Trasferirsi a lavorare e vivere in Islanda, tra vulcani e distese di ghiaccio

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Se l’idea di trasferirti a vivere e lavorare in Islanda solletica anche te, non perderti questa piccola guida: ti spiegherò quali sono i documenti necessari, come trovare casa e lavoro, qual è il costo della vita e molto altro.

Hai mai desiderato perderti fra gli immensi prati verdi, le spettacolari cascate o gli incredibili ghiacciai d’Islanda? Sono in molti a innamorarsi a prima vista di questa terra dagli affascinanti contrasti, dove la natura regna sovrana e la presenza dell’uomo è quasi impercettibile.

Selvaggia, incontaminata, gelida. Bisogna ammetterlo, l’Islanda non è affatto un paese per tutti. È molto facile lasciarsi rapire dalla magia del posto, magari durante una breve vacanza, ma viverci è tutta un’altra storia. Non ti starai mica scoraggiando, vero? Volere è potere, e quando c’è una forte motivazione si trova sempre un modo di far funzionare le cose!

Chiunque abbia affermato che gli opposti si attraggono, probabilmente stava pensando proprio all’Islanda: i suoi 130 vulcani attivi e le immense distese di ghiaccio conferiscono all’isola un’energia potentissima, unica nel suo genere.

I primi a mettere piede in questo magico paese furono i Vichinghi che, a partire dalla seconda metà del IX secolo, iniziarono a colonizzare il territorio (all’epoca disabitato).

Da allora, l’Islanda< ne ha fatta di strada. Oggi è una delle nazioni che offre la qualità della vita migliore in assoluto, un sistema sanitario tra i più avanzati del mondo e un tasso di disoccupazione del 2,7% (rilevato a febbraio 2018). Di fronte a prospettive simili, non mi sorprende che siano in molti a sognare di trasferirsi a vivere in Islanda.

Vantaggi e svantaggi di vivere in Islanda

Quest’isola non è di certo quella che si potrebbe definire una “terra di mezzo”. Non c’è spazio per le sfumature: ci si può innamorare perdutamente di lei oppure si può desiderare di non metterci mai più piede, più che altro a causa dello stile di vita quantomeno complesso. Decidere di andare a vivere in Islanda è una scelta coraggiosa, per alcuni estrema, ma sicuramente affascinante.

Come ogni scelta però comporta dei pro e dei contro, che andremo ad analizzare insieme. Iniziamo a sottolineare quali sono i vantaggi di trasferirsi in Islanda:

Natura mozzafiato e spazi sconfinati: questa è senza la dubbio la prima caratteristica che salta all’occhio mentre si percorrono le lunghe strade semideserte dell’isola. Vaste praterie che in estate si colorano di un verde accecante, cavalli selvaggi che brucano liberi e indisturbati, cascate talmente belle da togliere il fiato e ghiacciai tutti da esplorare. Difficile non farsi rapire il cuore di fronte a scenari del genere.

Zero (o quasi) inquinamento: con una popolazione totale di 334.252 abitanti, sparsi in villaggi di medie e piccole dimensioni (ad eccezione della capitale Reykjavík), l’inquinamento è pressoché inesistente. Inoltre, l’Islanda fa grande uso di energia geotermica e idroelettrica, che contribuisce a mantenere pulita l’aria e a preservare l’ambiente.

Disoccupazione al minimo: è forse il paese con il tasso di disoccupazione più basso del mondo occidentale, pari solo al 2,7%. Questo non significa che trovare un lavoro in Islanda sia semplice, specialmente se non si possiedono qualifiche adeguate. In alcuni settori come l’agricoltura e il manifatturiero esiste una carenza di manodopera che ha spinto i datori di lavoro ad assumere sempre più immigrati, a condizioni non propriamente idilliache.

Corruzione e criminalità: non pervenute. Basti pensare che l’Islanda si posiziona al 11° posto della classifica Transparency International, con un punteggio pari a 78. Significa che l’indice di corruzione nel paese è estremamente basso, al contrario di molte delle 180 nazioni presenti nella stessa classifica (Italia compresa, che si piazza al 51 ° posto).

Eccellente sistema sanitario: è sicuramente tra i migliori e i più avanzati del mondo intero. In qualità di cittadini EU, è possibile accedere ai servizi sanitari islandesi in maniera gratuita grazie alla TEAM (Tessera Europea di Assicurazione Malattia) per un periodo di tempo limitato e solo in casi di emergenza.

Sembra tutto meraviglioso, vero? Eppure, come per ogni cosa, occorre considerare anche il rovescio della medaglia. Vediamo infatti quali sono gli svantaggi di trasferirsi a vivere in Islanda:

Clima difficile: in realtà il clima non è così estremo come si potrebbe pensare. Una corrente di acqua calda proveniente dal Golfo del Messico raggiunge tutti gli anni i paesi scandinavi, limitando il freddo percepito. Non esiste una vera e propria estate, direi più una sorta di primavera. Durante l’inverno ci sono solo 4 ore di luce al giorno, mentre d’estate non si riesce praticamente a dormire a causa della luce perenne. Le località affacciate sul mare, come Reykjavík, vantano un clima leggermente più caldo rispetto all’entroterra, dove d’inverno le temperature si abbassano di parecchi gradi sotto lo zero. Il lato positivo di tutto questo? È presto detto, l’aurora boreale!

Costo della vita elevato: senza dubbio una delle nazioni più care al mondo. Certo, gli stipendi sono proporzionati al costo della vita ma se stai pensando di trasferirti qui dovrai mettere da parte un bel po’ di risparmi per poter sopravvivere i primi mesi senza lavoro. La maggior parte dei prodotti, alimentari e non, vengono importati dall’estero, fattore che contribuisce ad aumentare i costi del cibo, dell’abbigliamento ecc.

La lingua: il 95% della popolazione parla inglese ma, se vuoi sperare di ottenere un buon posto di lavoro e di integrarti al meglio nella società, devi necessariamente imparare l’islandese. A Reykjavík esistono molti corsi di lingua gratuiti indirizzati agli stranieri, ad esempio quello disponibile su questo sito web oppure i tanti corsi offerte dalle Università (consulta questo link per conoscere maggiori dettagli); approfittane e non scoraggiarti, imparare l’islandese non è una missione impossibile!

Vulcani e terremoti: non potrebbe essere altrimenti in un territorio di origine vulcanica. L’isola è attraversata da una faglia in continuo movimento, che ogni anno è responsabile dell’allargamento del terreno (si tratta solo di pochi centimetri). La maggior parte delle scosse sono quasi impercettibili, ma il rischio di un terremoto più forte o di un’eruzione vulcanica è sempre dietro l’angolo.

Lavorare in Islanda

Facciamo una premessa sul tema lavorare In Islanda: è molto più facile trovare un lavoro stagionale, magari nel settore del turismo, piuttosto che un lavoro stabile di qualunque altro genere.

Nel primo caso infatti è sufficiente parlare bene l’inglese e dimostrare di avere qualche competenza adatta al posto per cui ci si sta candidando; nel secondo caso, invece, è indispensabile parlare correttamente l’islandese per avere qualche possibilità.

Detto questo, riuscirai a trovare lavoro più facilmente nei seguenti settori: edilizia, commercio al dettaglio, turismo, informatica, sanità e lavorazione del metallo. Se pensi di avere le competenze necessarie per imbarcarti in questa avventura, dai un’occhiata a questi siti web di annunci per lavorare in Islanda:

Ricorda che la moneta locale è la corona islandese (1€ = 156,51 ISK) e che lo stipendio ti verrà quindi accreditato in questa valuta. Un piccolo consiglio: cerca di consegnare il curriculum vitae a mano, proprio come si faceva una volta. Gli islandesi apprezzano! Chissà, forse avrai più possibilità di trovare un lavoro nel giro di poco tempo.

Ti servono altri consigli per trovare il lavoro dei tuoi sogni in Islanda? Leggi la mia guida pratica per lavorare all’estero.

Costo della vita in Islanda

Ma quanto costa andare a vivere in Islanda? La risposta a questa domanda è semplice: molto, moltissimo. Un semplice cappuccino può costarti fino a 5€ e una birra locale ordinata al ristorante fino a 9€. Una stanza in un appartamento condiviso a Reykjavík arriva a costare 600€ – 800€ al mese, a seconda della zona e delle condizioni della casa.

Come accennavo in precedenza, l’isolamento e il clima rigido islandese costringe il governo a importare la maggior parte dei prodotti dall’estero, specialmente quelli alimentari. Il pesce pescato in loco, invece, viene per la maggior parte esportato e quello che rimane non è di certo a buon mercato.

Questa politica causa un aumento esponenziale dei prezzi, più che altro nelle aree rurali. Puoi farti un’idea di quanto costa vivere e lavorare in Islanda dando un’occhiata a Numbeo.

Come trovare casa in Islanda?

È molto difficile trovare una casa in affitto poiché in Islanda regna sovrano il concetto di immobile di proprietà. Questo restringe il mercato e, udite udite, fa aumentare i prezzi. I contratti di affitto hanno una durata minima di 6 mesi; le bollette sono di solito comprese nella quota mensile e, all’atto della firma, viene richiesto il versamento di una caparra pari a 2 o 3 mesi di affitto.

Lo Stato prevede aiuti economici per alcune categorie di lavoratori: puoi consultare questo sito per verificare se hai diritto a qualche tipo di assistenza.

Non sai da che parte iniziare per cercare una casa in affitto? Dai un’occhiata a queste risorse online per scovare gli annunci migliori:

Purtroppo tutti i siti sono scritti in islandese, ma ti do una dritta: fai attenzione alla parola leiga, che significa appunto “affitto”. Con l’aiuto di Google Translate dovresti riuscire a capirci qualcosa 🙂 In alternativa, puoi iscriverti a uno dei numerosi gruppi Facebook pieni zeppi di annunci immobiliari:

Che documenti ti servono per stipulare un contratto di affitto? Il tuo passaporto e il kennitala, ovvero il codice fiscale islandese che dovrai richiedere una volta entrato nel paese. Se hai intenzione di vivere e lavorare in Islanda in maniera stabile, è indispensabile avviare il prima possibile la procedura per ottenerlo: senza questo documento non potrai infatti accedere alla maggior parte dei servizi pubblici.

Basta presentarsi all’Ufficio Anagrafe di competenza e nel giro di massimo 10 giorni riceverai il tuo numero di previdenza sociale.

Dove andare a vivere in Islanda?

La prima tappa del tuo trasferimento in Islanda dovrebbe essere la capitale Reykjavík, oppure qualche località nei dintorni. In questo modo avrai a portata di mano tutti gli Uffici Pubblici che ti serviranno per espletare le formalità legate alla residenza, oltre a banche, centri commerciali e tutto quello che ti può servire per iniziare una nuova vita.

Inoltre, nella capitale avrai più possibilità di trovare un appartamento o una stanza in affitto. Certo, le spese aumenteranno, ma considerale come un investimento temporaneo e necessario. Quando ti sarai stabilizzato potrai iniziare ad esplorare il territorio e decidere se preferisci vivere in una zona più isolata e rurale, magari in fattoria, oppure se la città è il tuo ambiente naturale.

Sei sempre più convinto che andare a vivere e lavorare in Islanda sia la scelta giusta per te? Non posso che esserne felice, e spero che questa piccola guida ti abbia aiutato a capire qualcosa in più su come muoverti nella terra del ghiaccio. Se dovessi avere altre domande o dubbi, scrivimi pure nei commenti!

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2 commenti su “Trasferirsi a lavorare e vivere in Islanda, tra vulcani e distese di ghiaccio”

  1. Salve. Innanzitutto, grazie mille per una guida così dettagliata. È da tanto tempo che sto pensando di fare questo viaggio. Unica cosa è che non trovo le informazioni riguardo a cittadini dei paesi non europei. Per esempio, io sono cittadino ucraino. Ho il passaporto ucraino, ma vivo in Italia ormai da quasi 9 anni, perciò, non ho ancora la cittadinanza italiana. Come funziona in questo caso? Aspetto la sua risposta. Grazie in anticipo. Buona giornata!

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    • Ciao Oleg, a quanto pare è richiesto il visto per chi ha un passaporto ucraino, anche solo per fare un viaggio come turista.

      Se vuoi vivere in Islanda dovrai informarti a seconda della tua situazione (lavoro, studio etc) per poterti stabilire nel paese.

      Rispondi

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