Vivere in Bulgaria a Sliven e lavorare per un’organizzazione no-profit

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Vera si è trasferita a vivere e lavorare in Bulgaria nella città di Sliven, dove lavora per una organizzazione no-profit. Ci racconta la sua esperienza all’estero e i suoi progetti futuri. Per contattarla questa è la sua pagina Facebook.

Vivere in Bulgaria a Sliven

Ciao! Sono Veronica ma per gli amici Vera. Terra d’origine: la mia amata Sicilia. Segni particolari: nomade dalla nascita.

Sono stata sempre un irrequieta, non amo la routine. Non amo il fatto che i giorni debbano scorrere sempre allo stesso modo: sveglia, colazione, lavoro, casa, cena e a dormire, mi sa di qualcosa che non è vissuto realmente a 360 gradi; eppure l’ho fatto anch’io e so bene cosa significhi.

Dopo 9 anni di precarietà, a Gennaio 2016 trovai un lavoro a tempo indeterminato: apparentemente ero felice ma dopo un paio di mesi iniziai a viaggiare con la mente come da bambina. Perché ironia della sorte volle che nel negozio dove lavoravo, la parete fosse tappezzata da un mega atlante geografico 😉 quindi immaginavo me, zainetto in spalla e ogni giorno in luoghi diversi.

Amo viaggiare, viaggio per curiosità, viaggio per accogliere quelle vibrazioni intense che arrivano dirette alla mia anima; per ascoltare i miei passi, il mio corpo, i miei istinti, le mie sensazioni; viaggio per incontrare e assoporare la diversità e coglierne l’essenza.

Ma ti svelo un segreto: io ho sempre avuto con me un grillo parlante, attaccato insistente al mio orecchio. Molto e troppe volte l’ho zittito, ma fortunatamente per me, a Luglio 2016, decisi di ascoltarlo, seguirlo, e di fidarmi di ciò che dicesse e mi sono trasferita a vivere in Bulgaria.

Così ho finalmente agito. Mi sentivo adrenalinica e soprattutto di nuovo viva.

Mia sorella anni fa aveva partecipato come volontaria ad un programma di European Volunteer Service (EVS), tramite una sending organization a cui va il mio grazie all’infinito, dato che mi ha aiutato a cercare il progetto più attinente a me e questo era proprio in Bulgaria.

Lì per lì non sapevo come fosse vivere in Bulgaria e non sapevo nulla di questa nazione, sapevo solo dove si trovasse geograficamente nulla di più. Tale da credere che io non abbia scelto la Bulgaria, ma lei abbia scelto me, dovuto al fatto che fosse completamente diversa sotto ogni aspetto, segnata da un passato storico-politico opposto al nostro, e ad oggi ancora evidente nell’aria, pur essendo parte da 10 anni nella Comunità Europea.

Decisi di lasciare l’Italia e trasferirmi a vivere in Bulgaria perché il progetto mi ispirava e aveva a che fare con i giovani, le comunità locali, basato sull’organizzazione di eventi, festival nella città di Sliven, dove vivo attualmente da Settembre; ma soprattutto la cosa che più mi ha fatto cambiare è stata far visita in diversi istituti in cui ci sono persone emarginate dalla società, cercando di migliorare loro la giornata con workshop, giochi, musica e soprattutto con il sorriso che è la miglior medicina tra tutte.

Vivere in Bulgaria è una esperienza indimenticabile in un paese meraviglioso, panorami indescrivibili, da toglierti il fiato, puoi decidere dal trekking in montagna Vitosha, Bansko, Rodopi fino alla partita di beach volley lungo la spiaggia di Varna, Burgas, Nesebăr (Patrimonio dell’Unesco) e il tutto a costi super economici.

Ho riscoperto la voglia di viaggiare in treno; la peculiarità è che sono lenti, e li apprezzo per questo, perché metto fuori la testa dal finestrino, capelli al vento ed osservo, respiro, accolgo tutto ciò che gira intorno.

Ho anche provato a fare hitchhiking (il nostro autostop) ed è veramente facile, alloggiando in casa di sconosciuti con CouchSurfing da cui sono nate amicizie indelebili. Ho viaggiato nelle zone limitrofe alla Grecia, ad Istanbul, ho vissuto il Natale e il Capodanno 2017 migliori della mia vita tra le vie ed i ponti di Budapest; grazie a Workaway lavoravo in un ostello in cambio di vitto e alloggio, creando nuovi legami con persone dal cuor gentile, sentendomi come in una grande famiglia internazionale.

È vero che i Bulgari sono un popolo povero, legati tanto alle tradizioni, ai balli folkloristici che insegnano ancor oggi nelle scuole, ma è anche vero che hanno ancora fiducia nel prossimo, sono cordiali e aiutano chi ha bisogno in tutti i modi. Sono ottimi conservatori, non buttano niente, dal cibo in avanzo ai vestiti di seconda mano. Molti Italiani amano vivere in Bulgaria, anche pensionati in quanto non si applicano tasse né per la pensione né per aprire un attività in proprio e il tenore di vita è decisamente basso.

Ma vi è anche un’altra faccia della medaglia, per primo la lingua, oltre ad avere un alfabeto cirillico, quasi nessuno a Sliven parla l’inglese e comunicare è stata dura, ma per fortuna noi italiani usiamo un modo semplice ed universale: i gesti 😉

Una cosa divertente è il movimento ondulatorio di scuotere il capo opposto al nostro: si (Da) e no (Ne).. immaginate quante volte ho rifiutato qualcosa che volevo comprare perché intendevo fosse un no invece era si!

È un popolo che prende comoda la vita, per loro non c’è fretta di fare le cose, si può aspettare anche ore per l’arrivo di un treno.

E purtroppo c’è un tasso elevato di zingari che non vengono considerati di nazionalità bulgara quando invece lo sono e sono anche valenti artisti di musica. Quindi un sottile razzismo, ma anche molta corruzione cosa che ai giorni d’oggi non è sconvolgente. E non invitarli mai a bere, perché perderai qualunque scommessa, causa freddo glaciale, sono ottimi bevitori di Rakija (70gradi circa di tasso alcolico); con un sorso sei k.o.

Sliven è una città con lento sviluppo, ci sarebbe tanto ancora da lavorare soprattutto per i giovani. La vita sociale è poco evidenziata, per questo sono nate associazioni come la nostra, per trascinare un po’ della nostra cultura e tramandarla a loro. Ma è una città quieta, vivibile, a volte un po’ troppo silenziosa.

Ma la cosa bella di vivere in Bulgaria è che questo progetto per me è un trampolino di lancio: ho viaggiato in passato, ho visitato diversi posti, ho anche percorso il cammino di Santiago in solitaria a Maggio 2015 per ben un mese da SJPD; vissuto per tre mesi in Irlanda a Greystones (ad un ora da Dublino) lavorando come Au-Pair in una famiglia accudendo due bambini; un mese in Germania a Krefeld (mezz’ora da Düsseldorf); sono stata 3 volte a Dubai in visita da mia sorella che vive là.

In Austria, in Inghilterra, in Spagna, e adesso il mio progetto futuro è quello di uscire fuori dall’Europa, mi affascina L’Asia e in particolare il Vietnam, la Cambogia e il Laos… e perché no, anche l’Africa. Dell’Italia ho un ricordo lontano, ci rivedremo certamente quando farò un salto a ricaricarmi col sole della mia Amata Sicilia, e approfittare di rivedere i miei affetti più cari.

Non essendo una turista ma una vera vagabonda sempre con lo zaino pronto, solo riempito dell’essenziale e di una componente fondamentale che nei miei viaggi non potrà mai mancare: il cuore… il mio. Il quale mi piace portar a spasso 🙂

Il mio obiettivo futuro sarebbe visitare orfanotrofi o scuole di bambini disagiati che hanno bisogno solo di giocare, di ridere e di ballare… o forse ne ho più bisogno io di farlo con loro. Per non perdere d’occhio quella bambina che c’è dentro di me.

È così noioso essere adulti, questo me lo hanno insegnato i viaggi. E io la mia vita la voglio sprecare viaggiando; ci saranno sempre pro e contro nei luoghi dove andrai, ma sento di suggerirti di non giudicare mai. Siamo diversamente unici.

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