Angelo Superjab: “Viaggiare ci rende felici”

Angelo Lo Presti, in arte Superjab, sta viaggiando per il mondo da diversi anni, e tra i suoi progetti senza dubbio quello più originale è stato il viaggio interattivo Tra Centro e Sud America, dove la sua community online poteva votare le tappe di questa avventura. Scopriamo di più su Angelo in questa bella intervista:

Ciao Angelo, presentati ai lettori di Cambiare Vita

Mi chiamo Angelo Lo Presti, in arte Jab, 32 anni, Siciliano di origini ma ho vissuto e lavorato in Italia, Inghilterra, Australia, Canada, Germania e Argentina.

Mi occupo di produzione di serie web, video promozionali e campagne sociali e di marketing per promuovere società e brands internazionali nel campo dei viaggi, turismo & lifestyle.

Nel mio canale youtube documento le avventure, i viaggi e la mia vita attraverso dei video blogs e cortometraggi. Ecco i link per seguirmi:

Da quanti anni sei in viaggio e quali paesi hai visitato?

Viaggio da 12 anni e ho visitato quasi 50 paesi.

In cosa consiste il tuo progetto di “viaggio interattivo”?

Nel Gennaio 2015 ho lanciato la prima serie web interattiva, “The Interactive Travel Adventure”, un viaggio interattivo attraverso il Centro America e il Sud America dove tutte le destinazioni sono state scelte dai miei fans.

Per un anno intero ho viaggiato seguendo le scelte di queste persone, documentando attraverso degli episodi video settimanali, le avventure, gli incontri e i percorsi di viaggio giornalieri.

Come ti è venuta questa idea insolita e innovativa?

Inizialmente avrei voluto fare un documentario, ma sarebbe stato un processo molto difficile convincere delle persone a vedere un film sul viaggio di due ore. Quindi ho deciso di trasformare il documentario in una serie web.

In questo modo, avrei potuto documentare il viaggio ugualmente, e sarebbe stato più facile per le persone scoprire, guardare e condividere un video di qualche minuto.

La genialità della serie è stata la capacità di generare interesse negli spettatori attraverso la condivisione delle avventure in tempo reale.

Inoltre, la possibilità di cambiare gli eventi futuri attraverso le votazioni delle destinazioni, ha creato negli spettatori la curiosità e la voglia di continuare a vedere gli episodi successivi e così; ironia della sorte, invece di creare un documentario di due ore ho fatto una serie web di otto ore!

Come funziona in pratica (voti della community, video etc)?

Ogni Sabato di ogni settimana la community aveva a disposizione due destinazioni e 24 ore di tempo per votarne una. Al termine delle 24 ore, la destinazione con il più alto numero di voti vinceva.

Quindi ogni domenica sera scoprivo la mia prossima meta e generalmente dal Lunedì seguente incominciavo a pianificare un sistema per raggiungere la destinazione scelta dalla community.

Come gestisci e finanzi i tuoi viaggi?

I miei precedenti viaggi, incluso il viaggio interattivo, sono stati auto prodotti e auto finanziati con i risparmi dei miei lavori precedenti. Semplicemente perché avevo il desiderio di costruire qualcosa che fosse mia al 100%, senza dover scendere a patti e compromessi per far felice altra gente.

Negli ultimi mesi ho collaborato con società per produrre video e campagne sociali e di marketing per promuovere tour, brands e società nel campo dei viaggi e del turismo.

Il mio ultimo progetto è stato la Namibia Road Trip, un viaggio on the road attraverso la Namibia che ha avuto come partner principale O’Neill e tante altre brands internazionali e locali. In questo caso ho collaborato con una società di social marketing in Sudafrica e con una giornalista per documentare tutto il percorso di viaggio.

La mini serie sarà disponibile nelle prossime settimane, per adesso è possibile vedere il trailer qui.

Qual è stata l’esperienza più significativa di questi anni?

Tantissime le esperienze significative, ma forse la soddisfazione più grande è stata quella di coinvolgere la mia famiglia in un viaggio ben più significativo.

Nel 1948, mio zio Stefano è partito con le sue sorelle dalla Sicilia per trovare fortuna in Argentina. In quegli anni, la situazione economica in Sicilia, così come in Italia e nel resto d’Europa non era tra le migliori. Intere famiglie e alle volte interi villaggi Siciliani si sono trasferiti all’estero con la speranza di un futuro migliore.

I miei zii scelsero Buenos Aires. I primi anni, le vite della mia famiglia e dei miei nuovi parenti Argentini rimasero unite anche se a migliaia di km di distanza. Però con il passare degli anni, questo contatto si affievolì, fino a quasi scomparire.

Seguendo le mie avventure queste famiglie lontane hanno trovato un nuovo metodo per ricucire questo contatto e il 19 Dicembre 2015, I miei genitori sono partiti con mia sorella dalla Sicilia per andare a Buenos Aires e incontrare i nostri parenti per la prima volta dopo 67 anni.

Cosa significa per te viaggiare?

Viaggiare significa trovare dentro se stessi le storie che ci appartengono e scoprire chi siamo veramente. Il viaggio ci rende persone migliori, ottimiste, positive e aperte agli altri e al mondo.

Questi elementi così come lo spirito di adattamento e d’interagire con gli altri, la flessibilità, la generosità e la pazienza sono parte integrante di qualsiasi viaggio. Uscire dalla nostra area di comfort e vivere in posti dove non apparteniamo ci rende più forti, sociali, coraggiosi, intraprendenti, caparbi e temerari.

Viaggiare è il metodo più antico e più efficace per vivere in maniera intensa e per costruire ricordi e lezioni importanti che ci serviranno per il resto della nostra vita.

Quali insegnamenti ti ha dato questa esperienza?

La capacità di lasciarsi andare agli eventi e di continuare a vivere felicemente anche senza l’illusione del controllo. Ognuno di noi, pensa di avere il controllo della propria esistenza, “…Se faccio questo, allora succederà questo…” Ma in fondo non è così.

Permettere agli altri di scegliere le destinazioni del viaggio e di modificare il mio futuro, non solo mi ha permesso di conoscere luoghi e interagire con persone che non avrei mai potuto scoprire. Ma soprattutto mi ha fatto capire che l’unica cosa che possiamo controllare è come reagiamo agli eventi della nostra vita.

Il vero controllo nasce solo quando impariamo a non dipendere dai fattori esterni nella nostra ricerca verso la felicità, ma quando lasciamo che sia la nostra felicità interna a causare gli eventi esterni. Il trucco è tutto li.

Quali sono stati gli incontri più significativi e i paesi che ti sono rimasti nel cuore?

Tra gli incontri più significativi c’è l’incontro con una famiglia in Guatemala. Vivere nella loro casa mi ha fatto capire cosa significano l’amore e la famiglia, e come si può essere felici anche quando materialmente si è veramente poveri.

Un’altra esperienza incredibile è stata partecipare al programma Expedicion Condor per la televisione Colombiana. Per un mese, ho viaggiato con una troupe filmando e partecipando ad eventi culturali e facendo sport estremi attraverso la Colombia.

Tra i paesi che ricordo con più piacere ci sono sicuramente il Guatemala, la Colombia, l’Argentina, il Brasile e il Sudafrica. Credo che la maggior parte di questi paesi e dei miei ricordi siano legati a particolari esperienze che ho vissuto con delle persone speciali incontrate durante il viaggio. Quindi sarebbe più corretto dire che questi paesi sono stati l’estensione delle mie sensazioni legate a queste persone che porto nel mio cuore.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

In questo momento sto lavorando alla produzione di un documentario che possa raccontare l’esperienza del viaggio interattivo e dell’incontro tra la mia famiglia e i nostri parenti Argentini.

Per il futuro prossimo sto organizzando una serie web che racconti un viaggio on the road in camper attraverso gli Stati Uniti. Per questo progetto sto cercando di trovare un sistema che possa non solo coinvolgere le persone che parteciperanno, ma che possa essere d’impatto a livello sociale e ambientale.

Un altro desiderio è scrivere un libro che racconti le tante esperienze e vicissitudini di tutti i miei viaggi. Mi piacerebbe poterlo scrivere su una piccola isola, lontano da tutto e tutti.

E poi tante altre idee, progetti e viaggi alla scoperta del mondo che forse avremo modo di scoprire insieme in una futura intervista.

Pensi mai di tornare in Italia?

Sono quasi alla fine di questo mio capitolo, fra cinque giorni rientrerò in Sicilia a visitare i miei e a ritrovare i miei sapori. Dopo 18 mesi in continuo spostamento fa un certo effetto ritornare a casa.

In verità, è solo una pausa di qualche mese prima della mia prossima partenza e quindi mi godrò l’estate e un pò di normalità e tranquillità.

Non penso di vivere in Italia, anche se è il paese ideale per una bella vacanza, quindi per il momento non è tra i miei progetti futuri.

Un commento su “Angelo Superjab: “Viaggiare ci rende felici””

  1. Adoro leggere articoli come questo, perché danno speranza ai sogni, soprattutto in un momento in cui la crisi tende a spegnerli. Grazie! 🙂

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