Trasferirsi, vivere e lavorare a Tallinn, Estonia: vantaggi e svantaggi, costi

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Una meta non ancora inflazionata, dal costo della vita inferiore a quello dell’Italia e standard di vita simili a quelli del Nord Europa. Lo sviluppo nei settori delle telecomunicazioni, della ricerca e dell’IT è a dir poco incredibile. Gli stipendi sono ancora bassini, sugli 800-1000 euro in media netti, ma l’economia cresce a ritmi incoraggianti. Questa è una delle tante testimonianze ricevute da italiani che hanno deciso di trasferirsi a vivere e lavorare a Tallinn in Estonia.

Ecco qui di seguito il racconto che è stato gentilmente inviato da una nostra lettrice, dove racconta la sua esperienza di vita a Tallinn.

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Arrivo a Tallinn, Estonia a metà luglio 2013 con un sole splendente che dopo qualche giorno lascia spazio a un cielo grigio; il grigio e la pioggia del mese di luglio si riveleranno la norma negli anni successivi.

Le guide turistiche raccontano che il mese migliore dal punto di vista climatico a Tallinn è luglio. Io credo che, a causa del cambiamento climatico, i mesi migliori siano agosto e settembre, anche perché le giornate cominciano a accorciarsi e si riesce a dormire un po’ di più.

Vivere a Tallinn, Estonia

D’estate la luce dura infatti una ventina d’ore al giorno, che compensa l’oscurità del lungo inverno. Non esistono né tapparelle o persiane, solo tende oscuranti. Io ho dormito spesso con la mascherina d’aereo!

Le temperature in estate quando c’è il sole e non c’è vento sono gradevoli, con una media di 20°. D’inverno, ahimè, si possono raggiungere anche -25°! Anche con l’abbigliamento tecnico che si riesce a trovare nei negozi sportivi (meglio comunque comprare a Helsinki, o marche finlandesi, la qualità è decisamente migliore e adatta alla latitudine).

Helsinki in Finlandia dista solo 80 chilometri di mare ed è collegata regolarmente da traghetti e aerei, le estremità del corpo (mani e piedi) fanno fatica a riscaldarsi e a rimanere calde. È consigliabile avere una macchina se si vuole vivere a Tallinn, nonostante i trasporti pubblici siano gratuiti e efficienti, anche se vecchi (progressivamente saranno sostituiti, due linee di tram hanno già treni moderni – giugno 2016).

Altra nota dolente è il cibo. Non parlo della loro cucina, che a me personalmente non piace perché sono vegetariana e là si mangia in prevalenza carne, ma proprio della qualità del cibo: carne, pesce, frutta e verdura. Pare che i prodotti di prima qualità si fermino in Germania. Non ho avuto modo di verificare questa informazione, ma è certo che la carne è cattiva (ovviamente mi è stato detto…), frutta e verdura sono senza sapore a parte a fine estate quando si trovano i pomodori e le fragole estoni, che non sono male. Se ti piacciono le mele, i cavoli e le patate dolciastri, allora va bene. Mangiare all’italiana, o anche alla spagnola, non è impossibile ma è costoso.

Nonostante Tallinn sia una città di mare, il pesce si limita al salmone di allevamento, l’aringa in tutte le sue versioni (da tartare ad affumicata) e pesci bianchi della grande famiglia dei merluzzi. Inoltre, essendo il mar Baltico un mare poco salato, il pesce non è molto saporito (sono vegetariana ma mangio pesce).

L’ambiente esterno, generalmente freddo, si riflette anche nella personalità della gente che è generalmente molto distaccata e poco accogliente. Dopo un po’ ci si abitua a non ricevere sorrisi quando si guardano le persone e a non essere salutati quando si entra in un negozio. C’è poi da dire che il 35% della popolazione di Tallinn è russa (non di origine, sono proprio russi).

La rivelazione per me è stata scoprire che i russi sono aperti, chiassoni e ridono! Totalmente diversi dagli estoni. Tra le due etnie non corre buon sangue, è meglio rimanere neutrali, io però ho lasciato a Tallinn solo amiche russe! Ho imparato anche un po’ di russo. L’inglese a Tallinn è parlato generalmente abbastanza bene, però allontanandosi un po’ dal centro, la comunicazione diventa più difficile. La gestualità naturale di noi italiani aiuta molto. Gli estoni ci adorano e adorano l’Italia!

Trasferirsi a Tallinn; vantaggi e svantaggi

Chi decide di trasferirsi a vivere a Tallinn deve sapere che è difficile raggiungere il Sud dell’Europa in generale. Voli diretti ci sono solo per Milano e Bergamo Orio al Serio. Io sono di Bologna e per tornare a casa ci mettevo dalle 5 alle 8 ore facendo scalo a Francoforte. Non ti sto a dire i colleghi di Palermo che agonia!

Devo però spezzare una lancia a favore di una delle cose che mi manca di questa città: l’aeroporto di Tallinn, che è piccolo ma cozy. Pensa che c’è una biblioteca per i libri vagabondi: puoi prendere e portare libri, ce ne sono anche in italiano. Ci sono vere poltrone e divani, lettini dove puoi stenderti e dormire, spazio giochi per bambini.

Prima di passare alle cose positive e che mi mancano, devo parlare della povertà degli anziani e del problema dell’alcol. Quando l’Unione Sovietica si è dissolta, ovviamente si è dissolto un sistema, che è collassato e ha lasciato tutti con soldi che non avevano alcun valore. Nel tempo, le proprietà immobiliari sono state restituite ai proprietari precedenti l’invasione URSS, ma chi aveva un lavoro si è trovato a non essere più pagato.

Ora quelle persone nel frattempo sono diventate anziane e percepiscono una pensione bassissima, 70-80€ al mese. Se non hanno figli che possono farsene carico, sono costretti a fare l’elemosina. Se sono fortunati e sanno suonare uno strumento, allora suonano per strada. Il mercato dei fiori alle porte della città vecchia è popolato di signore anziane che vendono fiori di campo. Fa male al cuore vederle.

L’alcolismo è un problema diffuso in Estonia come in altri posti del nord Europa. Gli alcolici sono relativamente economici (il fine settimana, orde di finlandesi sbarcano a Tallinn per comprare alcolici, e non solo, a basso costo). Gli alcolisti non sono molesti, può fare impressione però vederli stesi per terra mezzi nudi anche d’inverno. Tanti ci lasciano la pelle, ma questo, come dire, è inevitabile, soprattutto quando si è in presenza di uno stato così leggero come quelle estone.

E con questo inizio a parlarti delle cose positive di vivere a Tallinn. Se vuoi aprire un’impresa, non c’è niente di più facile. Si trova lavoro, soprattutto nel campo IT, settore nel quale l’Estonia è all’avanguardia. WI-FI praticamente ovunque e gratuito, telefonia mobile a buon mercato. Gli stipendi sono bassi e non si capisce come gli estoni riescano a vivere perché gli affitti non sono così bassi se paragonati agli stipendi.

La regola che ho imparato in Francia che un affitto non dovrebbe costarti più di un terzo del tuo stipendio, non è applicabile se vuoi vivere da solo. Anche fare la spesa a Tallinn non è proprio economico. Ci sono poi grandi contrasti: un cardiologo guadagna 15 euro all’ora (e quindi se ne va a lavorare all’estero) mentre una donna delle pulizie ne chiede 10 (e per quello che mi riguarda non lavora.).

Iscriversi al comune per ottenere la residenza in Estonia è questione di minuti, aprire un conto corrente la stessa cosa. I servizi medici sono eccellenti, anche quelli ospedalieri. Il problema può essere però in questo caso quello della lingua. Farsi capire in un ospedale estone può essere difficile. Al pronto soccorso si fa la fila, cosa rara da quelle parti.

Tallinn è una città pulitissima, mai ne ho vista una più pulita. I padroni raccolgono sempre, davvero sempre, i prodotti dei loro cani. Ogni edificio ha un House Manager che pulisce regolarmente il pezzo di marciapiede di pertinenza dell’immobile, da qualsiasi cosa, anche dalla neve. La loro lotta principale è però in autunno contro le foglie, e ti assicuro che sui marciapiedi non ne rimane nemmeno una!

La natura estone è rispettata, anzi è considerata una divinità. Per tagliare un albero si organizzano consultazioni se non vere e proprie petizioni. La natura è splendida: foreste e spiagge incontaminate. C’è chi ha visto orsi e alci, io purtroppo non ho avuto questa fortuna.

La cosa che mi manca di più è sicuramente lo SPA. La qualità delle loro piscine, degli hammam, delle saune e di tutto quello che riguarda la cura del corpo è incomparabile. Ora abito a Bruxelles e non ho ancora trovato un posto che offra questi servizi tutti insieme con un solo accesso. A Tallinn, Estonia è la norma.

Lavorare a Tallinn, Estonia; siti web di annunci

Se vuoi trasferirti a vivere e lavorare a Tallinn, ecco alcuni siti web di annunci utili per trovare lavoro in Estonia:

Conviene trasferirsi a vivere e lavorare a Tallinn? Senza dubbio l’Estonia è un paese all’avanguardia, una esperienza da queste parti può sempre essere utile per conoscere una nuova cultura e aprire la nostra mente a nuovi orizzonti. Valuta tutti gli aspetti, sia positivi che negativi, e sarà più facile prendere una decisione.

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2 commenti su “Trasferirsi, vivere e lavorare a Tallinn, Estonia: vantaggi e svantaggi, costi”

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  1. Da Italiano che passa la maggior parte del suo tempo in Estonia, sottoscrivo pienamente ciò che viene affermato dalla vostra lettrice.
    Tra le note negative aggiungerei il difetto di presunzione di questa popolazione. Ho sentito dire, per esempio, che ‘La nostra pizza non ha nulla da invidiare a quella italiana’ e non era un’affermazione scherzosa.
    Il vero problema, però, nasce dalla lingua. Essendo l’Estone una lingua difficile e parlata da pochissime persone (alcuni Estoni di origine russa non parlano l’Estone, infatti ci sono programmi tv, corsi universitari, ecc. apposta per loro) non è conveniente tradurre in Estone libri, film, giornali. Quindi, pochi qui conoscono le basi della cutura occidentale che noi diamo per scontate. Cito a caso e non in ordine di importanza: Stan Laurel e Oliver Hardy, Humphrey Bogart, i grandi registi italiani, Hemingway, James Joyce, Roberto Benigni, Proust, il significato del presepio e così via all’infinito.
    Non aiuta certo la tv, che trasmette prevalentemente repliche di vecchi film estoni, show e giochi a premi estoni, ecc.
    Tutto questo contribuisce a una chiusura mentale che si avverte molto e che giunge anche a scoraggiare lo straniero a voler parlare in Estone. Se provate a dire qualche frase in Estone verrete guardati con sufficienza e vi risponderanno in Inglese. Come dire: spiacenti, non fai parte del club.
    Un altro appunto sulla facilità di fare impresa. E’ vero, in mezz’ora si può aprire una nuova azienda da casa, spendendo pochi euro. E l’azienda non pagherà un centesimo di tasse finché non distribuirà dei dividendi. Quindi, se gli utili verranno reinvestiti, l’azienda non pagherà mai tasse. Però, se non si ha un partner locale, per la neo-azienda sarà davvero molto difficile iniziare a lavorare. Tutti sembrano gentili, ti ascoltano, ma in realtà sono diffidenti e preferiranno alla fine lavorare con interlocutori Estoni. Fate caso ai titoli di coda dei film: non vedrete un cognome straniero.
    E poi, certo: ci sono i finanziamenti pubblici per aiutare le startup. Peccato che tutta la modulistica e le istruzioni siano in Estone e che i funzionari non siano particolarmente preparati se la startup si occupa di temi tecnici o scientifici che loro non sono in grado di capire.
    Insomma: la visione dell’Estonia, per un Italiano che voglia stabilirsi qui, attraverserà almeno tre fasi. Nella prima fase si è entusiasti, si ammirano le vie e le piazze medievali di Tallinn, le sue chiese, il suo mercatino di Natale, il potere fare tutto via internet. Nella seconda fase, si cominciano a vedere i difetti, l’arte estone di sapersi vendere molto bene, le code per fare la carta d’identità elettronica, l’alcolismo dilagante, l’antipatia diffusa, la mancanza di flessibilità (provate ad arrivare in ritardo a un appuntamento o a chiedere una variazione del menu al ristorante e poi mi direte). Nella terza fase si fa un bilancio e si può giungere alla conclusione che, tutto sommato, i benefici superino gli svantaggi. E’ vero: si mangia male, nelle sale arrivano prevalentemente film americani violenti, insulsi o pieni di effetti speciali, a parte lo sport e il bere c’è poco da fare, l’integrazione è molto difficile… Però: non esistono scippi e rapine (ma attenzione alle bancarotte pilotate e agli investimenti che spariscono), la sanità ha livelli discreti, le città e l’ambiente sono molto puliti, l’Italia è a 3 ore di distanza, se volete starvene per i fatti vostri nessuno vi disturberà, se vi manca la convivialità italiana c’è sempre la comunità russa – molto più rumorosa e compagnona di quella estone, non pagherete tasse (volete comprare casa? Pagherete solo 3-400 euro di notaio, poi non ci saranno né IMU né ICI. Il bollo auto non esiste, come non esiste il canone TV), i servizi pubblici funzionano bene (i trasporti pubblici, poi, sono eccellenti, puntualissimi e gratuiti se vivete a Tallinn). E così via.
    Concludo con un commento: è vero che gli Estoni amano l’Italia, basta vedere come i 3 voli settimanali per Bergamo sono sempre pieni. Però dell’Italia sanno poco, a parte gli stereotipi turistici, né vogliono sapere di più.
    Se poi volete ossservare un cambiamento repentino nel vostro interlocutore potete sempre accennare al tema dei migranti. Qui lo scorso anno il governo ha fatto affiggere dei manifesti in cui si vedeva il volto sorridente di un nero insieme alla didascalia ‘E’ una persona anche lui’. Per approfondire consiglio la lettura de ‘Il problema Spinoza’ di Yrvin I. Shalom.
    Saluto cordialmente, sempre disponibile per altre impressioni e informazioni.

    • Salve Valerio, è possibile approfondire ed avere maggiori dettagli sulle bancarotte pilotate e gli investimenti che spariscono? stavo proprio pensando di investire nell’associazione INTUS che eroga prestiti e stavo cercando maggiori informazioni, grazie, saluti,Paolo

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