Michele: “Un viaggio in Australia per mantenere una promessa”

Questo articolo ci è stato inviato da Michele, leggi qui il racconto del suo folle viaggio in Australia! Puoi contattare Michele sul suo gruppo di Facebook, Michitravel, dove si parla di viaggi e offerte low cost per viaggiare.

Oggi voglio raccontarvi del mio viaggio in Australia e di come sono finito a Melbourne lo scorso febbraio 2013! L’organizzazione di questo viaggio nasce 7/8 anni fa, sono sempre stato uno con la valigia di cartone, uno che ad abbandonare casa non ci ha mai pensato due volte quando si tratta di viaggiare.

Tutto inizia qualche anno fa con una promessa fatta ad una cugina. Ma partiamo con ordine.

Rimini, un weekend di fine novembre di inizio secolo, mia cugina Alessandra mi chiede se l’accompagno in Romagna per un concorso per animatori turistici, non vi sto a raccontare la tristezza di Rimini a fine novembre, ma siamo riusciti a divertirci lo stesso (io e mia cugina Claudia) mentre l’altra era impegnata in noiosissimi test e siparietti vari che però le avrebbero garantito il posto di lavoro… assunta!

La partenza era programmata però solo dopo pochi giorni, per la Tunisia, ovviamente prima di partire mi lascia con questa frase: Michi, ti aspetto in Tunisia. Rispondo con un: Ale, sai che non sono i miei posti, ma valuterò.

Non era mia intenzione andare ad infilarmi in uno di quei viaggi da 7 giorni per turisti e famiglie, fatto sta che mia cugina decide che quello non è il lavoro che fa per lei e torna in Italia, trovando un lavoro come barista durante la stagione invernale a Livigno ed io continuo a darle buca fino al suo ritorno quando un “grande Michi, 3 bidoni su 3, ti ci vuole un aperitivo per farti perdonare…” pesa come un macigno sulla mia testa.

Decidiamo quindi di recuperare le mie con un lungo aperitivo che si protrae ben oltre il dovuto (e a mie spese…) quando pronuncio nuovamente la fatidica promessa:” Ale, la prossima volta che vai via dall’Italia cascasse il mondo che vengo a trovarti!”.

Scopro dopo qualche mese che Alessandra decide di partire per l’Australia; non sapevo se ridere o piangere mentre tutti e due ripensavamo a quella promessa sotto effetto prosecco+campari. Ma ogni promessa è debito, anche se stavolta non ero così sicuro di poterla mantenere.

Passa il primo anno e lei torna in Italia per una vacanza estiva, la sera della sua partenza gli ricordo la mia promessa e lei ridendo mi dice che se l’avesse detto qualcun’altro non ci avrebbe mai creduto ma da me si aspettava di tutto!

Non faccio nemmeno in tempo a tornare a casa che mi precipito su Skyscanner, tra voli agli orari più improbabili e compagnie aeree, alla disperata ricerca di un volo che non dilapidi i pochi risparmi che ho.

Trovo un volo interessante per la metà di Febbraio ma c’era un ultimo ostacolo da superare a parte il prezzo del viaggio in Australia… mia moglie! Devo però ammettere che l’ha presa abbastanza bene, semplicemente mi conosce e sa che l’unico modo che ho per togliere un’idea dalla mia testa è realizzarla!

Ovviamente era impensabile stare in giro per il mondo diverse settimane da solo come un ragazzino o perlomeno era poco rispettoso verso chi ha deciso di appoggiarmi pienamente nonostante tutto. Opto quindi per una toccata e fuga di una settimana ed ero talmente eccitato e pieno di frenesia che prenotai il volo senza nemmeno avvisare mia cugina!

I mesi da settembre a febbraio che separavano questa sfida a me stesso sono stati lunghissimi, ogni giorno passavo almeno qualche ora a pensare al mio viaggio in Australia, o se devo essere sincero al momento in cui avrei abbracciato mia cugina dall’altra parte del mondo!

Man mano che passavano le settimane la frenesia aumentava; alcuni viaggi come Berlino, Zagabria, Lubiana non sono riusciti a distogliere il mio pensiero dal viaggio in Australia.

Il viaggio in Australia

Arriva il momento di partire e mi precipito a Malpensa alle prime ore del mattino, e quando la ragazza al controllo dei bagagli mi chiede se avessi voluto i miei bagagli ad Abu Dhabi oppure Melbourne, capisco che ormai ci sono.

Nei mesi precedenti qualcuno mi ha dato del folle, qualcun’altro non mi ha nemmeno creduto, ma io e solo io sapevo che questo volo non mi sarebbe pesato per niente, non contano 20 ore di volo e nemmeno di 10 di fuso o il jet lag per fermare la voglia di realizzare qualcosa a cui tieni!

Il volo parte e il tempo passa in fretta; arrivo negli Emirati Arabi, già il solo metter piede a terra dall’aereo mi fa pensare di avere calpestato una terra a me sconosciuta e per me è sempre una bella sensazione, la sala transfer dell’aeroporto che mi accoglie è qualcosa di maestoso, perdo qualche minuto alla visita di questi scintillanti negozi, chiamo mia moglie per avvisare del mio arrivo e agitatamente procedo per la ripartenza, dalla foga faccio mezz’ora di coda e vengo fermato dall’addetto doganale perché non ero in possesso del visto per gli Emirati Arabi, avevo sbagliato uscita… vergognoso!

Continuo a cercare il gate per Melbourne, ennesimo controllo di sicurezza e sono dentro in sala d’attesa, dall’enorme finestra vedo questo colosso dei cieli li pronto ad aspettarci per portarci nell’emisfero australe, provo sempre un po’ di tenerezza per i mezzi di trasporto che “mi trasportano”, li vedo come un’amico pronto ad una nuova avventura al mio fianco, non fa nulla se in fondo è un’ammasso di lamiera con dei cavi di rame che vola a più di 1000 chilometri orari portando pesi indicibili.

Io odio volare come odio l’altezza, ma la gioia e l’adrenalina che mi da viaggiare mi fa passare ogni paura, per la prima volta nella mia vita non vedevo l’ora di salire sull’aereo ed ero il primo in coda pronto a scattare ad ogni movimento dell’hostess a terra!

Salgo sull’aereo e ancora prima della partenza una ragazza olandese mi omaggia del suo posto vicino all’uscita di sicurezza per poter stare vicino alla sua amica, che botta di fortuna… si viaggia “quasi” in prima classe!

Appena raggiunta la quota di crociera servono la cena, mi gusto un film e la stanchezza si impossessa di me, incredibilmente riesco anche ad addormentarmi, grazie alla rotazione terrestre dopo poche ore è già giorno, film, giochino, libro, camminata, film, giochino, cellulare, camminata, bagno e il monitor ci mostra che stiamo sorvolando il suolo australiano, tra me e me penso “ci siamo”, mi vado a mettere in pantaloncini corti – mi aspetta l’estate – e mi precipito al mio posto come un bambino in ritardo al primo giorno di scuola e mi accorgo che mancano più di 4 ore all’atterraggio, le 4 ore più lunghe della mia vita!

Guardo l’ennesimo film e l’agitazione cresce, l’aereo dice che mancano pochi km a Melbourne ma sto maledetto pilota decide che vuole atterrare dall’altro senso di marcia, altri 15 minuti, le ruote toccano terra e la sensazione che ho provato in quel momento è stata davvero indescrivibile.

Scendo, le classiche procedure sembrano più lente del solito, inizio ad odiare il dover aspettare sull’aereo e la gente che spinge. Il pullman mi porta al terminal e finalmente metto piede in aeroporto; la valigia arriva per ultima che quasi mi assale la voglia di lasciarla li, le procedure doganali che in Australia sono scrupolose almeno quanto negli USA, il controllo documenti, controllo visto e dichiarazioni della merce proibita… è fatta!

Sono fuori, solita nube di parenti in attesa dei propri cari e tour operator che aspettano coppie di sposi in viaggio di nozze, mi guardo in giro e non vedo volti familiari, (conosco mia cugina, l’orario non sa nemmeno cosa sia 🙂 )

Penso subito alla prima birretta australiana quando sento una voce conosciuta chiamare il mio nome, un forte brivido mi sale dalla schiena, è il momento di lasciarsi andare. Quella meta tanto agognata è arrivata, la sua faccia in un secondo mi ripaga dell’immenso sacrificio – che poi chiamare un viaggio sacrificio è la cosa più sbagliata!

Ci dirigiamo nel quartiere residenziale di Brighton, zona sud di Melbourne, una sorta di share house che accoglie poco meno di 10 ragazzi, tutti italiani che fortunatamente ci attendono con un bel piatto di spaghetti ai frutti di mare per festeggiare una loro amica che pochi giorni dopo partirà per le farm australiane.

Dopo cena arriva il momento di svelare anche ai parenti il nostro incontro, già perché nessuno di loro sapeva che ero partito! La faccia di mia zia (sua mamma) e sua sorella (l’altra mia cugina, quella che mi fece compagnia a Rimini, ricordate?!?) nel vedermi su Skype fu una cosa indescrivibile, peccato non avere uno screenshot di quegli attimi, a pensarci rido ancora adesso; forse la prima parola l’hanno detta qualche minuto dopo avermi visto!

Primo giorno dedicato alla Great Ocean Road con tanto di grigliata per strada e sotto la pioggia dopo una mattinata di sole, si prosegue passando per Geelong e Apollo Bay in questi paesaggi che sembrano un po’ americani, e arriviamo nel pomeriggio fino ai famosi dodici apostoli inoltrato dopo aver regalato alla jeep qualche decina di chilometri di fuori strada; lo spettacolo che ci si propone davanti è uno di quelli che non puoi dimenticare, grandiosi, imponenti, meravigliosi!

Secondo giorno dedicato invece a Phillip Island e al Wilsons Promontory. Partiamo e ci troviamo a percorrere il GP d’Australia in preparazione che si svolgerà a fine mese, passiamo il lungo ponte e ci dirigiamo al circuito per qualche foto di rito e poi all’estremità ovest dell’isola per vedere i pinguini che sono molto più piccoli di quelli antartici che conosciamo noi tramite i documentari.

Ci rimettiamo in marcia e inizio a preoccuparmi di dover lasciare l’Australia senza vedere un canguro quando iniziamo a vederli saltellare per strada, bellissimi, abbiamo anche la fortuna di vedere da vicino un koala che passeggiava per strada; è una cosa stranissima avvicinarsi a questi animali che da noi non si vedono se non negli zoo.

Proseguiamo per il Wilsons Promontory, visitiamo parecchie spiagge, tra cui la celebre Squeaky Beach con la sua spiaggia in quarzo che emette uno stranissimo rumore ad ogni passo – da qui il nome della spiaggia. Nel rientro a parte i classici problemi al nostro mezzo di locomozione riusciamo di nuovo a vedere da vicino alcuni simpatici canguri!

Venerdì, il giorno della partenza, arriva in fretta e ci dirigiamo a visitare Melbourne, una città molto moderna; tempo di prendere qualche souvenir anche se stavolta non saranno sicuramente quelli a farmi ricordare di questo viaggio.

Torniamo a casa e saluto tutti, preparo la valigia e andiamo verso Tullamarine, l’aeroporto di Melbourne, il mio viaggio in Australia sta per terminare, passiamo dal porto e vedo una nave della Spirit of Tasmania pronta a salpare per Devonport; la fisso per qualche decina di secondi e penso a quanto diavolo è grande il mondo, non basterebbero dieci vite per visitarlo sommariamente, e pensare che c’è qualcuno che non sa dove andare in ferie, incredibile!

Procedimento al contrario stavolta, si parte dall’abbraccio lunghissimo e un po’ malinconico e si vola in direzione Emirati Arabi prima e poi Malpensa.

Arrivo che in Italia è sabato pomeriggio, stavolta ringrazio il fuso che mi regala una notte cortissima, e la voglia di raccontare la mia grandissima esperienza è relativamente bassa, ho vissuto 5 giorni in una mia intimità interiore, felice per quello che ho fatto, a differenza di quello che i classici turisti mi dicevano che non avrei voluto volare per un po’ io sarei stato pronto senza nessun pensiero a partire anche il giorno successivo… alla fine mi piace vivere così!

E anche stavolta ho fatto una promessa, ci saremmo rivisti presto. Non so quando, non so dove, ma ora ho imparato che è meglio mantenere la parola data!

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