti ai gruppi Facebook Housing In Copenaghen e Accommodation / Housing in Copenaghen: sono molto frequentati e ricchi di annunci, sia di chi cerca che di chi offre.

Iscriviti anche ai gruppi dei nostri connazionali che vivono in Danimarca, come Vivere, lavorare e studiare in Danimarca e Italiani in Danimarca. Presentati agli iscritti e comunica chiaramente quello che cerchi. Questa risulta spesso la strategia migliore, assieme al rispolverare dal cassetto i famosi amici degli amici che hanno contatti in loco.

Ottimi anche i seguenti siti:

Ovunque deciderai di effettuare le tue ricerche ricordati che la velocità è essenziale: gli annunci migliori vanno via in pochi minuti, quindi se vedi quello che potrebbe fare per te non perdere tempo a rimuginarci sopra e contatta il proprietario immediatamente!

Per altri siti da consultare e in generale per informazioni relative al cercare casa in Danimarca dai un’occhiata anche all’ottima sezione che ExpatinDenmark dedica all’argomento.

Vivere e lavorare in Danimarca: pro e contro

Vantaggi

Il primo vantaggio che chi si trasferisce in Danimarca percepisce è che qui le cose funzionano, da (quasi) tutti i punti di vista.

I servizi sono efficaci: la sanità pubblica, ad esempio, che è gratuita per tutte le emergenze, e i mezzi di trasporto, che sebbene molto cari non sanno cosa significhi la parola “ritardo”.

La burocrazia è snella, efficace e altamente informatizzata. È questo fattore, unito alla grande mobilità del mondo del lavoro danese, ad attirare così tanti investitori esteri.

Semplice come bere un bicchier d’acqua è anche la fiscalità. Ognuno ha un numero identificativo con cui può fare tutto online. Il metodo è semplice e funziona bene, anche per chi ha partita iva: stimi quanto guadagnerai, sulla base di questo viene calcolata la tua quota mensile e se a fine anno hai pagato di più di quanto dovevi ti viene restituita la differenza. Easy!

Il welfare e l’assistenza sociale sono grandiosi. Ricordo solo la scuola gratuita, a tutti i livelli, e i sussidi dati ai giovani che studiano (anche stranieri). Anche da questo nasce il rapporto esemplare che vige tra i danesi e lo Stato. Il cittadino non considera la cosa pubblica come un ente astratto ma come parte di sé, qualcosa di cui avere cura e da cui essere curati.

Del sistema lavorativo abbiamo già detto, ma merita tornarci sopra. Lavorare in Danimarca significa avere corsi di aggiornamento offerti dal datore di lavoro, 5 settimane di ferie l’anno pagate, una settimana lavorativa corta di 37 ore spalmate su 5 giorni (due giorni liberi a settimana), uno scarso amore per le gerarchie e una preferenza spiccata per un sistema lavorativo orizzontale.

Malgrado sul tema dell’ecologismo in Danimarca ci sia talvolta un po’ di gonfiatura (vedi la questione biciclette) è vero che in questo Paese si pone grande attenzione a tutto ciò che è salute, dallo sport ai cibi biologici, fino al riciclo di lattine e bottiglie incentivato dalle caparre che vengono restituite nei supermercati.

Vivere in Danimarca significa vivere anche con chi lo abita e i danesi sono in genere persone interessanti, indipendenti, abituati a cavarsela da soli fin da piccoli. Amano viaggiare, conoscere, sperimentare e questo si riflette in una mentalità in genere molto aperta. Sono cordiali e anche se possono risultare un po’ diffidenti all’inizio, si trasformano in amici per la pelle non appena si riesce a entrare nelle loro grazie.

L’ultima menzione d’onore per la sezione “vantaggi” è tutta per la parità di diritti tra uomini e donne, una parità che è bilaterale. Le donne sono molto emancipate e hanno le stesse possibilità lavorative degli uomini, ma al tempo stesso gli uomini si occupano dei bambini quanto le donne (e talvolta persino di più). La legge danese prevede fino a un anno di congedo parentale, con lo stipendio pagato al 100 per cento e la maternità che può essere spartita tra la mamma e il papà nel modo ritenuto più conveniente.

Svantaggi

Beh, il clima è di certo in pole position tra i contro di andare a vivere in Danimarca. In realtà non c’è neanche male per essere il nord Europa, ma resta il fatto che “estate” qui significa aggiudicarsi una temperatura media massima di 20 gradi.

Gli italiani lamentano la mancanza di sole non solo in cielo ma anche nei rapporti umani. Lo abbiamo detto, i danesi sono cordiali e sorridenti, ma quel calore tipicamente mediterraneo con cui siamo soliti avvolgere ogni relazione qui latita un po’.

La lingua danese è un altro grosso ostacolo per chi vuole trasferirsi in Danimarca. È una delle lingue più ostiche da imparare, sia a livello di grammatica che di pronuncia. Ma ce la si può fare 🙂

Risorse utili per lavorare e vivere in Danimarca

Chiudo questo articolo riportando alcune risorse che potrebbero esserti utili, soprattutto i primi tempi del trasferimento.

Di Expat in Denmark ho già parlato fino all’esasperazione, ma credimi, questo sito è destinato a diventare il tuo migliore amico, perché dentro trovi tutto, ma proprio tutto, quello che ti occorre sapere per stabilirti in Danimarca. Si divide in due sezioni, Arrivare in Danimarca e Vivere in Danimarca.

Move to DK: è un’applicazione che aiuta gli stranieri a muovere i primi passi in terra danese attraverso tre fasi: “Research”, “Preparation” and “Settling in”, ognuna delle quali con la sua bella lista di cose da fare (ma puoi crearti anche la tua checklist personale).

Direi che è tutto. Se qualcosa mi fosse sfuggito in questa guida su come vivere e lavorare in Danimarca ti prego di segnalarmelo nei commenti qui sotto. Se l’articolo ti è piaciuto e pensi che potrebbe essere utile ad altri, per favore condividilo!

Letture consigliate

Danimarca
30 Recensioni
Danimarca
  • Carolyn Bain, Cristian Bonetto
  • Editore: EDT
  • Edizione n. 6 (10/15/2015)
Offerta
Copenaghen e Danimarca
3 Recensioni
Copenaghen e Danimarca
  • Valerio Griffa
  • Editore: Giunti Editore
  • Copertina flessibile: 96 pagine
Shares

10 commenti su “Vivere e lavorare in Danimarca | Guida pratica per trasferirsi in Danimarca”

Lascia un commento

  1. ciao,
    portare una cagnolina a Copenaghen in una stanza in affitto (per viverci intendo) è una cosa fattibile?
    leggo che sono mail tutte del 2018, spero comunque di ricevere risposta.

    • Ciao Francesca, la possibilità di portare un animale in appartamenti in affitto, dipende esclusivamente dai proprietari di casa e dal regolamento di ogni edificio o casa. Ti suggerisco dunque di contattare direttamente le persone interessate e chiedere a loro.

  2. Ciao, ti faccio i miei complimenti per l’articolo. Volevo chiederti qualche informazione. Vorrei andare a vivere in Danimarca con la mia famiglia, che iter devo seguire per trasferirmi con tutta la famiglia? Ok cpr e si spera di trovare lavoro, ma per i bambini bisogna far qualche documento particolare? Come possono accedere alla scuola, e avere assistenza sanitaria?
    Grazie per le info!!!!

    • Ciao Sergio, che io sappia l’iter è lo stesso descritto nella guida per quanto riguarda i documenti.

      Per l’iscrizione alla scuola ti consiglio di contattare direttamente le scuole per chiedere a loro la procedura esatta, i costi etc.

      In bocca al lupo!

    • Dipende da moltissimi fattori, tra cui non solo il livello di inglese ma anche della lingua danese, la tua esperienza, la città in cui vuoi trovare lavoro etc.

      Il modo migliore per farsi un’idea più precisa, è quello di cominciare a fare ricerche su internet attraverso le risorse elencate nella guida.

    • Dipende da tantissimi fattori… città, zona, budget, concorrenza etc etc meglio secondo me fare un giro di ricognizione sul posto per capire meglio come fare per aprire un’attività di questo tipo.

  3. Prima cosa bellissimo ed utilissimo articolo.
    La mia domanda è se per ottenere il cpr devo essere in Danimarca da più di tre mesi, come faccio a lavorare durante quel periodo di tempo? È legale!?
    Grazie mille!!!!

    • Ciao Rachele, grazie per il tuo commento e per avermi fatto notare i requisiti del CPR. C’è un piccolo errore che ho già corretto e mi scuso con te per la svista; in poche parole devi dimostrare che ti fermerai in Danimarca per un periodo minimo di 3 mesi, con un contratto di affitto ad esempio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *