Vanlife, il nostro stile di vita: viaggiare in van ci rende liberi!

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La bellissima storia di 8 amici che hanno deciso di abbracciare la vanlife, lo stile di vita di chi decide di viaggiare in van. Racconti, avventure, amicizia con il solo desiderio di essere liberi e viaggiare. Ecco il loro sito e la pagina Facebook dove seguire le loro avventure.

Vanlife, uno stile di vita

Visto che si parla di cambiare vita, possiamo dire che la nostra vita ha iniziato a cambiare nell’esatto momento in cui ci siamo conosciuti, alle isole Tremiti. A quel tempo, i più piccoli di noi avevano la bellezza di 12 anni.

L’amicizia che è nata è stata così forte che da subito abbiamo cominciato ad attraversare l’Italia per poterci incontrare. Mentre i nostri coetanei passavano il loro tempo davanti a computer e serie televisive, noi salivamo per la prima volta su treni e autobus di linea per viaggi anche molto lunghi.

Tutti parlano delle amicizie di vacanza come qualcosa di intenso ma passeggero. Noi invece abbiamo continuato a batterci per rimanere in contatto costante. Abbiamo iniziato a scoprire un nuovo modo di vivere: dormire dove capitava, conoscere abitudini nuove, persone nuove, adattarci ad ogni condizione climatica, convivere con i bisogni e i problemi degli altri.

Anche nei momenti di vita quotidiana tra un ritrovo e l’altro, quest’esperienza ci ha dato da subito una marcia in più. Siamo cambiati, siamo cresciuti insieme, condividendo ogni tappa e traguardo. E questo ci ha resi intraprendenti, sognatori; ci ha insegnato a guardare la vita con altri occhi, che non vedono più ostacoli e progetti impossibili.

Ogni anno tappa fissa erano le Isole Tremiti. Questo fino a quando non siamo cresciuti, e ci siamo resi conto che quanto avevamo fatto non ci bastava.

Abbiamo cominciato a lavorare e risparmiare, e deciso di concederci ogni anno un periodo per darci all’avventura. Viaggiamo a bordo di un furgone (la vanlife) e dormiamo in tenda tra campeggi e natura aperta, sotto ogni condizione climatica (è capitato che la tenda collassasse sotto temporali, svegliandoci in un mare di acqua a 2500 metri di altezza).

Cerchiamo di muoverci in zone che siano lontane dal turismo di massa, capita di cercare le mete semplicemente facendo zoom su Google Maps. Ci piace vivere nella natura, provare tutti gli sport che ci facciano stare a contatto con essa (arrampicata, rafting, canoa etc).

Vivere e viaggiare in van ci ha insegnato a ridurre i bisogni al minimo. Lo spazio è molto poco, le occasioni di soddisfare i propri bisogni sono ancora meno. Abbiamo imparato a vivere con quello che è puramente essenziale, a soddisfarci con la diversità e l’aiuto dei nostri compagni di viaggio in van. E devo dire, che essere un gruppo così eterogeneo, senza nulla in comune se non l’amore per l’avventura, aiuta a dare a ogni piccolo gesto un valore inestimabile. Ognuno mette ciò che meglio sa fare.

La meta di quest’anno sarà l’Albania, per sfatare tutti i miti su di essa. Abbiamo in mente un programma molto vario e vogliamo puntare a una grande visibilità, collaborare possibilmente anche con gli enti locali del turismo. Vorremmo anche lanciare un video con qualcosa che ci viene portato da ogni persona che incontriamo lungo la strada.

Come vi siete conosciuti e come vi è venuta l’idea di cominciare a viaggiare insieme?

Ci siamo conosciuti alle Isole Tremiti, in Puglia. Eravamo in un villaggio, e un animatore ci ha chiamati uno alla volta per farci sedere attorno ad un tavolo. Fin qui tutto normale, ma attorno a quel tavolo qualcosa deve essere scattato.

Nei giorni successivi si intuiva che sarebbe nata un’amicizia fuori dal normale. Alcuni di noi erano molto piccoli, avevano 12 anni; eppure, appena tornati, eravamo già su un treno pronti ad attraversare l’Italia per rivederci. Per cui non si può dire che sia mai stato “deciso” di viaggiare insieme.

È stato naturale, come se fosse già previsto e inevitabile; quello era il nostro destino. Già da subito, tutti i nostri viaggi sono stati fatti insieme. Prima tornavamo alle isole Tremiti ogni anno; poi, quando l’agio di un comodo letto iniziava a starci stretto, abbiamo deciso di darci alla vanlife: il vivere e viaggiare in van.

Come vivete il momento del viaggio?

Viviamo il viaggio come un’esplorazione. Una esplorazione interiore prima di tutto, per far emergere ogni nostra paura, punto di forza o dubbio sulla vita. Siamo molto profondi nel vivere le esperienze e condividere le emozioni. Il bello di vivere lontani è proprio imparare a sfruttare ogni momento a 360 gradi, dare valore ad ogni singolo secondo condiviso.

E poi un’esplorazione esterna, che allarghi i nostri orizzonti cognitivi e sensoriali. Esplorare è l’ingrediente in più che amalgama il nostro gruppo. Questo è il nostro obbiettivo comune che ci aiuta a stare meglio insieme. Magari le idee sono diverse, ma poi lo spirito con cui affrontiamo le cose è lo stesso. Ci siamo sempre trovati in posti nuovi e per qualche motivo sconosciuti.

Già le Tremiti sono state esplorate in ogni minimo dettaglio fino al più piccolo sasso. La curiosità e lo spirito avventuriero sono quello che sentiamo dentro di più.

Vivere e viaggiare in van, cosa significa per voi?

La forza del nostro gruppo è la diversità. Siamo diversi per età, provenienza, interessi, modo di vivere. E l’esperienza di viaggio in van è quella che più ci consente di sfruttare questa diversità per il bene comune.

Siamo come i tasselli di un puzzle: ognuno mette ciò che sa fare a disposizione di tutti, e il gruppo risulta essere la nostra completezza. Impariamo ad apprezzare le nostre qualità e quelle degli altri. E poi viviamo in pieno contatto con la natura, che è la grande passione che ci accomuna. In altre parole viaggiamo in van perché ci rende liberi, liberi di manifestare ciò che siamo, e di immergerci nel mondo che ci circonda.

5 aspetti positivi del viaggio in van…

  • Imparare a vivere con meno, a capire quali sono le cose di cui abbiamo realmente bisogno. E scoprire che sono davvero molto poche, e che quella che più conta è la serenità interiore.
  • Conoscere la libertà. Organizziamo il viaggio in anticipo ma possiamo modificarlo a nostro piacimento in ogni istante. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è con noi nel furgone. Possiamo fermarci di più in un posto, aggiungere tappe…. questo è il vero significato della vanlife.
  • Vivere dentro le cose senza limitarsi a vederle. Una tenda si può piantare ovunque, si può stare davvero all’interno di quel paesaggio che tanto piace. Il furgone si arrampica in ogni stradina. E quando il cielo è tanto bello basta stendersi sull’erba e farsi fare da tetto dalle stelle: chi ha detto che abbiamo bisogno di un luogo chiuso per dormire? Lo stesso con i tramonti: quelli non sono previsti e bisogna tuffarcisi in mezzo quando tolgono il fiato. È successo in Croazia di abbandonare il furgone sul sentiero per lanciarci giù e correre verso il mare tra lacrime di gioia.
  • Condividere tutto il tuo tempo in compagnia delle persone a cui vuoi bene, stare con loro in ogni gesto di vita quotidiana.
  • Va guardato anche questo: è molto economico come modo di viaggiare.

…e 5 aspetti negativi

  • Lo spazio è davvero molto poco. Siamo arrivati a dover condividere una valigia in tre persone. Ogni pezzo che viene con noi, a partire dal mestolo, deve essere stato scritto su una lista.
  • Se è vero che l’organizzazione può essere modificata a piacimento, è anche vero che deve essere capillare. Quando ci si sposta bisogna sapere dove si arriva, quanto ci si impiega, avere un’idea di cosa si trova, in modo da sfruttare al meglio tutto il tempo passato in un luogo. Anche le spese devono essere previste nel modo più preciso possibile.
  • Bisogna sapersi muovere, incastrare gli oggetti nel baule, montare, smontare, pulire tutto ogni volta, il che richiede tempo e forza di volontà.
  • Ovviamente bisogna dimenticarsi tutte le comodità: sedie, letto, perfino le posate a volte mancano. Oggi fa ridere, ma ci è successo di mangiare tonno in scatola (di pessima qualità) usando mollette da bucato per metterlo in bocca e dividerlo tra tutti.
  • Beh, diciamocelo, la puzza. Le scarpe con i calzini sporchi dimenticati dentro, il panino rimasto al sole nello zaino per 4 giorni, le ascelle di quello seduto vicino…. Bisogna conoscersi davvero sotto tutti gli aspetti! E in questi casi l’igiene è un bisogno secondario. Si impara a usare altre acque (del mare, del lago, della pioggia) al posto di quella della doccia 🙂

Raccontaci gli aneddoti più divertenti che vi sono capitati in viaggio

La prima sera del primo giorno abbiamo deciso di arrampicarci sulle Dolomiti per dormire in alta montagna. A mezzanotte ci siamo svegliati sotto un temporale di una forza mai vista. La tenda si è prima allagata, per poi collassarci addosso sotto tuoni e lampi. Non avevamo niente a nostra disposizione, potevamo solo rimanere fermi. Il giorno dopo il sentiero per scendere era stato completamente eroso dall’acqua, e abbiamo dovuto guadare tra ghiaia e fango per scendere. Sembra una tragedia, eppure vi assicuro che non abbiamo mai riso così tanto.

Dovevamo recuperare la Gionzy di ritorno da Cracovia, ma abbiamo avuto un piccolo problema di contatto telefonico. Dalla Slovenia siamo partiti per Villago, in Austria, dove l’abbiamo attesa due ore, mentre lei aveva capito di aspettarci a Tarvisio, in Italia.

Una sera Michele si era addormentato pesantemente contro la portiera scorrevole del van. Arrivati a destinazione, per fargli uno scherzo abbiamo deciso di aprirla senza svegliarlo. Il signorino si è grattuggiato la faccia mentre la porta scorreva, per poi cadere rovinosamente per terra, il tutto senza svegliarsi!

Ah, e diciamo che ci piace molto travestirci e fare conoscenza con chi incontriamo lungo il percorso ma… non sempre va a buon fine!

Quali sono i vostri progetti futuri?

Vogliamo andare dove di solito la gente non va, in quei posti davanti a cui molti storcono il naso. Scoprire le bellezze di paesi che non compaiono sui giornali delle agenzie viaggi, sfatare i miti sulle condizioni in cui si vive. Vogliamo vedere la storia moderna in quei paesi che ancora stanno vivendo gli strascichi delle guerre. Ci piacerebbe conoscere chi ci vive e avviare un reportage su come sono realmente queste persone.

Per questo vogliamo estendere il nostro progetto, renderlo pubblico, far conoscere la vanlife. Ci piacerebbe che la gente cominciasse a dire “che bello quel posto, ho visto e sentito cose pazzesche!”. Stiamo cercando di contattare anche gli enti locali del turismo.

Parliamo dell’ex Jugoslavia: Montenegro, Bosnia, Serbia, Kosovo e in particolare l’Albania, che per le sue bellezze ancora intoccate ci sta molto a cuore.

Il nostro progetto è diffondere lo stile di viaggio, la linea di pensiero della vanlife e l’attenzione verso quei luoghi a cui nessuno penserebbe per una vacanza.

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