Studiare e lavorare in Cina, la storia di Eliana

1

L’esperienza in Cina di Eliana

Eliana si è trasferita a Pechino, Cina nel 2009 per motivi di studio, e qualche anno più tardi ha deciso di fermarsi per lavorare in Cina come insegnante e tutor. Nel suo bel racconto ci racconta il percorso che ha intrapreso e alcuni aneddoti interessanti della sua esperienza.

Mi chiamo Eliana e ho ventotto anni. Nel 2010 mi sono laureata in lingue e civiltà orientali a Roma. Qualche mese più tardi sono partita con una mia amica per un corso di lingua cinese a Pechino. La città non mi era nuova: nel 2009 avevo frequentato un semestre alla Beijing Foreign Studies University, dove avevo sostenuto alcuni esami in lingua.

Quell’estate l’ho trascorsa quindi fra le lezioni e i viaggi attraverso il paese. Siamo state a Shanghai, a Suzhou e a Hangzhou. In quel periodo ho preso la dura decisione di tornare di nuovo in Cina e di stabilirmi lì, stavolta non per qualche mese, ma per un anno intero.

Così sono rientrata a casa, il tempo di organizzare il tutto e a fine settembre stringevo fra le mani il mio biglietto di sola andata. La mia non era una fuga dall’Italia perché ne ero insoddisfatta o delusa, all’epoca non avevo maturato ancora nessuna esperienza lavorativa, la ragione che mi spingeva a Pechino era esclusivamente legata a motivi di studio e di crescita personale. Volevo approfondire la conoscenza della lingua e rimanere in Italia non avrebbe avuto molto senso. In più viaggiare era da sempre il mio sogno. Non ero mai partita da sola prima di allora e ricordo quanto fossi atterrita all’idea di mollare tutto per cominciare una nuova vita dall’altra parte del mondo, ma ho sempre sostenuto che bisogna affrontare le nostre paure, piuttosto che farci divorare da esse.

Nonostante conoscessi già la città, l’impatto al mio arrivo è stato forte: completamente sola, una ragazza ancora timida e insicura. Inoltre, la ricerca di un appartamento non si è rivelata affatto facile. Mi ha aiutato poi una ragazza italiana conosciuta per caso il giorno dopo il mio arrivo e da lì ha avuto inizio la nostra amicizia, tutt’oggi siamo in contatto.

Le cose hanno iniziato ad andare molto meglio quando sono cominciate le lezioni e mi sono ritrovata immersa in un mondo multiculturale. Intrecciare la mia vita con persone provenienti da culture diverse è stata una parte integrante di questo meraviglioso percorso che mi ha insegnato a guardare il mondo con occhi diversi, più aperti e tolleranti.

Lavorare in Cina

Subito dopo il capodanno cinese, una mia compagna russa mi ha consigliato di inviare la mia candidatura nella scuola dove lei insegnava inglese. Ho iniziato così a fare la tutor i weekend, quando ero meno impegnata con lo studio e con la preparazione dell’HSK, il test per la certificazione della lingua cinese. Il mio alunno era un uomo di mezza età che voleva migliorare il proprio livello di inglese. Leggevamo insieme articoli del New York Times, che io stessa selezionavo, e poi facevamo un’analisi del testo.

Ma lavorare in Cina non è semplice; ancora poco avvezza ai costumi cinesi, ho compiuto l’errore di chiedergli apertamente cosa pensasse dell’omosessualità. In Cina è uno degli argomenti tabù, molta gente fa ancora fatica ad accettarla e fino al 2001 era considerata una malattia mentale. È stata proprio questa la sua risposta. Ovviamente io ho replicato in maniera calma che non condividevo il suo pensiero.

Da quel giorno le mie lezioni con lui non sono più state confermate. E, quando un pomeriggio di qualche settimana dopo, ho contattato la scuola per sapere come mai il mio alunno non venisse più a lezione, la segretaria mi ha risposto che si era trasferito. In seguito ho capito che si trattava di una menzogna.

Qualche settimana più tardi, tramite la mia amica italiana, che nel frattempo aveva trovato lavoro in un asilo cinese per insegnare inglese ai bambini, mi sono candidata come supplente. Così, non appena un’insegnante si ammalava o chiedeva le ferie, l’agenzia mi chiamava per le sostituzioni. Pagavano bene, circa 500 yuan al giorno. Tre o quattro di queste supplenze al mese mi permettevano di coprire i costi della vita come bollette, uscite e cibo.

Quella di lavorare in un asilo è stata una bellissima esperienza, anche se mi ha permesso di capire di non avere la vocazione per l’insegnamento. I bambini erano graziosi e affettuosi, a loro piaceva toccare il mio naso e i miei occhi e ripetevano sono così grandi!. Tutta la giornata era scandita da attività che includevano i giochi all’aperto, le lezioni d’inglese, il pisolino, l’ora in cui gli era permesso giocare liberamente e poi i pasti.

A Pechino mi sono mantenuta anche grazie alle comparse che ho fatto in alcuni film. Qualche amico mi aveva detto che un’agenzia cercava occidentali e così ho inviato una mia foto. Il giorno dopo mi sono ritrovata su un pulmino insieme ad altri ragazzi provenienti da tutto il mondo. Ci hanno pettinato per ore e acconciato da giornaliste degli anni ’60. Anche questa è stata un’esperienza davvero divertente e incredibile, ritrovarmi sul set cinematografico del film su Qian Xuesen, un famoso scienziato cinese. Una giornata veniva di solito retribuita sui 400 yuan. Se cercate ulteriori informazioni in merito a Pechino e al lavoro, vi consiglio di leggere il mio articolo.

Un anno dopo ho fatto ritorno in Europa e mi sono trasferita a vivere a Londra, sempre per studio. Pechino mi ha lasciato un’impronta indelebile ma, nonostante ciò, per me era impensabile continuare a vivere in una metropoli così grande, caotica e inquinata.

Dopo aver avuto varie esperienze lavorative in Italia, ora sto inseguendo il mio sogno di scrivere di viaggi. Sto collaborando come copywriter con un’azienda straniera che crea contenuti turistici online per delle riviste e scrivo di eco-viaggi per il sito della rivista Vivi Consapevole. Inoltre, quasi due mesi fa ho aperto il mio blog www.gecotravels.com, dove parlo di eco turismo, di Cina e della Tuscia – la terra in cui sono cresciuta e a cui sono legata affettivamente – ma troverete anche cibo vegetariano nel mondo, riflessioni olistiche sulla vita e sul significato del viaggio.

I miei progetti ora sono quelli di fornire alle aziende servizi quali contenuti editoriali per i loro siti, traduzioni e gestione dei social media, in cui mi sto specializzando con dei corsi. La mia nicchia di mercato saranno i settori del turismo, dell’ecologia e della formazione motivazionale, tutto ciò che amo e in cui credo fortemente di poter dare un contributo attraverso il mio lavoro. Nel mio blog cerco di unire tutti questi argomenti.

Per ora rimarrò in Italia, in futuro chissà. Però ho già in programma brevi viaggi che mi porteranno alla scoperta di mete verdi e naturalistiche.

1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *