Vivere in Provenza: l’esperienza di Barbara Miliacca

Dopo un lungo percorso come expat tra Londra, Monaco di Baviera, Bonn e Tolosa, Barbara ha deciso di stabilirsi ad Aix-en-Provence, dove lavora come traduttrice e formatrice. Nell’intervista ci racconta la sua esperienza e i pro e contro di vivere in Provenza.

Scrive sul suo blog Quassù e Laggiù pensieri, interviste e consigli per trasferirsi e vivere all’estero, e ha scritto e pubblicato l’ebook Via da Qui: storie di vita all’estero disponibile su Amazon.

Vivere in Provenza: Barbara Miliacca, traduttrice

Ciao! Mi chiamo Barbara, ho 48 anni e sono ternana. Vivo all’estero da oltre 20 anni, prima per motivi di studio e lavoro – progetto Erasmus, tesi di laurea, stage – poi per motivi personali: ho un marito tedesco e 3 figli nati e cresciuti all’estero.

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In quali città hai vissuto e quali sono state le tappe o i momenti più importanti della tua vita da expat?

Ho vissuto a Bonn, Londra, Tolosa, Monaco di Baviera ed Aix-en-Provence. La tappa più decisiva è stata l’Erasmus a Bonn: lì ho conosciuto mio marito e ho scoperto la cultura tedesca.

La tappa più importante è stata invece la Baviera perché ho imparato a lavorare con i tedeschi, a interagire molto bene nella loro lingua, e ho avuto il mio primo figlio.

Dove ti trovi attualmente?

Mi trovo a vivere in Francia ad Aix-en-Provence dal 2004: anno in cui per la prima volta, dopo 10 anni di peripezie varie, non sono partita all’avventura ma in famiglia (marito e figlio).

Barbara Miliacca traduttricePin

In seguito, la famiglia si è allargata ulteriormente: ho avuto altri due figli, seguendo forse inconsciamente il trend francese della famiglia numerosa!

Di cosa ti occupi e quali sono i tuoi progetti principali?

Mi occupo di traduzione e formazione. Lavoro principalmente con Paesi di lingua tedesca e insegno italiano agli adulti, prima nei centri di formazione e ora, per ovvi motivi, online.

Non ho progetti particolari se non di approfittare della attuale, notevole offerta formativa per approfondire alcuni argomenti di mio interesse. Per il resto, come tutti, spero di uscirne… indenne.

Quali sono secondo la tua esperienza i pro e contro di vivere in Provenza?

I pro di vivere in Provenza sono il clima mite, i paesaggi mozzafiato, il mercato del lavoro dinamico (soprattutto ad Aix-en-Provence) e la vicinanza con l’Italia.

I contro sono la mentalità chiusa e provinciale e il sistema scolastico francese, rigido ed eccessivamente focalizzato sull’inserimento professionale.

Quando e perché hai deciso di lasciare l’Italia per andare a vivere all’estero?

Ho sempre sognato di vivere all’estero, ecco perché ho deciso di studiare Lingue e non Illustrazione e Design (altra mia passione). Va detto che sono emigrata in tempi non sospetti, allora eravamo in pochi ad andare all’estero; parlo della seconda metà degli anni ’90, quando il concetto di expat non esisteva ancora e le prospettive di lavoro, almeno in Umbria, non mancavano.

Quali sono state le difficoltà che hai incontrato agli inizi della vita all’estero e come le hai superate?

Ho avuto diverse difficoltà e ne parlo ampiamente nel mio podcast Quassù e Laggiù Expat. Innanzitutto, la lingua (il tedesco), poi la mentalità – non è facile adattarsi nei paesi “nordici” quando sei cresciuto in Italia, circondato dal calore umano e dalla gioia di vivere che caratterizzano noi italiani. Infine, c’è da mettere in conto la lontananza dai familiari e dagli amici di sempre.

Quali consigli daresti a chi vuole lasciare l’Italia per andare a vivere e lavorare all’estero?

Innanzitutto, partirei dalla conoscenza della lingua: eccezioni a parte (ricerca, grandi multinazionali) è indispensabile ovunque. Poi, consiglio di fare un sopralluogo senza prendere come oro colato i vari gruppi Facebook, blog e affini. Meglio affidarsi alla pancia che allo smartphone.

Terzo consiglio, una volta identificato il luogo prescelto, iniziare a contattare le aziende nei settori di proprio interesse: se per noi italiani accontentarsi è spesso una necessità, all’estero l’eccessiva flessibilità (leggi: lavori sottopagati o, peggio, un lavoro qualsiasi) viene spesso scambiato per incompetenza o scarsa ambizione. Bisogna farsi valere: è dura ma ce la possiamo fare!

Hai mai sentito la necessità di doverti fermare e di ritornare in Italia?

Certo, ma solo negli ultimi 5-6 anni. Mentre prima ero sempre proiettata verso il futuro e le novità, ora fantastico spesso su di un eventuale ritorno in Umbria. A mio marito piacerebbe, ma con i figli diventa complicato perché qui hanno i loro amici, le loro abitudini.

Casa ProvenzaPin

E non hanno mai vissuto in Italia. Questo non è il momento adatto, ma in futuro non lo escludo affatto, anzi!

Cosa ti manca di più dell’Italia e a cosa invece non puoi rinunciare in Francia?

Dell’Italia mi mancano la vivacità e il calore umano delle persone, e naturalmente il cibo – ottimo e alla portata di tutte le tasche. A cosa non posso rinunciare in Francia? Alla semplicità della burocrazia e al senso civico dei francesi.

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